Marinelli, affondo su sanità e Palas

CIVITANOVA - Il consigliere regionale parla di "ospedale in emergenza" e chiede che venga istituita una commissione d'indagine sulla struttura che dovrà ospitare la Lube
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erminio marinelli

di Laura Boccanera

«Chiudiamo un 2013 orribile per la crisi dei valori sociali e per la politica, il dilagare di movimenti come quello dei forconi deve far riflettere la politica, basta parole, passiamo ai fatti». Il consigliere regionale Erminio Marinelli traccia un bilancio di fine anno alla vigilia delle feste e fa un sunto dell’attività svolta come consigliere regionale e come consigliere comunale, focalizzando l’obiettivo su quelle che a suo avviso rappresentano le criticità del territorio, in primis sanità ma anche Palazzetto e Civita Park, senza perdere d’occhio l’aspetto politico: «Ho voglia di innamorarmi ancora politicamente – ha detto –, per questo ho partecipato il 7 dicembre a Roma alla costituzione del Nuovo Centrodestra. In Regione rimane il mio gruppo consiliare, ma aderirò al Ncd perchè sono stanco di vedere nomine dall’alto, bisogna tornare ai congressi, all’elezione su base meritocratica e alla politica sul territorio». Tra i temi più seguiti, anche come consigliere regionale c’è quello della sanità e Marinelli rivendica con orgoglio un suo successo personale: «Non capita tutti i giorni che ben quattro proposte di legge presentate da un consigliere di opposizione vengano approvate come ad esempio quella sullo stop agli sprechi dei farmaci e la prima legge nelle Marche per le medicine complementari». Ma la sanità rimane il chiodo fisso: «La sanità è la prima grande azienda delle Marche ed è in mano al Pd, Bordoni esca dalle stanze e vada in giro per gli ambulatori a sentire cosa dice la gente. Il capitolo per la sanità rappresenta il 70% del bilancio regionale, ma i servizi non sono adeguati, si aspetta 8 mesi per una risonanza magnetica, l’ospedale di Civitanova che doveva diventare l’ospedale delle emergenze è un ospedale in emergenza, si è distrutto il reparto di ortopedia a vantaggio della sanità privata di Villa Pini». Su Civitanova invece lente puntata su Università e Palas: «Mi dispiace da civitanovese che l’Università se ne sia andata; non perché è iniziata con me quell’esperienza, ma perché si era costituito un bellissimo gruppo di lavoro, di imprenditori che hanno voluto quel corso. Con l’abbandono del corso di Mediazione ci sarà un blocco della crescita culturale della città e anche l’indotto ne risentirà». E sul Palas aggiunge: «Siamo felici che venga fatto il palazzetto, perché però non costituire la commissione di indagine, perché questa maggioranza si ostina a non farla?».



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