Un recanatese giudice di linea
agli Internazionali di Roma

TENNIS - Marco Gasparrini racconta la sua esperienza al Foro Italico
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internazionali - gasparrini e castagna

di Mauro Nardi

Un recanatese alle finali degli Internazionali di Tennis. E’ Marco Gasparrini che domenica è stato protagonista a Roma, nel terzo torneo tennistico piu’ importante d’Italia. Il 21enne ovviamente non è sceso nel rettangolo di gioco, ma bensì ai bordi per collaborare con l’ufficiale di gara. Gasparrini ha preso parte infatti allo staff dei giudici di linea assieme ad altri due recanatesi Tommaso e Giacomo Castagna, ma solo lui si è guadagnato il diritto di arrivare alla finale maschile e femminile in un team composto da altri otto colleghi. “E’ la prima volta che faccio il giudice di linea in un torneo così importante, e sostare a pochi metri da veri ed autentici mostri della racchetta è stata una grandissima emozione che non dimenticherò mai – dice Gasparrini, socio del Circolo Tennis Francesco Guzzini nel quale ha iniziato la sua avventura come assistente dell’ufficiale di gara -. E’ una passione nata per caso anche se il tennis mi ha appassionato sin da bambino. L’occasione è arrivata quando per una serie di infortuni ho dovuto rinunciare a giocare al calcio, e grazie ai tornei che si disputano al Circolo Guzzini tra i quali il Challenger, ho cominciato a farmi le ossa come giudice di linea. Successivamente ho preso parte a tornei nazionali fuori regione come quello di Ortisei, accumulando presenze che sono poi servite a guadagnarmi gli Internazionali”. La carriera del giudice di linea è difficile da percorrere, ma al 21enne di Recanati va bene così. “Non esiste una categoria dei giudici di linea in Italia, e non serve nessun corso di specializzazione – spiega Marco – Conta l’esperienza e il numero di partite arbitrate ma per accedere ai grandi tornei come il grande slam bisogna avere la qualifica di ufficiale di gara. E a questo punto bisogna partecipare ai corsi della federazione, ma a me questo cammino non interessa. Mi basta e avanza il traguardo degli Internazionali di Roma, e gli altri tornei come il Challenger Francesco Guzzini che mi vedrà in campo il prossimo luglio”. Peccato che un rigido regolamento non gli abbia consentito di immortalare l’evento con autografo, o con una foto a fianco dei suoi idoli. “Ai giudici di linea non è consentito avvicinarsi ai giocatori, neanche una volta finito il match – continua Marco -. Ho scattato delle foto quando non ero in campo ma non ho avuto la possibilità di stringere la mano ai campioni, ed è un vero peccato perché ero veramente vicino al mio idolo Federer che purtroppo ha perso la finale con Nadal. Peraltro è stata una partita bruttina, praticamente senza storia. Molto piu’ avvincente quella femminile, che si è conclusa con la vittoria di Serena Wiliams. Mi è invece dispiaciuto per la Errrani e la Vinci, che meritavano migliore sorte nella finale femminile del doppio”. Marco si gode questa sua nuova dimensione nel mondo dello sport, ma è rammaricato per aver appeso le scarpe al chiodo troppo presto. “Due infortuni gravi di cui uno al ginocchio e l’altro alla caviglia, mi hanno consigliato di abbandonare il calcio a soli vent’anni – conclude -. Ho iniziato con le giovanili della Recanatese dove ho giocato sino alla juniores sotto la guida di Francesco Baldarelli. Poi ho subito il primo infortunio e una volta smaltito sono passato alla Monteluponese che in quell’anno era stata ripescata in Promozione. Infine l’anno successivo sono approdato al CSI Recanati. Tutte esperienze belle e positive ma la fortuna mi ha girato le spalle. Ora continuo a seguire il calcio, ma dall’esterno. E sono veramente dispiaciuto per le sorti delle mie ex squadre, che quest’anno sono tutte retrocesse. Auguro a loro una pronta risalita”.



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