Di Fabio, cambi coraggiosi: chi (non) si accontenta gode

L'allenatore della Maceratese ha osato ed è stato premiato, ma ci sono ancora molti aspetti su cui lavorare. Il derby con l'Ancona, però, si può affrontare con relativa tranquillità
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Enrico Maria Scattolini

Enrico Maria Scattolini

di Enrico Maria Scattolini

FATTORE C (+) Indubbiamente una massiccia dose di fortuna non è mancata ieri pomeriggio alla Maceratese, a Scoppito. All’inizio dei due tempi, allorchè gli abruzzesi hanno divorato diverse occasioni da gol, al di là della bravura di Ferrara; nel finale, quando lo sbalorditivo opportunismo di Gabrielloni ha generato il successo biancorosso. Inimmaginabile sino a qualche minuto prima.

LA PECULIARITA’ Ma si è sempre saputo che questa virtù è nel DNA dell’allenatore. Probabilmente dalla culla: ha fatto comunque piacere costatare che non si sia… arrugginita negli ultimi cinque mesi e passa d’inattività (+).

C’E’ STATO CORAGGIO Va subito però detto che la buona sorte ha premiato l’ardire di Di Fabio,che ha avuto la mano felice (+) nei due cambi decisi nella ripresa. Quando si è accorto del progressivo cedimento atletico degli avversari. Il più concreto Santoni al posto dell’impalpabile Borrelli, intorno al quarto d’ora di gioco; ed addirittura l’attaccante Gabrielloni in sostituzione dell’interno Lattanzi, fin lì raramente attivo nell’economia della manovra , a poco più/poco meno di cinque minuti dalla fine del match.

L'attaccante della Maceratese Gabrielloni

L’attaccante della Maceratese Gabrielloni

MACERATESE DUNQUE A TRAZIONE ANTERIORE per tentare il colpaccio. Riuscito (+++).Una scelta di temperamento, ben diversa da quella che, ad esempio, mi frullava in mente. Più comoda ma umanamente giustificabile, all’esclusivo scopo di accontentarsi del minimo risultato da portare a casa il più facilmente possibile.

CIOE’: RINFORZARE IL CENTROCAMPO CON il panchinaro Ruffini in luogo di Borrelli. Alzare il baricentro del gioco. Allontanare la minaccia delle offensive degli abruzzesi,nel frattempo passati a cinque nella zona intermedia, dalla propria retroguardia. E poi tirare comodamente a campare sino al liberatorio triplice fischio di chiusura. L’azzardo di Di Fabio ha invece prevalso sulla pusillanimità. Giusto che sia stato premiato. Magari anche al di là delle aspettative.

TRE PUNTI IMPORTANTI (+), anche per la loro coincidenza,nel contesto dei play-off, col colpo di mano della Recanatese a Pesaro,contro a Vis,e la sconfitta del Giulianova ad Agnone. Sarebbero stati addirittura da alleluia!se Gadda non avesse salvato,proprio in extremis,il Matelica dal ricongiungimento con la Maceratese.Evento che avrebbe esaltato la dottoressa Tardella per i crediti che le avrebbe fruttato nella diatriba con il suo omologo Canil riguardo alla leadership nel calcio provinciale.C’è ancora tempo,comunque.

Guido Di Fabio

Guido Di Fabio

LETTURA MARKETING quella di Di Fabio, di questo successo. In proiezione Maceratese-Ancona di domenica prossima.”Io ed i miei ragazzi volevamo vincere per dare una scossa all’interesse della tifoseria biancorossa in vista del derby – ha dichiarato il mister negli spogliatoi -.Sono convinto che all’Helvia Recina ci sarà il gran pubblico dello scorso anno” (+). Non l’ha aggiunto, ma sicuramente pensato:”naturalmente con un risultato diverso”.

PERO’ NON SOLO ORO ZECCHINO si è visto sul”sintetico” di Scoppito. Anzi, al netto  straordinario finale, la Maceratese ha disputato un incontro mediocre (-). Oltre ai già citati grossi pericoli  subiti nei preamboli delle due frazioni d’impegno, scongiurati  da un paio di prodezze di Ferrara e dagli errori degli attaccanti abruzzesi, i biancorossi, lenti e quindi prevedibili, non hanno mai trovato la giusta contraria alla cauta impostazione dei padroni di casa nel primo tempo (in dieci dietro la linea della palla,ma micidiali nelle ripartenze), ed al loro improvviso forcing nei quindici minuti d’avvio della ripresa (quattro occasioni di fila per segnare:metà sbagliate di propria… iniziativa; l’altra disattivata dallo straordinario Ferrara).

