di Monia Orazi
Tira un sospiro di sollievo la città di Matelica. Per ora il pagamento dei tre milioni e mezzo di euro a Pietro Mattei (leggi l’articolo), slitta fino a che non sarà definito il processo di secondo grado. Nella migliore delle ipotesi si parla di almeno un anno per sapere come andrà a finire questa vicenda, che va a pesare direttamente sulle spalle della prossima amministrazione, che si insedierà dopo le elezioni nella primavera 2014. Il legale del Comune, l’avvocato Maurizio Discepolo di Ancona, aveva avanzato in via urgente una richiesta di sospensiva, valida sino al 22 ottobre scorso, disciplinata con un provvedimento del presidente della corte e perciò provvisoria. Nella discussione collegiale della corte, lo scorso sette novembre, i giudici si erano riservati di far conoscere la decisione di qui a qualche giorno e così è stato. I fatti antecedenti risalgono a fine 1998, quando il sindaco di Matelica era Antonio Roversi. A detta di Pietro Mattei, assistito dai legali Sabrina Pierdominici e Corrado Zucconi, gli uffici dell’ente non avrebbero trasmesso correttamente alla regione Marche la pratica post-terremoto per Palazzo Mattei, impedendogli di accedere ai fondi per la ricostruzione. In primo grado il tribunale di Camerino ha dato accolto le ragioni di Mattei, dichiarando la sentenza immediatamente esecutiva. Da qui il ricorso presentato in secondo grado alla corte di appello di Ancona, da parte del comune di Matelica con l’avvocato Maurizio Discepolo e la richiesta di sospensiva, per cui ora almeno sino alla fine del processo di secondo grado, il comune non dovrà pagare.
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati