Primarie a Potenza Picena:
le proposte di Sergio Pasquali

VERSO LE ELEZIONI COMUNALI - Il candidato, di area socialista, vuole ripensare le scelte urbanistiche della città
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Sergio Pasquali

 

Solo pochi giorni ci separano dal voto di Potenza Picena di domenica 24 novembre per la scelta del candidato sindaco del centrosinistra in vista del rinnovo dell’amministrazione comunale nel 2014. Abbiamo intervistato  i due candidati che hanno presentato le loro proposte, dopo Fausto Cavalieri (leggi l’articolovi proponiamo quella con Sergio Pasquali.

di Gabriele Censi

Sergio Pasquali, 55 anni, sposato con tre figli, è tributarista, la sua area politica di riferimento è il socialismo liberale, il suo intento è “spendersi per una comunità” a cui sente di appartenere e che si trova in uno stato di forte sofferenza. “La politica non ha intercettato i nuovi bisogni, e servono  volti nuovi per immaginare una città nuova”.  Con quale argomenti si presenta al popolo del centrosinistra per questo voto?  “La non appartenenza a partiti o precedenti amministrazioni mi consente apertura di idee e nessun vincolo con quello che è stato fatto.  Tra mille difficoltà Morgoni e Paolucci (ultimi sindaci in carica ndr) hanno operato nel principio di legalità e trasparenza, il giudizio è positivo seppure non tutte le scelte sono condivisibili, in particolare quelle urbanistiche. L’Ecocittà ha risolto il problema della bonifica ma ha accentuato quello della viabilità. Ora serve un passo avanti”. Come dovrà essere la nuova amministrazione?La spending review ci obbliga ad una riorganizzazione degli uffici comunali, anche logistica. Serve una nuova collocazione dell’Ufficio Tributi e risolvere il secolare problema di Porto Potenza, senza adeguati servizi, con la disponibilità della nuova sede della scuola elementare. Sarà difficile operare con una Giunta ridotta e con le nuove competenze che arriverebbero dalla chiusura delle Province.


pasquali 1Le tasse sono un tema a lei consono…
 “Sulla fiscalità bisogna valutare attentamente, e grazie ai nuovi strumenti informatici si può ambire ad una redistribuzione del reddito. Servono incentivi per le attività commerciali del centro storico e del turismo sulla costa”. Sviluppo e ambiente, come si conciliano?  “Si è costruito troppo e male, ci sono zona industriali senza vie di accesso (Regina)  e quartieri residenziali isolati (Spinnaker). L’area nord in dismissione deve essere riqualificata trasformandola  in una zona commerciale. Il radar è stato importante per la nostra collettività ma ora sono più i problemi che ci porta. I dati dicono che non c’è un problema di sicurezza ma teniamolo sotto controllo”. Sul sociale? “Quello che era un assessorato di risulta oggi è il principale, io ho a cuore, anche per impegno personale, il problema dell’integrazione. Ci sono 1600 stranieri di 50 nazionalità. Per i bambini che il Comune deve prendere in carico l’alternativa alle comunità sono le reti di affidamento familiare, con un grande risparmio in termini economici e un vantaggio per i bambini stessi. Un altro intervento di grande valore simbolico, nel Comune che ospita una delle più grandi realtà nel campo dell’assistenza (l’Istituto Santo Stefano), è l’eliminazione delle barriere architettoniche. Abbiamo solo un accesso al mare per disabili. Ancora, da non sottovalutare l’importanza degli animali da compagnia per tanti anziani soli, è assurdo il divieto di acceso al mare per i cani”.

 

 

 

 



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