Babaloo, la cattedrale
abbandonata davanti al mare

POTENZA PICENA - L'ultima serata è stata quella del settembre 2012 poi più nulla. Finchè in questi giorni Alessandro Tesei, videomaker di Ascosi Lasciti non ha deciso di esplorare la discoteca
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Il Babaloo nella foto di Alessandro Tesei da Ascol

Il Babaloo nella foto di Alessandro Tesei da Ascosi Lasciti

Materassini abbandonati nella foto di Alessandro Tesei di Ascosi Lasciti

Materassini abbandonati nella foto di Alessandro Tesei di Ascosi Lasciti

di Alessandro Trevisani

Che fine ha fatto il Babaloo? Chiuso: come il Green Leaves, il Kiro Kiro, il Mia e l’Hanima, la disco gemella che era cresciuta accanto al locale di Potenza Picena. La crisi e altre disavventure hanno travolto i divertimentifici di Porto Recanati e dintorni, costringendo i giovani della zona a pellegrinaggi al Conero, dove spopola il Golf Club, e a Civitanova, dove ha appena riaperto lo Shada, il gioiellino della famiglia Ascani. Ma il core business della famiglia portorecanatese è stato, per 12 intense stagioni, proprio il Babaloo: l’ultima serata rimane quella del 29 settembre 2012, quando la festa di chiusura della stagione si intitolava, in modo amaro e premonitore, “L’evento finale”. Poi vennero i troppi debiti, le spese alte, un contenzioso con la proprietà che finisce in tribunale: da quell’autunno di due anni fa il Babaloo è una cattedrale davanti al mare, maestosa, abbandonata e felliniana nel suo sfarzo decadente.

Una delle sale abbandonate nella foto di Alessandro Tesei di Ascosi Lasciti

Una delle sale abbandonate nella foto di Alessandro Tesei di Ascosi Lasciti

A visitare una delle discoteche più rinomate in Europa nell’ultimo decennio è stato, in questi giorni, AL. T., utente del sito “Ascosi Lasciti. Esplorazioni, racconti e leggende nei luoghi abbandonati del Centro Italia e non solo”. Ne è uscito un reportage spettacoloso, che ha fatto il giro di Facebook a forza di condivisioni, e che mostra le piscine e gli scivoli del Baba Beach vuoti d’acqua, e perciò ancora più imponenti, la chiglia di legno scrostata dalle intemperie al secondo piano, le cinque sale interne e le cucine dissestate e spogliate di parecchio materiale. Tanto è vero che il fotoreporter si imbatte in una pattuglia di poliziotti intervenuti a seguito di alcuni furti e vandalismi. E poi c’è lei, la pista galleggiante, teatro di approcci e saluti in mezzo alle luci psichedeliche inframmezzate da istanti di buio: senza più divanetti, ma con la consolle quasi intatta.

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Alessandro Tesei, 34 anni, di Jesi, è il videomaker che ha creato il sito Ascosi lasciti, dove racconta con le sue foto i luoghi abbandonati delle Marche e del Centro Italia

Dietro ad Ascosi Lasciti e alla sigla Al. T. c’è Alessandro Tesei, 34 anni di Jesi, che dopo gli studi in Arti Visive all’Accademia di Belle Arti di Macerata si è dedicato alla professione di videomaker e documentarista. “Ascosi Lasciti nasce l’estate 2013 – racconta – e da allora si sono aggiunti utenti del Nord Italia che danno il loro contributo”. Com’è andata al Balaoo abbandonato a se stesso? “Siamo entrati in cinque a scattare, reduci da un tour tra ville abbandonate nell’anconetano. Subito abbiamo incontrato dei poliziotti che ci hanno lasciato fare, rassicurati dalla vista delle nostre macchine fotografiche dotate di obiettivi professionali. ‘Quello che c’era da rubare è stato già rubato’, ci hanno spiegato, congedandosi. Poi è iniziata l’esplorazione”. Che cosa è stato rubato al Babaloo, e che tipo di devastazioni avete trovato? “Di base viene rubato il rame e tutto ciò che ha un minimo di valore, poi ci sono le strutture di vetro, come i lampadari, che sono facilmente danneggiabili, e per il modo in cui sono ridotte fanno pensare ad atti vandalici”.

Unaltra-foto-scattata-dal-tetto-del-locale.-Foto-di-Alessandro-Tesei-da-ascosilasciti.wordpress.com_.

Un’altra foto scattata dal tetto del locale (Foto di Samantha Ingusci)

Una-statua-tribale-nello-stile-tipico-del-locale-e-i-fiori-del-giardino-esterno.-Foto-di-Alessandro-Tesei-da-ascosilasciti.wordpress.com_.

Una statua tribale, nello stile tipico del locale, e i fiori del giardino esterno (Foto di Samantha Ingusci)

Una-delle-sale-interne-del-Babaloo.-Foto-di-Alessandro-Tesei-da-ascosilasciti.wordpress.com_

Una delle sale interne del Babaloo (Foto di Samantha Ingusci)

 

Una-delle-sale-al-piano-superiore.-Foto-di-Alessandro-Tesei-da-ascosilasciti.wordpress.com_.

(Foto di Samantha Ingusci)

 

Lingresso-del-Babaloo.-Foto-di-Alessandro-Tesei-da-ascosilasciti.wordpress.com_

(Foto di Samantha Ingusci)

 

Lesterno-e-una-porzione-della-chiglia-di-legno-al-piano-superiore-del-locale.-Foto-di-Alessandro-Tesei-da-ascosilasciti.wordpress.com_

L’ingresso del Babaloo (Foto di Samantha Ingusci)

Le-piscine-del-Baba-Beach.-Foto-di-Alessandro-Tesei-da-ascosilasciti.wordpress.com_

Le piscine del Baba Beach (Foto di Samantha Ingusci)

 

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La passerella che porta alla pista galleggiante (Foto di Samantha Ingusci)

 

Ancora-una-foto-dal-piano-superiore-con-una-porzione-di-tetto-e-il-laghetto-sullo-sfondo.-Foto-di-Alessandro-Tesei-da-ascosilasciti.wordpress.com_.

Ancora una foto dal piano superiore, con una porzione di tetto e il laghetto sullo sfondo (Foto di Samantha Ingusci)

 

 

 



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