Una class action
contro l’Aeronautica Militare

POTENZA PICENA - Giovannella Maggini Mazzarella, presidente del Tribunale della Salute vuole promuovere un'azione di risarcimento per 37 persone vittime di convulsioni di residenti nei pressi dell’impianto radar della 114’ squadriglia radar remota
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Giovannella Maggini Mazzarella, ex insegnante e presidente del Tribunale della Salute, da 29 anni indaga sulle relazioni tra emissioni radar e patologie gravissime a Potenza Picena

Giovannella Maggini Mazzarella, ex insegnante e presidente del Tribunale della Salute, da 29 anni indaga sulle relazioni tra emissioni radar e patologie gravissime a Potenza Picena

di Alessandro Trevisani

Una gigantesca azione di risarcimento per le 37 persone vittime di convulsioni senza febbre, tutte (tranne una) residenti a Potenza Picena, nei pressi dell’impianto radar della 114’ squadriglia radar remota, la cui attività è incorporata dal 1972 nella catena di difesa della Nato. La vuole promuovere Giovannella Maggini Mazzarella, presidente del Tribunale della Salute di Potenza Picena e dell’Ader (associazione difesa emissioni radar), forte dell’autorizzazione di un 33enne residente a Civitanova, che ha messo per iscritto la sua storia: nel 1989 l’uomo festeggiava il suo ottavo compleanno in contrada Tergi, a Potenza Picena, in casa della nonna, e appena il giorno dopo fu colpito da convulsioni senza febbre, esattamente come è accaduto a 36 cittadini potentini, di qualsiasi età, neonati, adolescenti, bambini, fino a un massimo di 39 anni all’epoca delle prime convulsioni, che furono interessati dall’indagine epidemiologica svolta tra il 1986 e il 1991 dall’Assessorato alla Sanità della Regione Marche.

“Voglio raccogliere più adesioni possibile da queste persone, perché stavolta è possibile ottenere giustizia”, dice la Mazzarella, che si batte per avere giustizia da quando il marito le morì sessantenne, “a causa di un tumore al cervelletto – racconta lei – 29 anni fa. Ma in quel periodo notai altre cose terribili, come il fatto che galline e conigli, nel nostro giardino a Tergi, non prolificavano più, per non dire dell’aspetto terrificante degli ortaggi che crescevano nel nostro orto”. Il tema è quello delle radiazioni da radar: secondo le risultanze della stessa indagine succitata, tra operazioni da cataratta, tumori, aborti spontanei, aborti, ictus, sincopi, ischemie e nascita di bimbi con malformazioni congenite, i casi riscontrati nel quinquennio 1986-91, a Potenza Picena, furono da 10 a 30 volte più frequenti che nella media marchigiana. Agghiacciante, tra gli altri, il dato dei bimbi nati con malformazioni nel 1991: a Potenza Picena furono 23 su 111, il 20,7%, circa 50 volte la media marchigiana.
Giusto lo scorso maggio la squadriglia radar aveva impiantato un sistema di monitoraggio delle emissioni elettromagnetiche, che fu presentato dal comandante logistico dell’aeronautica militare Gabriele Salvestroni all’allora sindaco Sergio Paolucci. E invece nell’aprile 2013 si era tenuto proprio a Potenza Picena, su impulso del Tribunale della Salute e di Città Prestata, il convegno “Radar, radiofrequenze e rischi per la salute”, dove una dozzina di esperti di chiarissima fama internazionale avevano caldeggiato una normativa che contemplasse limiti di emissione più cautelativi, secondo il principio giuridico della prudenza, per centrali radar e ripetitori delle compagnie telefoniche.

“Il nostro obiettivo è radunare quei bimbi e quegli adolescenti, oggi uomini maturi, per condurre tutti insieme un’azione penale contro la centrale radar. Siamo forti della nostra documentazione e della professionalità dell’avvocato Stefano Bertone”. Si tratta dello stesso avvocato che lo scorso marzo ha depositato una causa al Tar del Lazio contro i ministeri dell’Ambiente, della Salute, dello Sviluppo economico e della Ricerca, per non avere divulgato i rischi cui sono sottoposte le persone che usano ogni giorno telefonini senza auricolare o vivavoce. Nella causa si chiede al governo di avviare subito una campagna che faccia conoscere i rischi di insorgenza di tumori alla testa, documentati, nel ricorso, per le persone che adoperano telefonini da 10 anni, dai 16 ai 32 minuti al giorno.

Le risultanze dell'indagine svolta dall'assessore Tesei sugli anni 1986-91, con un raffronto delle casistiche di alcune gravi patologie tra Potenza Picena e la media marchigiana

Le risultanze dell’indagine svolta dall’assessore Tesei sugli anni 1986-91, con un raffronto delle casistiche di alcune gravi patologie tra Potenza Picena e la media marchigiana



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