Infarto in strada
tra l’indifferenza dei passanti
Migliorano le condizioni del giovane

PORTO RECANATI - La vittima, un 28enne senegalese, è clandestino e aveva paura di recarsi in ospedale. Il Comune: "Stiamo cercando di chiarire come sono andati i fatti, siamo vicini al ragazzo"
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EliambulanzaFabriano_04.jpgdi Alessandro Trevisani

Sono stabili le condizioni del 28enne senegalese che sabato mattina è stato trasportato in eliambulanza a Torrette in condizioni serissime, dopo essersi accasciato al suolo per un infarto in via Mazzini, a Porto Recanati (leggi l’articolo). Situazioni di disagio e fatalità si intrecciano nella storia del giovane che alcuni, all’Hotel House, affermano di conoscere. Sulla sua identità è calato il più assoluto riserbo da parte di amici e conoscenti, ma trapelano le prime conferme e i primi credibili dettagli: pare che l’uomo, in Italia da alcuni mesi, soffrisse di cuore e ne fosse perfettamente consapevole, ma non essendo in regola avrebbe avuto troppo timore di recarsi in ospedale, evitando anche strutture dedicate agli stranieri, come il CSA di via Beethoven 50 a Porto Potenza (il Centro sanitario Assistenziale è aperto il martedì dalle 17 alle 19 e il venerdì dalle 9 alle 11: allo straniero preso in carico viene rilasciato un attestato di validità di 6 mesi per la fruizione delle prestazioni sanitarie urgenti ed essenziali).
Fanno ancora discutere, in città, le modalità del soccorso. Secondo la testimonianza dei soccorritori, per lunghi minuti nessuno, in una strada piuttosto frequentata tra il supermercato Zippilli e il lungomare, si era fermato ad aiutare il ragazzo. A fare la prima telefonata sarebbe stato un suo conoscente, che non sapendo a chi rivolgersi ha avvertito una terza persona, la quale dal suo cellulare ha chiamato il 118. “Ho notato il ragazzo che non stava bene, mentre era già assistito da un altro ragazzo – racconta un porto recanatese che abita all’incrocio tra via Mazzini e via San Giovanni Bosco – mi sono fermato ed ho chiesto se serviva aiuto: il ragazzo che lo assisteva ha detto di no e che aveva già chiamato l’ambulanza. Non essendo medico e non potendo dare aiuto ho proseguito per la mia strada”. Del caso si sta prendendo cura anche la giunta comunale.

“Stiamo cercando di chiarire come sono andati i fatti – dice Maria Elena Fermanelli, consigliere comunale con delega all’Integrazione e alla solidarietà – e mi sono prontamente allertata per far sentire la nostra vicinanza al ragazzo. Al più presto avremo notizie sul suo stato di salute, che per fortuna si è stabilizzato. In ogni caso non lasceremo cadere il fatto nell’indifferenza”. Domani (lunedì) una delegazione del Comune andrà a trovare il giovane all’ospedale di Torrette. 



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