Luisi, che bel colpo! E sembra non esser finita qui…

La presidente Tardella lascia intendere che potrebbero arrivare altri giocatori
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Enrico Maria Scattolini

di Enrico Maria Scattolini

SAN MELCHIORRI PATRONO DELLA MACERATESE (+++) San Giuliano resta ovviamente quello della città, ma Federico Melchiorri merita l’aureola di protettore ….della patria calcistica biancorossa. Suoi sono sette degli undici gol segnati dai biancorossi nei nove incontri d’avvio stagione; suo, fra questi, il magistrale centro iniziale che, ieri, ha schiuso le porte del fondamentale successo contro l’Isernia, poi per diversi minuti minacciato dal penalty concesso ai molisani, ma infine riagguantato da Orta nei convulsi secondi finali. Ed ancora una serie infinita di assist, splendide giocate personali ed affondi travolgenti. Ci vuole ancora altro per assurgere all’onore degli altari?

LA FILOSOFIA DI FARINA (+) C’è di mezzo ancora Melchiorri. A domanda sul fallo subito in area avversaria dall’attaccante biancorosso a metà del secondo tempo, clamorosamente non rilevato dall’arbitro, l’allenatore dell’Isernia risponde con esemplare correttezza: ”Francamente non ho capito perché non sia stato sanzionato con la massima punizione..Forse il direttore di gara era troppo lontano”. E conclude serafico: ”Sarebbe stato meglio beccare il gol in quella circostanza, piuttosto che subirlo ad un centesimo di secondo dalla fine della partita”.

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Carlo Luisi

LA PANCHINA FA BENE Sicuramente ad Orta (+) ha giovato la serie di partite sin qui sofferte in seconda linea, sulla panca, e magari anche in tribuna (per un problema ad un polpaccio, ora però metabolizzato). Subito un errore su splendido invito di Melchiorri (“Mi sarei mangiato le dita”); ma poi match d’orgoglio e di fatica con recuperi anche a centrocampo ed un paio di tentativi di conclusione in acrobazia; ed infine l’apoteosi della rete del successo. Spero che la medesima terapia scuota Negro, che ieri ha scambiato il ruolo con Orta ai bordi del campo, e gli faccia ritrovare l’ispirazione della spettacolare esecuzione vincente di Pesaro.

LO SPREAD ANCHE NEL CALCIO Non avrei mai immaginato di doverne scrivere anche per una partita di pallone, dopo gli appuntamenti settimanali di finanza su “E’TV”. Ma l’incubo del “differenziale” con altre competitrici, oltre che per le note sofferenze dei paesi mediterranei nell’economia europea, esiste, nel suo piccolo, pure per la Maceratese colpita da un’impressionante serie negativa di calci di rigori (-). Quattro, distribuiti in tre delle ultime gare: quello di Termoli, riconosciuto inesistente perfino dal mister molisano, che è costato punti preziosi; quelli (due) di Roma con il Fidene, il primo dei quali ha spianato la strada della vittoria ai laziali; ed infine (speriamo) quello di domenica scorsa che ha messo a rischio l’affermazione con l’Isernia. Ora non dico che tutti fossero inesistenti. Ma non mi si può neanche negare un minimo di perplessità sull’interpretazione degli accadimenti di gioco sempre inesorabilmente intransigenti(–), da parte degli arbitri, nei riguardi dei biancorossi. Che non ottengono invece quelli a proprio favore (leggi Melchiorri ieri), a differenza di altre formazioni (leggi, in primis, l’Ancona, soltanto contro la Recanatese punita dalla legge del contrappasso).

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Federico Melchiorri

LUISI ED IL REGISTA Molto attesa e positiva la gara dell’ex piacentino, nei limiti della sua attuale autonomia di ossigeno (+). Ma contenuta nella disciplinata gestione dei dieci/venti metri a protezione della difesa, com’è nelle caratteristiche del giocatore che, una volta in condizione, risulterà sicuramente molto utile alla squadra. Alla quale però serve un facitore di manovra.

CHE POTREBBE /DOVREBBE ARRIVARE (+) Secondo una lettura ottimistica delle dichiarazioni della dottoressa Tardella, stimolata in sala stampa dalla puntualizzazione di cui sopra. “Voi che conoscete il calcio meglio di me, – ha chiosato Mariella fra il serio e l’ironico -,vi renderete sicuramente conto che qualcosa manca ancora”.

BOCCHE CUCITE (-) Simone Caraceni, l’inappuntabile pierre biancorosso, informa subito che Di Fabio non parlerà con i giornalisti, ma assicura che il dottor Cicchi sarà invece presente in sala stampa. In realtà non arriva neanche quest’ultimo. Quindi si spengono le telecamere e si chiudono i taccuini orfani del parere dello staff tecnico. Perchè viene ovviamente da chiedersi. Il forfait di Di Fabio sembra motivato da una leggera indisposizione, probabilmente causata dallo stress dei novantacinque minuti intensamente vissuti  sino all’emozionante (felice) conclusione. Mistero invece sull’assenza in extremis del Direttore tecnico. Un’idea in testa io comunque ce l’ho (confermata dalle interviste successivamente rilasciate a colleghi privilegiati fuori dalla …sede istituzionale, nonostante il freddo gelido ed il buio incombente della notte).

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Guido Di Fabio

HELVIA RECINA BUNKER (-) Bloccato l’accesso principale allo stadio, prima della partita; il parcheggio grande riservato solo agli automezzi delle forze dell’ordine; ritardato il deflusso della tifoseria maceratese rispetto a quello di uno sparuto manipolo di volonterosi supporters molisani. Inspiegabile rigore per una partita vissuta in tribuna e sugli spalti da non più di cinquecento/seicento spettatori di fede biancorossa e una trentina di ospiti, in assoluta tranquillità. Non è che a Palazzo siano rimasti indietro col calendario, dimenticando che l’ultimo derby a rischio con la Sambenedettese è stato disputato due settimane fa?



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