Esploratore e letterato, scienziato e poeta, autore televisivo, critico d’arte, fondatore di riviste letterarie Ferrara pubblica nel 1960 il suo primo libro di poesie dal titolo I pascoli della nostra mano, cui faranno seguito altri venti volumi, più altrettanti di critica, a lui dedicati. Memorabili sono le Lettere a Natasha del 1986 e Imzad, Premio Gozzano nel 1989. Frequentò circoli esclusivi di quella generazione di artisti e scrittori della cosiddetta avanguardia e dello sperimentalismo. Uno di questi ritrovi fu la galleria La Capannina di Porfiri in via Alibert a Roma. Nella raccolta Imzad Ferrara si affida a sensazioni ispirategli dai linguaggi dei popoli del deserto. Imzad trae il nome dalla lingua parlata dai Tuareg dell’Haggar, indicando un violino monocorde adoperato dalle donne per cadenzare il canto amoroso nei bivacchi.. Bàrberi Squarotti parlò subito di un caso letterario, di un unicum della poesia italiana. Idolina Landolfi lo ha definito «Il cantore della solitudine del deserto, il cantore del silenzio e dell’oltre, della parola luminare, “non detta”». Il fascino del deserto lo colse al tempo delle numerose spedizioni nell’Africa Sahariana, svolte con un gruppo di esperti sotto l’egida dell’Unesco alla scoperta delle piste carovaniere utilizzate dai Romani. Una decennale avventura che aprì nuovi orizzonti alla sua già notevole erudizione e contribuì all’arricchimento della sua raccolta di manufatti e opere d’arte di quelle antiche civiltà nomadi. L’opera omnia ferrariana è stata pubblicata da Alessandro Tesauro per le sue Edizioni Ripostes di Salerno. Resta purtroppo incompiuta l’ultima sua opera, iniziata a metà degli anni ’90, un romanzo su un fantasioso viaggio di ritorno in Africa, scritto in una prosa arcaica e musicale – una “dilettosa narranza” – dal titolo: “Ritorno alle Indie meridiane ovvero sulle vicende realissime e postreme di Aliotto da Guienna, Lupo Goliante, Ghiandino Colapicco, Livriero di Vega e Albarello Cometa che le su dette narrò”.
Il programma: Paola Taddei, Direttrice Accademia di Belle Arti di Macerata; Arturo Morelli, Presidente della Fondazione Franco Ferrara, Via Palestro 14, Roma. Interventi: Questo intendeva dire Franco Ferrara, Francesco Parisi, Incisore, docente di Tecniche dell’Incisione presso l’Accademia di Belle Arti Macerata. Franco Ferrara e gli artisti della Galleria di via Margutta “La Capannina” di Fernando Porfiri. Ludovico Fulci, critico letterario. Franco Ferrara: la penna, il bulino e la punta di diamante. Rubina Giorgi, Istituto di studi filosofici Enrico Castelli, Università La Sapienza di Roma. Da un’amica distanza. Maurizio Boldrini, Attore. Letture da Franco Ferrara. Moderatore del Convegno: Agnese Sferrazza, Storica dell’Arte.
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