Confartigianato lancia il manifatturiero nel mercato digitale

WEB ECONOMY - Le aziende del territorio soffrono un'arretratezza verso i competitor internazionali. Giuseppe Ripani: "Vogliamo offrire ammodernamento culturale e visione d'avanguardia". Sara Servili: "Entroterra penalizzato dal digital divide"
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Alcuni rappresentanti delle otto aziende direttamente coinvolte nel progetto

di Cristina Grieco

Modificare gli approcci tradizionali ancora radicati in gran parte delle aziende del settore manifatturiero, che si traducono in perdita di clienti e valore, e portare le imprese verso l’e-commerce e il mercato digitale. Questo l’obiettivo di Confartigianato Imprese Macerata che, con il progetto dedicato alla web economy, punta a portare le aziende maceratesi al livello dei competitor internazionali. Un ritardo che interessa l’Italia e il Maceratese. Restano infatti bassi i volumi dei fatturati generati tramite e -commerce: solo 11.2 miliardi di euro previsti nel 2013 in Italia, anche se in aumento del 17% rispetto all’anno precedente. A tale proposito Giuseppe Ripani, responsabile dell’area innovazione delle imprese della Confartigianato, sottolinea: “Sono molti anni che lavoriamo verso l’innovazione: dai corsi di e-commerce, al marketing online fino al web 2.0. Portiamo avanti un’attività focalizzata a far comprendere alle aziende che in rete non è sufficiente essere presenti ma è necessaria un’iterazione continua. Partiamo dai corsi di formazione e arriviamo all’ammodernamento della cultura aziendale cercando di offrire una visione d’insieme che sia all’avanguardia”.

Per dare maggiore forza a questo progetto è stato costituito, lo scorso 24 luglio,il gruppo di mestiere Ict guidato da giovani e lungimiranti imprenditori, che riunisce circa trenta aziende operanti, a diverso titolo, nel settore dell’information and innovation technology. Il gruppo lavorerà, sotto la guida della presidente Sara Servili e del direttivo, per rispondere alle istanze di rinnovamento provenienti dal territorio. Da settembre il Servizio innovazione digitale di Confartigianato risulterà pienamente operativo. Il gruppo effettuerà una serie di check-up gratuiti su un campione selezionato di 30 imprese manifatturiere per misurare la reale conoscenza e l’effettivo impiego delle tecnologie Ict, conoscere gli obiettivi strategici aziendali e conseguentemente suggerire un percorso di efficace riposizionamento degli investimenti in tecnologie, servizi e prodotti informatici. Oltre a ciò verranno attivate iniziative formative e di consulenza di base dirette alla gran parte delle imprese aderenti a Confartigianato quali corsi d’uso di applicativi gestionali, di posta

Giuseppe Ripani, Confartigianato

Giuseppe Ripani, Confartigianato

elettronica e PEC, di creazione e gestione di profili e pagine sui principali social network, corsi ed applicazioni per smartphone e tablet, seminari sulla sicurezza informatica e sulla tutela da frodi telematiche e corsi sugli strumenti di transazione commerciale via web. Progetti, consulenze ed attività formative verranno assicurate ed erogate anche ricorrendo alle relazioni e collaborazioni in atto con le Università ed i Centri di Ricerca e trasferimento tecnologico del territorio.  Pronta anche una partnership con otto aziende marchigiane per potenziare le attività del gruppo. “Questa partnership – conclude Ripani –  nasce con l’obiettivo di fornire alle aziende gli strumenti necessari per adeguarsi ai nuovi modelli di sviluppo tecnologico permettendo così di vincere la sfida anche con competitors che dispongono di sistemi e di strutture aziendali altamente digitalizzati”. Secondo Sara Servili “il problema di molte aziende marchigiane è che essendo di dimensioni spesso molto ridotte, nella maggior parte dei casi non possono contare sull’apporto di un esperto o di un manager all’avanguardia. La nostra società, che opera a Ripe San Ginesio nel cuore della disagiata zona montana, ha accolto la sfida di fornire la banda larga al maggior numero possibile di aziende. E’  inutile negare – ha continuato – che nonostante gli ingenti fondi regionali ad oggi, la fibra è ancora un privilegio del solo versante adriatico. Esiste ancora un elevatissimo digital divide. Le aziende dell’entroterra soffrono dell’arretratezza delle strutture e dei supporti a cui devono tentare di sopperire autonomamente sostenendo spesso costi enormi”.



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