Il turismo maceratese ai raggi X
Volpini: “Ecco come possiamo crescere”

Illustrati i dati dell'Osservatorio Turistico Regionale a conclusione del terzo trimestre del 2012
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Da sinistra Massimo Bianchini, Mario Volpini ed Elena Di Raco

 

di Carmen Russo

Dopo circa sette anni di attività, tanti sono stati i risultati emersi grazie al lavoro dell’Osservatorio Turistico Regionale. Molti gli ambiti su cui si è puntata l’attenzione e che grazie a dati specifici sono migliorati, molto c’è ancora da fare. Il Vice Presidente della Camera di Commercio, Mario Volpini ha messo in risalto il fatto che con questi dati si è potuto avere un riscontro pressoché immediato sul rapporto tra Marche -e in particolare Macerata- e i turisti: sulle loro esigenze, sui loro principale interessi e soprattutto sui loro bisogni cui ancora non v’è piena soddisfazione.
“Il fatto che il periodo economico che stiamo vivendo non sia incoraggiante è un motivo per crescere e sperimentare in questo settore. Sono fiducioso che possa diventare il secondo valore di questa regione, dopo il manifatturiero” dice appunto Volpini.

“Motivo di rallentamento per questo e tutti gli altri settori- dice l’assessore provinciale alla Cultura, Massimo Bianchini- è la situazione politica che stiamo vivendo. Purtroppo a causa del centralismo a cui stiamo andando incontro diventerà più difficile collaborare e continuare a tenere un livello alto nella cultura.” Secondo l’assessore, infatti, molto importante è proprio la collaborazione tra tutte le componenti, poiché risultati buoni e duraturi si conseguono solo se tante forze investono nello stesso progetto.
Nei dati rilevati per l’anno in corso è affiorata la crisi che ha colpito comunque a livello nazionale e internazionale tutto il settore del turismo. Eppure la provincia possiede numerosi punti di forza come la ricchezza di ingredienti della sua offerta turistica a supporto delle vendite che hanno fatto sì che la performance di vendita in bassa stagione superi la media regionale.
“Per far fronte al periodo buio è stato necessario sviluppare una diversa logica vincente ottenuta dal lavoro condiviso tra Camera di Commercio e la Provincia. L’utilizzo dei nuovi circuiti di comunicazione e il nuovo modo di concepire il rapporto con il turista hanno rivoluzionato il modo classico di concepire il turismo” dice Elena Di Raco Responsabile Ricerche Is.na.r.t che ha illustrato i dati dell’Osservatorio. I canali di comunicazione stanno cambiando e si investe sempre più in internet, sia per quanto riguarda la pubblicità (le strutture alberghiere presenti nel web sono l’85,4% quelle di Macerata e l’87,3% quelle delle Marche cresciute in relazione al precedente dato del 2011 pari rispettivamente a 77,8% e 81,7%) sia per quanto riguarda le prenotazioni tramite questo mezzo la cui quale però viene effettuata ancora tramite la classica e-mail. Pochi, infatti, e in maggioranza facenti parte dell’extra-alberghiero –Bed and breakfast e Agriturismi- quelli che utilizzano il booking on-line che è del 39,4% nel territori di Macerata e del 43,4% nelle Marche, percentuali tuttavia ancora basse rispetto a quella -già bassa- del territorio nazionale pari al 63,8%.

Osservatorio-turisticoMacerata ospita principalmente turisti leisure, spinti dalla voglia di conoscere nuovi posti, dal gusto dell’avventura e anche dai prezzi convenienti. In calo il turismo business dovuto anche al cambiamento epocale dei mezzi di comunicazione tramite i quali avvengono scambi lavorativi. Ma la diffusione tramite internet tuttavia è sorpassata ancora dal classico passaparola, fatto che non può essere sottovalutato in quanto anche l’impressione che le stesse strutture danno al turista può influire positivamente. Infatti nel giudizio che i viaggiatori danno sul soggiorno tra i primi posti c’è l’accoglienza (8,1 su 10 di gradimento) nelle strutture d’alloggio insieme alla pulizia (8 su 10), alla cordialità della gente (8,1 su 10) e alla qualità enogastronomica(8 su 10). Infatti una buona percentuale -il 26,7%- si dedica, una volta giunta nel territorio, alla degustazione di prodotti tipici locali mentre visitano il centro storico (56,4%) i monumenti e i siti d’interesse archeologico (13,5%), assistono ad eventi e spettacoli musicali (23,6%) e fanno shopping (il 23,1%).
Esigua, tuttavia, la quota che ogni avventore investe sul territorio pari a 36€ per ogni giorno di vacanza: “Uno degli obiettivi è quello di invitare i turisti a consumare e acquistare più beni magari mettendo in risalto i prodotti tipici locali anche nei supermercati o nei negozi” propone Volpini “e soprattutto bisogna tenere conto, imparando da questi dati, il passaggio generazionale che sta avvenendo e affrontarlo offrendo servizi sempre all’avanguardia”.



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