Microcamera al posto di un bottone
per superare l’esame della patente

MACERATA - Autore dello stratagemma un 33enne pakistano denunciato per truffa. Lo straniero è finito al pronto soccorso per farsi estrarre gli auricolari, collegati alla telecamera, infilzati in profondità. Aveva pagato mille euro ai complici, ancora non rintracciati, che dall'esterno dovevano aiutarlo nelle risposte
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La sede della Motorizzazione Civile

La sede della Motorizzazione Civile

Si presenta all’esame della patente con una microcamera al posto di un bottone e due auricolari infilzati nell’orecchio. Scoperto dagli esaminatori è dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso dove un otorinolaringoiatra gli ha estratto i sofisticati apparecchi. Una procedura dolorosa. Il candidato è stato denunciato per truffa. Per l’aiuto che l’attrezzatura e dei complici esterni gli avrebbero dato il denunciato aveva pagato mille euro. E’ un pakistano di 33 anni, H.M. . Ieri si era presentato alla Motorizzazione Civile di Macerata per sostenere la prova scritta utile al conseguimento della patente B. Poco prima di iniziare il personale esaminatore addetto alla vigilanza ha notato un atteggiamento strano del candidato. Era nervoso, si muoveva con sospetto toccandosi le orecchie. Così è stata chiamata la polizia stradale per un controllo del 33enne. Sul posto è arrivata una pattuglia del distaccamento di Camerino che in collaborazione con la polizia giudiziaria della sezione di Macerata. Gli agenti hanno perquisito il pakistano. Non sono rari gli stratagemmi adottati da molti stranieri per poter prendere la patente. Quello delle microcamere è il più ricorrente e non sono mancati casi in cui alla prova si presentasse un parente molto somigliante al candidato. Addosso al 33enne la polizia ha trovato, sotto il giubbotto, una mini-telecamera, posizionata sulla maglia in sostituzione di uno dei normali bottoni, dei quali aveva la medesima foggia e dimensione. Sotto la maglia di H.M. si celava un sofisticato impianto, costituito da un trasmettitore fissato alla sua schiena con nastro adesivo, a sua volta collegato ad un modem posizionato, sempre con adesivo, sul davanti all’altezza dello sterno. Il modem era collegato alla mini-telecamera. In questa maniera poteva riprendere il foglio di esame e trasmettere le immagini a chi dall’esterno lo doveva aiutare. Il pakistano aveva inoltre all’interno di entrambi i condotti uditivi dei minuscoli auricolari del tipo Bluetooth. Tutto il marchingegno serviva a ricevere e trasmettere informazioni a distanza per superare così senza problemi la prova scritta. Tale collegamento audiovisivo con l’esterno infatti sarebbe servito a conoscere le risposte esatte a tutti i quiz assegnati per l’esame di teoria, che ovviamente sarebbero state suggerite da complici esterni, rimasti purtroppo al momento ignoti. Per far rimuovere gli auricolari in miniatura dai condotti uditivi, doloranti perché conficcati in profondità il candidato è stato portato al pronto soccorso. Qui i medici hanno chiesto l’intervento di un otorinolaringoiatra per riuscire a estrarre i mini-apparecchi. L’intero impianto è stato poi sequestrato. Sono in corso le indagini per risalire ai complici che avrebbero guadagnato dalla truffa circa mille euro.



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