Sforzacosta, un calcio al razzismo:
“Lasciateci giocare in pace”

IL CASO - La società, che ha in rosa 9 stranieri, è scesa in campo sfoggiando una maglia con un messaggio eloquente: “No To Racism”. Il dirigente Fabio Leonangeli: "Troppo spesso si verificano episodi riconducibili ad atteggiamenti di tipo razzista nei confronti dei nostri giocatori"
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SFORZACOSTA (2)

La formazione dello Sforzacosta in campo contro il razzismo

di Luigi Labombarda

Lo Sforzacosta (Terza categoria, girone F) è scesa in campo in trasferta a Caldarola contro la Palombese sfoggiando una maglia con un messaggio eloquente: “No To Racism”, no al razzismo. Con questa scelta la società ha voluto rispondere alle difficoltà che ogni settimana si trova ad affrontare per via di un organico multietnico.

Kabe Gaye, dal Senegal. E' uno dei nove stranieri che giocano con lo Sforzacosta

Kabe Gaye, dal Senegal. E’ uno dei nove stranieri che giocano con lo Sforzacosta

Nella rosa a disposizione di mister Andrea Bianchini ci sono infatti nove giocatori stranieri: gli albanesi Gjergji e Ramadani, i nigeriani Ekwem e Onyekwhere, il turco Erturk, i marocchini Ezziadi e Mousrif, il camerunense Mangeb e il senegalese Gaye (questi ultimi due principali marcatori della squadra).

Durante le nostre partite” spiega il dirigente Fabio Leonangeli “spesso si verificano episodi riconducibili ad atteggiamenti di tipo razzista nei confronti dei nostri giocatori. Queste situazioni fanno inevitabilmente innervosire i ragazzi, tutti bravissimi sia dentro che fuori dal campo, ma che a volte reagiscono per frustrazione anche perché non ci siamo mai sentiti adeguatamente tutelati dalla classe arbitrale. Ecco perché diciamo no al razzismo, perché vogliamo che i valori positivi dell’accoglienza siano considerati e tutelati non solo nei grandi palcoscenici del calcio ma anche sui campi sportivi di periferia. La nostra società non fa altro che dare una opportunità di inserimento a questi ragazzi grazie al calcio: lasciateci giocare in pace.”

La squadra non navigherà in buone acque (una vittoria in nove gare) ma questo non preoccupa i ragazzi che vogliono semplicemente divertirsi e, magari, togliersi qualche piccola soddisfazione.



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