Rogo degli yacht,
tre sono di imprenditori maceratesi

LUSSO IN FIAMME - L'incendio delle imbarcazioni ormeggiate a Porto San Giorgio non è doloso. Tra i proprietari ci sono Fabio Paniccia della Ica e Mario Mariani proprietario della Macrosoft. I danni superano il milione di euro
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Incendio porto turistico Porto San Giorgio (1)

Una delle imbarcazioni distrutte dalle fiamme

Incendio porto turistico Porto San Giorgio (2)di Gianluca Ginella

Tre dei quattro yacht che sono andati completamente distrutti in un rogo scoppiato all’una di ieri mattina erano di imprenditori del Maceratese. Le fiamme, secondo le indagini, non avrebbero una origine dolosa. I danni sono di milioni di euro.

Al pontile “I” nel porto della cittadina di Porto San Giorgio tre imprenditori del maceratese avevano ormeggiati i loro yacht. Tutti e tre nel cuore della notte tra ieri e sabato hanno ricevuto una telefonata: le barche stavano bruciando. Fiamme che non hanno lasciato scampo alle imbarcazioni, che sono state completamente distrutte.

“Si tratta della perdita totale del bene. La mia barca, la Morgana, l’avevo acquistata nel 2010, era un 18 metri – dice Mario Mariani, titolare della Macrosoft di Piediripa di Macerata –. Sono 40 anni che vado per mare, purtroppo questo è stato un incidente, sono disgrazie che possono accadere. Quello che bisogna capire è se ci sia stata la leggerezza di qualcuno. Quando mi hanno avvisato sono subito andato a vedere quello che succedeva”.

Incendio porto turistico Porto San Giorgio (4)

L’intervento al molo dei vigili del fuoco

Il rogo, secondo gli accertamenti che sono stati svolti dai vigili del fuoco (arrivati da Fermo, San Benedetto e Ascoli con 16 uomini e 7 mezzi) e dalla polizia, sarebbe scoppiato sulla prima barca della fila, di proprietà di un calabrese che in quel momento si trovava a bordo. Da lì le fiamme hanno attaccato gli altri yacht ormeggiati. Tra queste l’imbarcazione più preziosa tra quelle distrutte, del valore di oltre un milione di euro, era il Mami 3, acquistata nel 2011, lunga 18 metri, di proprietà di Fabio Paniccia, uno dei titolari della Ica di Civitanova, azienda che produce vernici. “Ho avuto un bel danno, bello grosso. Non è solo per il valore materiale della barca, ma anche per quello affettivo – dice Paniccia –. Per noi era come una seconda casa, la usavamo sempre per fare le crociere con la famiglia. Io di solito non vado mai a dormire in barca ma gli altri proprietari sì, il fine settimana dormono sempre lì. Però per fortuna questo fine settimana c’era stato il salone nautico a Genova e tutti eravamo andati su a vederlo”. Paniccia al salone nautico era andato insieme ad Alberto Ferretti, di Camerino, il proprietario della terza imbarcazione distrutta. Rispetto alle altre più piccola (un 16-17 metri) e un po’ più vecchia. “Adesso speriamo che le indagini chiariscano cosa è avvenuto e come è scoppiato l’incendio” conclude Paniccia.

Incendio porto turistico Porto San Giorgio (3)



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