Caso Parentopoli,
rinviato a giudizio Ivo Costamagna

CIVITANOVA - Il processo è relativo al fratello di Fausto Troiani, di professione vigile urbano. Il giudice ha deciso di non archiviare la pratica e di andare ad udienza il prossimo 15 gennaio 2015. Il presidente del Consiglio comunale, commenta: "Sarò il primo politico ed amministratore sotto inchiesta per aver voluto portare a conoscenza della gente la cosiddetta parentopoli e non per averla posta in essere"
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Il presidente del Consiglio comunale Ivo Costamagna

Il presidente del Consiglio comunale Ivo Costamagna

 

E’ stato rinviato a giudizio questa mattina dal Gup del Tribunale di Roma Ivo Costamagna. Il contenzioso legale si incardina nell’ambito della vicenda “Parentopoli” quando ormai tre anni fa nel corso di una conferenza stampa Costamagna chiese un’operazione trasparenza per chiedere di conoscere se vi fossero presunte irregolarità nelle assunzioni di parenti di amministratori nelle aziende partecipate. Uno scandalo che fece scalpore e che provocò a valanga una serie di denunce da parte dei familiari dei politici chiamati in causa. Il processo romano è relativo al fratello di Fausto Troiani che era stato vice sindaco due anni prima, di professione vigile urbano. Il giudice ha deciso di non archiviare la pratica e di andare ad udienza il prossimo 15 gennaio 2015. “Questo dopo che altri cinque giudici dei tribunali di Macerata, Ancona e Bologna su altrettante denunce presentate dagli altri parenti di cui avevo fatto il nome – spiega Costamagna – avevano, in questi tre anni, già archiviato, spesso su richiesta dello stesso pubblico ministero, definendo le mie dichiarazioni rientranti nel diritto di critica e, tra l’altro, rispondenti alla realtà dei fatti.  Il Gup di Roma non la pensa cosi a differenza di diversi sui colleghi giudici – commenta Costamagna – Non sta a me ma al mio avvocato verificare la sussistenza, in punto di diritto, di una eventuale contraddittorietà di giudicato. Per quanto mi riguarda sono pronto a ribadire in pubblica udienza ciò che ho detto e scritto qui ed in tante altre occasioni. Sarò anche il primo politico ed amministratore sotto inchiesta per aver voluto portare a conoscenza della gente la cosiddetta parentopoli e non per averla posta in essere”.

Rimane però fiducioso sebbene stupito del rinvio il legale Federico Valori: “Ci sorprende questa decisione di rinvio a giudizio, viste anche le archiviazioni precedenti per la medesima vicenda. Rimaniamo comunque certi che durante il processo emergeranno la legalità e la correttezza del nostro comportamento”.

(redazione CM)



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