Mano nella mano
per l’addio a mamma Silvia
I figli abbracciano papà per farsi forza

CIVITANOVA - Una folla ha partecipato al funerale di Silvia Tinarelli, la fisioterapista 41enne morta a seguito di un incidente stradale. I figli Federico, 10 anni e Margherita, 3 anni, si sono fermati davanti alla bara piena di fiori bianchi e rosa. Gli amichetti: «Vi staremo accanto noi»
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I figli e il marito di Silvia Tinarelli al funerale

I figli e il marito di Silvia Tinarelli al funerale

 

Silvia Tinarelli

Silvia Tinarelli

di Laura Boccanera

Piccoli ma diventati da un giorno all’altro già adulti. Se ne stanno in prima fila, mano nella mano col papà, Federico e Margherita, 10 e 3 anni, i figli di Silvia Tinarelli, morta lunedì in un incidente d’auto (leggi l’articolo). Nella chiesa del Corpus Christi, a Porto Potenza, i due piccini stanno davanti alla bara della madre, piena di fiori bianchi e rosa. Sembrano già dei piccoli adulti che hanno compreso cosa li aspetta, ma non piangono, sono forti nell’abbraccio del papà che oggi festeggia la sua festa senza la moglie. E in chiesa è il parroco stesso ad accostare la famiglia di Nazareth con la famiglia di Silvia.

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La folla di gente che ha partecipato al funerale

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La chiesa piena durante il funerale della giovane mamma

«Nel giorno della festa del papà San Giuseppe accolga Silvia e protegga la sua famiglia – ha detto Don Francesco Miti – Le parole sono insufficienti per colmare un dolore così grande, ma anche quando succedono morti inaspettate come quella di Silvia non dobbiamo temere». La chiesa di Piazza Douhet è stracolma, tutta Porto Potenza si è raccolta attorno alla famiglia di Silvia e ai suoi parenti. Da Ancona sono arrivate anche le colleghe della clinica Villa Adria dove la 41enne lavorava come fisioterapista ormai da anni. C’erano anche i bambini compagni di scuola di Federico con i genitori, così come i conoscenti e le insegnanti della materna della piccola Margherita. E sono proprio i bambini a stringersi attorno al compagno e a leggere con parole semplici, ma portatrici di verità straziante, lettere piene di affetto. «Mio caro Federico – dice un amichetto – con te ho vissuto le più belle ricreazioni della mia vita. Mai avrei immaginato per te una tristezza così grande per quello che è successo alla tua mamma. Tutti noi ti stiamo accanto e ti vogliamo bene». A ricordare Silvia una nipote: «Cara Silvia cerchiamo le parole per ricordarti e per salutarti: ricordiamo il tuo carattere volitivo e anche i tuoi difetti che ti rendevano speciale. Eri generosa, altruista, ospitale, sensibile, una madre premurosa e una moglie eccezionale al fianco di Michele. Mancherai alla tua mamma che parlava di te sempre come “una delle sue perle”. Eri sempre presente per un consiglio non c’era neanche bisogno di chiedere. Mancherai a tutti noi nipoti che trovavamo sempre una tavola apparecchiata e un letto quando arrivavamo al mare» (la famiglia è originaria di Perugia ndr). E ancora un amichetto di scuola: «Caro Federico ho chiesto a Gesù di promettermi che ti aiuterà in tutti i modi, mi spiace per la tua mamma ma non ti preoccupare ci siamo noi i tuoi amici, lei ti protegge e potrai contare su di me, ti faccio una promessa le porte di casa mia per te saranno sempre spalancate». Al termine della cerimonia la salma è stata tumulata nel cimitero cittadino.

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