Licenziato impugna il provvedimento
e torna al lavoro dopo due anni

LA VITTORIA - E' successo ad un metalmeccanico della provincia di Macerata, con famiglia. L'uomo ha meno di 50 anni ed era stato messo in mobilità. Oggi è tornato al suo posto grazie ad una sentenza, che lo ha dichiarato nullo, applicando la normativa precedente al Jobs Act
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Cgil Taddei e Marinucci

Daniel Taddei e Rossella Marinucci della Cgil

In mobilità perde il lavoro per un provvedimento di licenziamento deciso dall’azienda ma dopo due anni torna al suo posto. Così un operaio che ha meno di 50 anni, con famiglia, residente nella provincia maceratese, oggi ha riavuto il suo posto. Un posto in fabbrica, sempre nel Maceratese, come metalmeccanico. Questo è stato possibile grazie all’impugnazione del licenziamento e ad una sentenza, che lo ha dichiarato nullo, applicando la normativa precedente al Jobs Act. A renderlo noto è la Cgil provinciale e la Fiom Cgil con i segretari Daniel Taddei e Rossella Marinucci. «Tra il risarcimento economico e il reintegro – spiega Taddei – il lavoratore ha scelto di tornare al suo posto di lavoro. Questo con il Jobs Act non sarebbe stato possibile perché il lavoratore avrebbe avuto solo il risarcimento (pari al pagamento di 4-24 mensilità in base all’anzianità aziendale, ndr). Dovrebbe far riflettere il fatto che, anche con una sentenza favorevole che avesse dichiarato ingiustificato il licenziamento, con la normativa attuale introdotta dal Jobs Act, al lavoratore sarebbe stata negata la possibilità di tornare a lavorare». Marinucci ha espresso soddisfazione per l’esito della sentenza sottolineando che darà tutto l’appoggio possibile per la difficile scelta che il lavoratore ha fatto. A sostegno del rientro di questa mattina del metalmeccanico si è anche espresso il segretario generale della Fiom nazionale Maurizio Landini con una lettera personale. Nella stessa azienda altre dipendenti erano stati interessati della mobilità ma per loro non c’erano i requisiti per impugnare il provvedimento. La Cgil proseguirà la mobilitazione contro il Jobs Act cercando di annullarne gli effetti e costruendo una proposta di reale allargamento dei diritti per il mondo del lavoro.

(Mar. Ve.)



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