Dimissioni Elisei, Silenzi:
“Era un presidente fantasma”

BAGARRE CULTURA A CIVITANOVA - La risposta del vicesindaco: "L'Azienda Rossini non può essere un centro di potere"
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silenzi

L’assessore Giulio Silenzi

“La vicenda del Rossini è la perfetta rappresentazione del ‘teatro della politica’ allestito dal centro destra. Si dimette un presidente che da anni non si vede, da ultimo, non convoca e riunisce il CdA dell’Azienda Teatri e la sua è una reazione strumentale alla violenta polemica politica scatenata dagli esponenti del centro destra”. L’assessore alla cultura Silenzi risponde così alle dimissioni del presidente Roberto Elisei (leggi l’articolo). “Alla luce di questo si capisce che l’Azienda Rossini non era percepita dalla destra come un patrimonio della città, ma come un proprio centro di potere – continua Silenzi – ecco perché oggi assistiamo alla gazzarra di un centro destra che non accetta si possa ridiscutere l’impostazione, ovvero, il ruolo che spetta ad un’Azienda quale strumento dell’Amministrazione Comunale. E’ assurdo che Elisei, dopo anni di assenza, parli di ” programmazione invernale non all’altezza” nei giorni in cui Civitanova è protagonista su tutta la stampa nazionale con il nuovo spettacolo di danza di Daniel Ezralow all’Annibal Caro, allestito in queste settimane nella nostra città. Critica la stagione teatrale, parla di flop, grida perfino al complotto per smantellare il Rossini. Ricordo che  appena un anno fa, al Rossini furono quattro gli eventi annunciati e poi annullati all’ultimo momento per gli scarsi risultati al botteghino: Pirates, Biancaneve, Tre cuori in affitto e L’Arca di Giada, con danni di immagine per il teatro. Ma né Marinelli né Elisei si scomposero davanti a quel cartellone ballerino. Oggi il primo parla di flop di una iniziativa su Sesto Bruscantini (organizzata da privati a cui il Comune ha dato solo il patrocinio) trascinando nella polemica politica il nome del famoso baritono civitanovese. Che caduta di stile! La metamorfosi di Marinelli, che si è trasformato da sindaco in politicante, è tutta racchiusa nella sua polemica sull’Azienda Teatri. Ma allora, a questo punto, c’è da chiedersi: chi davvero boicotta il Rossini? Marinelli non parli di pacchi vuoti. In quelli, come nelle lettere vuote (stiamo ancora aspettando che apra quella che aveva inviato al notaio) lo specialista è lui e ancora una volta verrà smentito”.

(l. b.)



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