Cisl: “Facciamo un uso intelligente dei 1000 milioni di euro di fondi europei”

La segreteria regionale del partito chiede alla Regione di partire dalla condivisione delle regole del gioco affinché questi soldi, che appartengono a tutti e tornano per essere investiti, servano davvero a sostenere la rinascita del territorio
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Marco Ferracuti (Cisl)

Marco Ferracuti segretario regionale Cisl Marche

1000 milioni di euro da spendere bene dal 2014 al 2020. Questa la priorità per la Cisl delle Marche rispetto all’utilizzo dei fondi strutturali che arriveranno dall’Europa per sostenere lo sviluppo economico e la qualificazione professionale della regione.

In particolare – si legge nella nota del Sindacato – deve essere riservata una forte attenzione al metodo e ai processi per superare i limiti, talvolta anche evidenti, della tornata 2007-2013 che si avvia a conclusione: sovrapposizione degli interventi, proliferazione dei progetti, lentezza della burocrazia, bassa qualità dei processi concertativi.

Insieme a Cigl, Uil e alle associazioni imprenditoriali, nei giorni scorsi la Cisl ha chiesto alla Regione di partire dalla condivisione delle regole del gioco affinché questi soldi, che sono di tutti e che ora ritornano per essere investiti, sostengano veramente la rinascita del territorio così duramente colpito dal cambiamento epocale che ci troviamo a vivere.

Queste – si legge nella nota – sono settimane cruciali per costruire insieme i Piani Operativi Regionali, ai quali si dovrà fare riferimento in maniera severa nella definizione degli interventi e nella valutazione dei progetti che verranno posti nei prossimi anni all’attenzione dell’Autorità regionale: la Cisl chiede selettività nella identificazione degli assi di intervento e delle aree territoriali da sostenere. Uno sviluppo a tutto tondo che dovrà avere il coraggio trasformare i limiti in vantaggio competitivo: puntare su una manifattura rinnovata supportata da servizi di qualità in grado di rilanciarla nei mercati internazionali, il welfare come luogo dello sviluppo (sostiene la fragilità di tutti, crea lavoro buono, previene il disagio, facilita la coesione sociale); il riassetto delle istituzioni locali, a partire dall’associazionismo tra Comuni, come cornice di sostegno allo sviluppo e come via per ricostruire fiducia tra cittadini e Stato; l’economia dell’intelligenza (nuovo patto tra impresa e ricerca) come veste futura della nostra vocazione manifatturiera; investimento nei beni comuni (acqua, energia, natura, territorio, città, conoscenza) come garanti della durevolezza, della qualità e della sostenibilità dello sviluppo marchigiano nel prossimo futuro.

La Cisl metterà a disposizione queste riflessioni, nella serata di venerdì (15 novembre), a Macerata in occasione dell’iniziativa promossa da Marche 2020, dal Consiglio Regionale, dal Gruppo Consiliare Gian Mario Spacca Presidente e dal Circolo Aldo Moro, sull’analisi dei bisogni del territorio e dello sviluppo.



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