Un Micam nero per i nostri calzaturifici:
dimezzati i buyer russi e americani

MACERATA - Dati allarmanti quelli presentati da Confindustria Macerata dopo la fiera di Milano che ha confermato le difficoltà per le imprese maceratesi
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Pennacchioni, Ciannavei e Sagripanti

Mario Pennacchioni, Tonino Ciannavei e Cleto Sagripanti

 

di Marco Ribechi

(foto di Guido Picchio)

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“Micamshoevent”, la fiera della calzatura di Milano, una delle più importanti al mondo, ha purtroppo confermato la difficoltà evidente per le imprese del settore della calzatura marchigiana. «La situazione è particolarmente pesante per le nostre imprese – dice Tonino Ciannavei, presidente della sezione Calzature di Confindustria Macerata – c’è un mercato interno assolutamente fermo e inoltre i problemi con le esportazioni verso la Russia, che rappresentava il nostro primo mercato, sono scese drasticamente del 25%. Anche le presenze dei buyer presenti al Micam sono scese del 49%, sono dati abbastanza preoccupanti. Le tensioni politiche internazionali stanno vanificando i nostri sforzi per creare rapporti commerciali per l’esportazione». Il settore della calzatura nella provincia di Macerata  occupa circa 10mila persone e 800 aziende, rappresenta il 30% dell’economia provinciale e copre circa il 60% di tutte le esportazioni provinciali. A questo vanno aggiunte tutte le aziende che si occupano della produzione di componenti per il calzaturificio e del reparto pelletteria.

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Tonino Ciannavei e Cleto Sagripanti

«Per motivi organizzativi e politici le presenze dei buyer non sono state quelle che speravamo – dice Cleto Sagripanti, presidente Assocalzaturifici italiani – Russia meno 49% dovuto alle tensioni politiche e alla svalutazione del Rublo, USA meno 40% a causa della sovrapposizione con la fiera di Las Vegas, Cina meno 40% probabilmente a causa del Capodanno Cinese. Tutti questi fattori non dipendono dalle aziende ma hanno gravemente danneggiato la riuscita della fiera. Per il futuro sarà necessario unire i saloni con la fashion week per diventare la prima fiera mondiale e attrarre anche stampa e blogger. L’unica via per risollevare il settore è fare economie di scala e creare sinergie tra le aziende. Il settore del lusso continuerà a tirare ma non basterà per tutti, dobbiamo sviluppare il contemporary, cioè la fascia media alta su cui lavorano bene Spagna, Portogallo e Francia». Nessuna novità per il mercato interno. L’Italia infatti pur essendo il primo paese europeo ad essersi dotata del marchio “Made in” è anche il paese in cui i consumatori fanno meno attenzione alla provenienza dei prodotti. «Se vogliamo evitare la scomparsa definitiva delle nostre piccole e medie imprese – conclude Mario Pennacchioni, presidente sezione Concia e Pelli di Confindustria – occorre che le istituzioni si coordino e sostengano le azioni di penetrazione commerciale per sfruttare i mercati internazionali, esattamente come fa la Germania».

 

Presentazione micam

Pennacchioni, Ciannavei

 

Micam

 

 

Ciannavei

 

 

 

 

 




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