Scuole: è guerra per la palestra
fra grafici e ragionieri

CIVITANOVA - I genitori del professionale Bonifazi chiedono l'utilizzo condiviso delle strutture del commerciale Corridoni: "I nostri figli non hanno gli stessi diritti degli altri"
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itc corridoni

di Laura Boccanera

Genitori contro il dirigente scolastico dell’Istituto tecnico commerciale Corridoni. La scuola è quasi finita, ma non per questo i genitori degli studenti dell’indirizzo grafico del Bonifazi sono meno indignati. Al centro della protesta l’utilizzo di laboratori e palestra. L’Itc infatti ospita anche gli studenti dell’indirizzo grafico pubblicitario dell’istituto professionale, ma sembra che la preside non sia intenzionata a concedere loro anche l’uso dei laboratori e della palestra. “Siamo davvero indignati – afferma Samuela Marozzi, portavoce di tutti i genitori – è finito un altro anno scolastico e i nostri figli sembra non abbiano diritti come gli altri alunni, non hanno a disposizione nessun laboratorio di fisica e di chimica e per quanto riguarda la palestra devono recarsi nella sede centrale con dispendio di tempo e denaro. Eppure la soluzione ci sembrava semplice – denuncia la mamma – nello stesso edificio nell’Itcg Corridoni ci sono sia laboratori ben attrezzati che la palestra con spazi di orario sufficienti per tutti. Abbiamo più volte fatto richiesta formale in questi due anni sia alla dirigente sia alla provincia per poter usare le strutture ma l’esito finale è sempre stato negativo. Siamo stanchi di attendere, si trovino soluzioni per il prossimo anno”. La stessa dirigente scolastica del professionale Valentina Bellini lo scorso ottobre ha scritto alla collega del Corridoni, Antonietta Alesiani e al presidente della provincia Pettinari per richiedere l’utilizzo comune di quelle strutture. Nella missiva si spiegava che non essendoci nella sede succursale una palestra, tutte le 10 classi del grafico erano costrette a raggiungere la sede centrale in via Duca D’Aosta, producendo una spesa per la provincia di 4000 euro per lo spostamento. Inoltre si fa riferimento anche all’impossibilità, vista la difficoltà del trasferimento, di poter far esperire l’attività fisica a due ragazze disabili. Ma sembra che ogni proposta sia caduta nel vuoto e ora anche i genitori si schierano al fianco della dirigente



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