Centri sociali Marche: “Corteo di tutti non della Cgil”

"Siamo estranei ai danni alla galleria arte. Ancona muore ma non di vernice"
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20121115-sciopero-14-novembre-g-207x300Nessuna responsabilità politica ne pratica nel danneggiamento della vetrina lamentato da una galleria d’arte ad Ancona, e nessuno  sfruttamento  della manifestazione della Cgil contro le politiche di austerità del Governo, in una giornata di mobilitazione che era di carattere europeo, dunque di tutti.  Così i Centri sociali delle Marche in  un comunicato:  

” Innanzitutto la giornata di mobilitazione del 14 novembre non “apparteneva” affatto né alla CGIL né ad altre specifiche organizzazioni. La giornata di mobilitazione contro le politiche di austerity e di affamamento dell’Unione Europea è nata in primo luogo proprio dai movimenti, da una diffusa rivendicazione sociale che ha investito anche il mondo sindacale ed alla quale la CGIL si è aggregata in extremis con la proclamazione di uno sciopero “part-time”; lo spezzone dei Centro Sociali, studenti e precari ha aggregato dietro lo striscione “debitori di nessuno” centinaia di persone  ed ha costituito gran parte del corteo che ha sfilato lungo le vie di Ancona;   il gruppetto del servizio d’ordine della CGIL non ha cercato alcun dialogo, ma ha semplicemente ed immotivatamente osteggiato la partenza del nostro spezzone: per tale ragione è stato legittimamente “spostato” dalla strada che ostruiva;  i colori con i quali lungo il percorso del corteo i “fantasmi della crisi” hanno voluto segnare i principali responsabili della crisi, banche ed istituti di credito di certo non ignari cittadini,  sono il prodotto del vandalismo speculativo che ha ridotto alla povertà materiale e culturale milioni di persone: il problema del centro di Ancona non sono le uova di vernice ma gli esercizi costretti alla chiusura, gli sfratti, gli edifici fatiscenti, le scuole senza fondi, le povertà prive di assistenza e le Muse con un immenso buco di bilancio; l’episodio relativo alla Galleria d’arte di Corso Garibaldi non ci riguarda da alcun punto di vista, né politico (figuriamoci!), né pratico, per cui ogni accostamento è del tutto strumentale. Come al solito è più semplice gridare “al lupo, al lupo” piuttosto che rispondere ai bisogni ed ai contenuti autentici che il corteo del precariato sociale ha portato dentro la giornata del 14 novembre”

 



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