Piscina, comitato dei genitori
contro Civitanova Nuoto

Continua la polemica sugli spazi acqua che la società ha richiesto. A far sentire la loro voce sono mamme e papà degli atleti che si allenano nell'impianto: "Vogliono occupare le corsie ai nostri stessi orari"
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buco furto piscina civitanova (3)

L’ingresso della piscina comunale di Civitanova

di Laura Boccanera

Caso piscina comunale, nasce il comitato dei genitori dei ragazzi iscritti all’Ippocampo. A seguito dello scoppio del caso delle corsie contese fra gestori, Comune e associazione Civitanova Nuoto (leggi l’articolo), un comitato che si dichiara composto da circa 200 genitori che vogliono far sentire anche la loro voce: «Avremmo preferito non dover intervenire sulla vicenda – affermano – ma come genitori sentir parlare dalla Civitanova Nuoto di violazione dei diritti costituzionali dei ragazzi ci ha stupito e al contempo anche un po’ indignati». Al centro della polemica ancora una volta gli spazi acqua che il Comune ha intimato al Grillo di concedere alla neonata associazione composta dai “secessionisti” che ora si allenano a Loreto. Ma secondo il comitato si è trattato di una scelta: «Ci dispiace molto che i genitori della Civitanova Nuoto ora vogliano fare le vittime dopo aver deciso liberamente di portare i loro figli a Loreto dopo l’avvicendamento tecnico operato dalla società.  Nessuno ha costretto nessuno – scrivono i genitori e aggiungono – ma ora il fatto è che la Civitanova Nuoto ha richiesto un numero elevato di corsie nelle stesse fasce orarie già predisposte per l’allenamento dei nostri figli tesserati con la società Ippocampo (esordienti B, esordienti A, assoluti, salvamento). Si tratta di una richiesta che tra l’altro andrebbe a diminuire gli spazi acqua destinati all’allenamento di un folto gruppo di bambini del settore propaganda, oltre alle normali attività già programmate per i corsi di Scuola Nuoto. Se ciò accadesse, la conseguenza sarebbe una minore qualità del servizio per tutti o uno spazio ridotto per chi già usufruisce di certi servizi. E proprio nella consapevolezza di queste difficoltà, sia la convenzione con il Comune che le stesse normative F.I.N. tutelano le società esistenti dalle operazioni di neonate società alla ricerca di spazi che, nell’interesse effimero di una stagione natatoria, possono compromettere una programmazione gestionale e sportiva di anni. Per noi genitori, ad oggi siamo più di 200, è importante anche un altro aspetto, e cioè quello della convivenza con questa nuova società. Le modalità e i toni continuamente dimostrati, metterebbe a serio rischio il sereno clima in cui si allenano i ragazzi dell’Ippocampo, i nostri figli, e questo per noi non è accettabile».



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