IL CHE MI HA OBBLIGATO A BRUCIARE sconsideratamente un pacchetto di sigarette in tribuna stampa, nell’inutile attesa di un qualche provvedimento di Di Fabio dalla panchina(-), per correggere l’inerzia della partita nella prima ora di gioco.I fatti però alla fine gli hanno dato ragione.

Un momento della partita tra Amiternina e Maceratese (foto di Glauco Giglioni)

Un momento della partita tra Amiternina e Maceratese (foto di Glauco Giglioni)

ED A INVOCARE, IN TELECRONACA, L’AUREA REGOLA del “gol mancato,gol subito”, che da sempre governa gli accadimenti calcistici e che anche stavolta si è confermata. Correndo così il rischio d’incorrere nell’ira dei cronisti locali che,seduti di fianco ed affumicati dalle mie”bionde”, si sono fortunatamente limitati a qualche mugolio di rimprovero, di certo inteneriti dalla mia veneranda età.

I MEDESIMI hanno però sicuramente apprezzato i miei elogi alla bravura (+) dei cinque under schierati sin dall’inizio dall’Amiternina (quattro ’94 e un’95), specialmente del diciannovenne Bocchino (+), le cui staffilate più volte hanno riscaldato le mani di  Ferrara, fin alla punta delle unghie. Ed all’incredibile tasso di gioventù dei giocatori in panca: tutti fuori quota, con età oscillante fra i 17 ed 20 anni. Tutti rigorosamente del luogo, anche se qualche cognome… ostrogoto autorizzava  pensare il contrario.

 SI DIRA’CHE QUESTO E’ IL MOTIVO per cui la formazione di Vincenzino Angelone è inchiodata in fondo alla classifica(-). Ma, a mio parere, deve essere l’obiettivo verso cui orientare gli investimenti del calcio dilettantistico.

PENSIERO FISSO ANCHE DI MARIELLA NOSTRA(+), che dalla prossima stagione pretenderà dallo staff tecnico una ben più incisiva presenza di giovani del vivaio fra i titolari. In modo da combinare un adeguato mix con i calciatori di categoria. Che non dovrebbero mancare se,come anticipato, il campionato 2014/15  sarà affrontato con solidi propositi di promozione. Tardella  ipse dixit (sia pure confidenziale).

Maria Francesca Tardella, presidentessa della Maceratese

Maria Francesca Tardella, presidentessa della Maceratese

SCUOLE CALCIO MEGLIO ORGANIZZATE. Ho avuto modo di vederne diverse,in questi ultimi tempi. Non mi hanno convinto(-). Da un lato perché impostate troppo sulla ricerca del risultato nei vari,insignificanti campionati, a discapito della cura dei fondamentali e della preparazione atletica. Dall’altro per imperdonabili velleità gestionali. Come, ad esempio, la presentazione, in campo o negli spogliatoi, delle liste ufficiali dei ragazzini convocati o esclusi alla vigilia delle suddette partitelle. Dimenticando che tutti pagano la (salata) quota d’iscrizione annuale.Immagino anche a beneficio di istruttori (-) altrimenti disoccupati per carenza di mercato.Non faccio nomi per carità… cittadina.

VIGILIA DEL DERBISSIMO che dovrebbe essere di spettacolo(+), perché affrontato da due avversarie relativamente tranquille. L’Ancona ormai con un piede e mezzo fra i professionisti, la Maceratese verosimilmente con la sola preoccupazione di ottenere il miglior piazzamento possibile nella griglia dei play-off.

IN COINCIDENZA E’ RITORNATO L’ENTUSIASMO FRA I TIFOSI BIANCOROSSI(+) Ne ho incontrati di nuovo tanti a Scoppito. Ho rivisto anche la mitica “Multipla” di Peppe Maccari,pur  se orfana di striscioni. Ad un capopolo ho chiesto la causa di tanto interesse, dal momento che anche con il già dimenticato Favo l’over season era praticamente assicurata. La risposta: “La Tardella resta.Questa è la cosa veramente importante”.

IN PARALLELO i post dei critici di professione (preferibilmente da casa) sono invece diminuiti di numero e sgonfiati d’intensità (+). Forse se ne sono andati in già in vacanza profittando dell’incipiente primavera. Ma non  credo. Alla prima occasione riprenderanno vigore. Ovviamente  mi affido ai debiti scongiuri.



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