Le proiezioni di Marzetti sulla Tares: rincari del 54%

CIVITANOVA - Il consigliere della minoranza mette a confronto gli importi della vecchia Tarsu rispetto alla nuova imposta
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Il Consigliere comunale Sergio Marzetti

Il Consigliere comunale Sergio Marzetti

La tassa sui rifiuti applicata a Civitanova fa discutere la politica locale. «Silenzi si vanta sui giornali per gli 80mila euro ottenuti dal Cosmari, ma alla fine dell’anno saranno i cittadini a pagare cifre mostruose con la Tares». Parole del consigliere comunale Sergio Marzetti che fa realizzare quattro simulazioni che confrontano la Tarsu con la Tares:

«Per un’abitazione tipo di 100 metri quadrati – spiega Marzetti – le tariffe della vecchia Tarsu erano di 1,34 euro/mq, spesa da sostenere 134 euro (escluse le varie addizionali ndr) con la Tares, invece, la tariffa passa a 2,07/mq per un totale di 207 euro, con un aumento del 54%. A tale cifra sono da aggiungere i 30 centesimi che vanno allo Stato, e cioè 30 euro e il conto totale passa a 237 euro, ulteriore aumento che grava sul cittadino». Tra gli altri esempi riportati c’è quello di un laboratorio artigianale di 1000 mq: «La tariffa della vecchia Tarsu era di 2,35/mq, pari ad un costo di 2.350 euro. La tariffa della Tares viene fissata a  3,62 euro/mq e fa salire i costi a 3.620,00 euro (+ 54%), cui ne vanno altri 300 per le spettanze dello Stato».

Non va meglio per gli stabilimenti balneari: «Qui le tariffe sono diverse per la spiaggia e la struttura coperta. Quella per la spiaggia passa da 0,70/mq della Tarsu a 1,10 per la Tares, mentre per la struttura coperta si passa da 2,35/mq della Tarsu ai 3,62 della Tares. Considerando 2000 mq di spiaggia e 300 mq di struttura coperta, i costi a carico del titolare passano da 2.105 a 3.286 euro, cui sono da aggiungerne 690 per lo Stato. Nel caso invece di un negozio, non alimentare, per un esercizio medio di 100 mq la tariffa Tarsu era di 4,13/mq e comportava un costo di 413,00 euro ( + 54% ); con la Tares si passa a 6,35/mq e il titolare dovrà pagare 635,00 euro, che salgono a 665 con le spettanze dello Stato”. Marzetti passa poi all’analisi politica del rincaro: “Non so dove sia uscito l’ aumento del 38 per cento di cui parla Silenzi, la realtà è ben diversa e i numeri non tradiscono. Al cittadino non interessa degli 80 mila euro che Silenzi spaccia per premio ma che in realtà sono solo quel poco che il Cosmari dà al Comune per i proventi del materiale riciclato. Al cittadino interessa risparmiare ed invece si trova a pagare cifre stratosferiche di cui coglierà le dimensioni alla fine dell’ anno, quando sarà chiamato a versare il conguaglio».



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