Riforma dei tribunali,
niente proroga di un anno

I palazzi di giustizia di Camerino e Civitanova sempre più a rischio chiusura. Accolto in senato l'ordine del giorno per ridiscutere i criteri sugli accorpamenti
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Il sindaco Dario Conti, che annuncia battaglia fino all’ultimo per la sopravvivenza del tribunale

Sempre più a rischio la sopravvivenza dei tribunali di Camerino e di Civitanova dopo che la Commissione bilancio ha dichiarato irricevibile l’emendamento sulla proporga di un anno della riforma della geografia giudiziaria. Riforma che a questo punto prosegue spedita verso l’entrata in vigore prevista per il 13 settembre. La proroga era stata approvata dalla commissione giustizia, e si è trasformata in emendamento. Che però mercoledì è stato bocciato dalla Commissione. Dichiarata irricevibiile per mancanza di copertura finanziaria. “Ma quale copertura, forse quella relativa alle spese di trasloco dai tribunali soppressi a quelli accorpanti?” ironizza il sindaco di Camerino, Dario Conti. Che annuncia che “continueremo la nostra battaglia per tenere aperto il tribunale fino al 13 settembre. Ora la speranza è che vi sia una revisione dei criteri per la riforma”. A chiederla è stato il senatore Enrico Buemi. E il senato ha accolto l’ordine del giorno sul Decreto del fare, sulla modifica della riforma della geografia giudiziaria presentato da  Buemi in cui, appunto, si chiede al Governo un impegno a mettere in campo delle azioni correttive alla riforma della geografia giudiziaria prima della sua entrata in vigore. Il senatore Buemi evidenzia che l’accorpamento dei tribunali – a suo dire – non è stato fatto tenendo conto delle esigenze dei cittadini e dei territori. “Un’azione correttiva delle circoscrizioni giudiziarie è necessaria – sostiene Buemi – ma necessita di una logica di razionalizzazione e di effettivo aumento della efficienza, senza privilegiare posizioni di lobby politica e professionale”. “L’assenza di una attenzione da parte dei legislatori alle esigenze dei cittadini e al territorio – afferma il senatore Riccardo Nencini – ha portato a concepire un piano di accorpamento dei tribunali che non tiene conto del sovraccarico di lavoro eccessivo sulle sedi centrali di alcune aree a maggiore densità demografica e volume di atti giudiziari”.

(Gian. Gin.)



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