Melchiorri-Maceratese, fine di un sogno

Con l'approdo ufficiale del bomber al Padova se ne vanno le residue speranze di vederlo ancora con la maglia biancorossa
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Ciano, Secco, Melchiorri e Marco Valentini

Ciano, Secco, Melchiorri e Marco Valentini

di Enrico Maria Scattolini

Dunque, Federico Melchiorri ancora in biancorosso. Beninteso, i colori sono quelli del Padova, simili tuttavia a quelli della maglia indossata dall’attaccante nella scorsa stagione. Un buon auspicio, perché con la Maceratese Melchiorri ha realizzato il rilancio della sua carriera. Il fresco ricordo delle sue prodezze ha sollecitato nella  tifoseria locale l’unanime espressione di manifestazioni di gratitudine, di affetto e di augurio, che, mi sento di sottolinearlo una volta di più, costituiscono anche dimostrazione di maturità sportiva. Le vicissitudini calcistiche nostrane in passato si sono più volte incrociate con quelle del Padova, quand’ancora la società biancorossa non era sprofondata nel purgatorio del calcio dilettantistico e quella veneta veleggiava fra C1 e C2. Proprio in uno di questi campionati, le due squadre furono protagoniste di uno straordinario duello per la promozione, insieme alla Civitanovese di Beniamino Di Giacomo. Che poi la spuntò a braccetto con il Padova. Ricordo lo scontro diretto del ritorno all’”Appiani”; ed, in particolare, lo spettacolo offerto in recupero da Giovannino Pagliari e Moreno Morbiducci sotto gli occhi anche di un ammirato Fraizzoli che, nei pressi della tribuna stampa, mi confidò come la sua presenza allo stadio patavino fosse motivata dall’interesse dell’Inter, di cui era allora presidente, per i due gioielli biancorossi. I quali invece furono successivamente dirottati al Perugia, nel segno di una tradizione…polemicamente inaugurata, anni prima, con Turchetto e Dugini. Ma soprattutto l’attualità dovrebbe contribuire a propiziare un habitat favorevole a Melchiorri, dal momento che due maceratesi sono al vertice del Padova: l’amministratore delegato Andrea Valentini e suo figlio, Marco, responsabile dell’area tecnica. E’ stato proprio quest’ultimo a recitare un ruolo centrale nel trasferimento di Melchiorri in Veneto. Al di là dei corteggiamenti del Trapani, Pescara e Brescia, affiorati nelle lunghe tratttative, Marco Valentini è stato il vero interlocutore dei procuratori del giocatore, prima come Direttore sportivo in pectore dell’Ascoli e poi, in conseguenza della successiva rinuncia, nelle suddette funzioni presso il club patavino. Quindi Melchiorri ha corso il serio rischio di finire in Prima Divisione, cioè in un torneo non propriamente all’altezza delle sue legittime aspirazioni. Evitato il pericolo, tutti contenti. La punta avrà sicuramente modo d’imporsi ad alto livello; la Maceratese non avrà alcun tipo di rimpianto. Soprattutto quello di non essere riuscita a trattenere il suo giocatore che, in cambio di un’ex C1 quest’anno svilita dalla riforma 2014/2015, sarebbe rimasto in bianco e rosso (quelli…veraci), ridimensionando addirittura il suo stipendio, se fosse stata costruita una squadra veramente competitiva per il salto di categoria. La dottoressa Tardella ci ha provato in tutti i modi, ma da sola non può fare miracoli. Ha già fatto e sta facendo fin troppo! In questo contesto, i recenti interventi di un paio di consiglieri comunali, pur se espressione di grande amore per il calcio biancorosso, non spostano il problema d’una virgola. Sarebbe probabilmente più logico chiedersi quale esito abbia avuto nel frattempo il trasversale appello del Consiglio, di aiuto alla Maceratese, rivolto qualche settimana fa al sindaco. O forse è già iniziata la guerriglia di posizionamento in vista delle prossime elezioni amministrative? Che potrebbero presentare qualche sorpresa.



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