Mauro Riccioni è il nuovo segretario regionale del Partito Comunista

Il sindaco di Gagliole è stato eletto durante il congresso dei giorni scorsi
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Mauro Riccioni

Mauro Riccioni

Si è tenuto nei giorni scorsi a Roma, il congresso per la fondazione del Partito Comunista. Segretario regionale delle Marche è stato eletto Mauro Riccioni, sindaco di Gagliole ed avvocato di Camerino. «Il simbolo del partito – si legge in un comunicato stampa del partito – è quello tradizionale della falce e del martello, la linea politica ha come base quella di combattere il revisionismo storico, difendendo l’autenticità del pensiero storico marxista-gramsciano. L’obiettivo è di evitare la revisione in senso moderato dell’azione politica, come avvenne nel Partito Comunista Italiano di Berlinguer che ha poi causato il tracollo della formazione, contro il revisionismo di Kruscioff. Il partito è attivo da qualche anno come movimento dei comunisti sinistra popolare. A Roma sono intervenuti più di cinquecento tra delegati ed invitati, in tutta Italia ci sono alcune migliaia di iscritti. Nelle Marche da maggio scorso si sta costruendo il partito a livello territoriale, ci sono referenti per ogni provincia. A Pesaro il coordinatore provinciale è Luca Ciaschini, ad Ancona Alessandro Girolomini che è anche responsabile del Fronte della Gioventù regionale, a Macerata Maurizio Giusepponi, a Fermo Luca Tomarelli, ad Ascoli Piceno Gabriele Martoni (ex consigliere regionale). Fanno parte del comitato centrale Alessandro Girolomini e Mauro Riccioni, mentre il solo Riccioni è entrato a far parte della direzione nazionale e centrale del partito. Mauro Riccioni, unico sindaco comunista d’Italia, è stato simpaticamente definito durante il congresso il “sindaco panda”, parallelismo con un animale in via di estinzione. La prossima sfida è quella elettorale, il partito comunista correrà da solo, perchè le due parti contrapposte di Renzi e Berlusconi sono estranee al partito, in quanto hanno adottato il neoliberismo che viene rigettato. Il blocco sociale di riferimento sono operai, disoccupati, precari, piccolo artigianato ed i commercianti vessati dalle tasse e dalle banche. Il partito propone di uscire dall’euro, dalla Nato e dall’Unione Europea».



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