Programmazione scolastica, polemico il sindaco di San Severino

Per Cesare Martini "lo Stato decide e chiede ai Comuni solo sacrifici"
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Cesare Martini, sindaco di San Severino

“Ancora una volta le Amministrazioni locali si ritrovano a discutere, l’una contro l’altra, per la spartizione dei servizi sul territorio e si vedono costrette a digerire le decisioni che arrivano da uno Stato malato che, a forza di tagli, non riesce più a garantire l’istruzione, la sanità e la mobilità cioè quei servizi che sono essenziali per i cittadini e che sono garantiti addirittura dalla Costituzione”.
Il sindaco di San Severino Marche, Cesare Martini, interviene all’indomani della riunione della Conferenza provinciale delle autonomie nel corso della quale è stato dato parere favorevole al Piano provinciale di programmazione della rete scolastica.
“Per correttezza istituzionale e senso di responsabilità io, come tanti altri sindaci, ho detto sì al Piano ma non posso che essere scontento per come sono andate le cose. Il nostro voto è stato inutile, visto che non si può programmare nulla in assenza di risorse. Quello che è successo in passato per l’Alberghiero, oggi si sta ripetendo per il Liceo dello Sport, che non è un nuovo Liceo dato che esso consiste solo in qualche ora in più di attività motoria rispetto a quelle per l’istruzione classica, il latino per intenderci. Il Liceo dello Sport apre a Camerino e non a  San Ginesio. Due realtà, queste, che per questo ora sono in guerra. Ma questa è una lotta fra poveri con una Provincia che deve decidere il nulla perché il Governo ha bloccato tutta la riorganizzazione del sistema scolastico delegando alla Conferenza Stato – Regioni”.
Parlando della situazione degli istituti settempedani il sindaco di San Severino Marche spiega: “Al Professionale era stato chiesto un nuovo indirizzo per Operatori socio sanitari. E’ stato negato perché nella stessa scuola, il Pocognoni di Matelica, esistono già corsi per ottico ed odontotecnico, che afferiscono alla stessa area. Non è bastato dimostrare, con le nuove iscrizioni, che la sede coordinata di San Severino è in costante crescita. Apro una parentesi per dire che ci hanno fatto storie, com’è noto, addirittura per sdoppiare una “classe pollaio” che contava ben 32 elementi. La legge ci ha negato nuovi indirizzi perché ci ha detto che questi devono eventualmente sostituire corsi che non funzionano più. Stessa situazione si verifica pure per l’Istituto Tecnico Industriale “Divini” che ormai si sta sempre più caratterizzando come scuola di riferimento non solo dell’entroterra montano ma di tutta la provincia. Questo a fronte di un impegno incredibile, anche e soprattutto da parte del personale docente e dei dirigenti, visto che quest’anno si sono aperte ben sette sezioni in prima. Ebbene anche qui sembra dipendere tutto dal ministero. Le richieste di nuovi indirizzi sono state rispedite al mittente. Per istituire l’indirizzo di grafica e pubblicità si sarebbe dovuto tagliare un altro dei corsi già attivi, sostenendo che era vetusto. Noi siamo virtuosi – chiude la polemica il sindaco Martini – e lo Stato ci bastona. Noi portiamo alunni a San Severino e non ci vengono fatti aprire nuovi corsi. Così vanno le cose nell’Italia dei tagli dove i Comuni stanno facendo l’impossibile ed oltre pur di continuare a garantire i servizi che la Costituzione riconosce ai cittadini”.



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