“Foibe mai più”, celebrazione in Consiglio regionale

GIORNO DEL RICORDO - Solazzi: “Niente retorica, sarebbe una violenza alla memoria”. In aula le testimonianze degli studenti del Liceo Rinaldini di Ancona e le note del violinista Marco Santini. Il Presidente marchigiano dell'Anvgd Rismondo ricorda gli eroi della Prima guerra mondiale nel confine orientale e fa un appello alle istituzioni della Macroregione Adriatico- Ionica. Marangoni: "Questi martiri-eroi vanno ricordati anche per le ingiustizie subite nell'immediato dopoguerra quando sono stati privati di tutti i diritti anche in Italia, additati come fascisti
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La celebrazione di questa mattina a palazzo Raffaello

Queste occasioni non devono esaurirsi in una sorta di ritualità, nessun atteggiamento retorico. Devono rappresentare un momento di riflessione sull’inviolabilità e sulla dignità della persona umana. Altrimenti sarebbero giornate inutili, costituirebbero una violenza della memoria.” Con queste parole il presidente del Consiglio regionale Vittoriano Solazzi ha aperto la seduta aperta “Foibe mai più” che l’Assemblea legislativa ha dedicato alle vittime del confine orientale. E’ la terza edizione del “Giorno del Ricordo” celebrata in Aula, dopo l’approvazione all’unanimità nel 2012 della legge sulle “Attività della regione Marche per l’affermazione dei valori del ricordo del martirio e dell’esodo Giuliano-Dalmata-Istriano”. “Due presidenti della Repubblica, con percorsi politici diversi, come Ciampi e Napolitano – ha aggiunto Solazzi – nel 2006 il primo e nel 2007 il secondo, sottolinearono come non ci debba essere risentimento, ma consapevolezza e volontà di ricordare il passato, perchè la scrittura di certe pagine non debba ripetersi”. Solazzi ha inoltre sottolineato il ruolo di protagonisti affidato agli studenti in queste occasioni, riconoscendo la scuola “l’antidoto per evitare che si ripetino queste tragedie”.

giornata ricordo 1Franco Rismondo, presidente marchigiano dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, nel suo intervento ha rivolto un appello alle istituzioni che appartengono alla Macroregione Adriatico-Ionica, affinchè “non sia dimenticata la comunità italiana autoctona che continua a tenere viva la lingua e la cultura italiana nell’altra sponda”. Rismondo si è soffermato sulla storia del confine orientale durante il Primo conflitto mondiale e ha ricordato le figure di Nazario Sauro e di Fabio Filzi. La conclusione è stata affidata agli alunni del liceo classico Rinaldini di Ancona che hanno raccontato “Un viaggio nei luoghi del ricordo”, realizzato alla Risiera di San Saba e alla Foiba di Basovizza. “I nostri sentimenti sono stati di stupore, commozione, inadeguatezza, ma abbiamo le carte in regola per rimediare agli errori dei nostri precedessori e per costruire un futuro migliore, se non ci lascerete soli” – hanno concluso i ragazzi. La commemorazione è stata accompagnata dalle note del violino di Marco Santini. Il giovane maestro, di origine osimana, vincitore di premi e riconoscimenti nazionali e internazionali, ha proposto il brano da lui composto “Il Cristo delle Marche”. Hanno assistito ai lavori anche gli alunni della scuola primaria “Fabio Tombari” di Bellocchi di Fano


1887_g“Una tragedia che appartiene, per intero, – ha detto il presidente della Regione Gian Mario Spacca- alla storia di tutti gli italiani.
Una pagina dolorosa della nostra storia recente, che ha colpito in particolare la comunità adriatica. Quella stessa comunità che oggi apre un nuovo capitolo della propria storia, fatto di pace, collaborazione, vicinanza nel segno delle comuni origini e nel rispetto delle differenze: la Macroregione adriatico ionica. Dopo che nel XX secolo il nostro mare è stato segnato da terribili conflitti e dolorose tragedie, il XXI si è aperto all’insegna della costruzione di un nuovo futuro di pace per il bacino adriatico. Perché tragedie come quella delle foibe non si ripetano mai più”.

Enzo Marangoni, consigliere regionale di Forza Italia

Enzo Marangoni, consigliere regionale di Forza Italia

Sul giorno del ricordo è intervenuto anche il consigliere regionale Enzo Marangoni, di Forza Italia: “E’ doveroso ricordare i morti caduti ad opera della repressione comunista del regime di Tito e gli oltre 350.000 esuli che furono costretti a lasciare i luoghi di nascita e le loro case sequestrate dai comunisti. Le nuove generazioni devono sapere che migliaia di italiani del Friuli Venezia Giulia, dell’Istria e della Dalmazia furono gettati vivi dentro i crateri carsici: bambini, anziani, malati, tutti uccisi senza pietà.  Questi martiri-eroi vanno ricordati anche per le ingiustizie subite nell’immediato dopoguerra quando sono stati privati di tutti i diritti anche in Italia, additati come fascisti dalla propaganda comunista italiana con la complicità del silenzio assordante della Democrazia Cristiana”. Marangoni concorda sul fatto che non ci debba essere risentimento ma piena consapevolezza e volontà di ricordare il passato: “Troppi anni di colpevole silenzio sono passati senza che sia stata resa giustizia a migliaia di scomparsi e deportati nel confine orientale dell’Italia”.



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