“Una proposta di riordino che tenga conto delle realtà territoriali”

SPENDING REVIEW - La CNA Macerata chiede al Cal di correggere i paradossali effetti della legge
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Maurizio Tritarelli, presidente di Cna Macerata

Dalla Direzione provinciale della CNA di Macerata – Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, riceviamo: 

«Da tempo la CNA chiede di mettere mano in maniera organica alla riduzione dei costi della pubblica amministrazione e degli organismi politici: una riforma profonda della macchina statale, che investa tutti i livelli, a partite dallo Stato e dalle amministrazioni centrali, passando per le regioni, le province ed i comuni, con una seria analisi che parta dai centri di costo maggiori e “a cascata” investa gli organismi territoriali.

Sembra invece andare in senso opposto il provvedimento recentemente approvato, che propone un riordino degli ambiti territoriali basato su parametri grossolani, quasi irrazionali, che generano confusione perché non tengono conto delle effettive realtà economico-sociali. Un provvedimento che sembra dettato più dall’emotività del momento che da una precisa strategia, nel tentativo di dare un’immediata risposta ai sentimenti (comprensibili) di “antipolitica” che si stanno diffondendo.

Sono già state evidenziate le contraddizioni e i paradossi che l’applicazione di questo provvedimento genererebbe nel nostro contesto: con la creazione di un’unica provincia Marche Sud avremmo un territorio di oltre 4000 km quadrati ed un ente chiamato ad amministrare circa 700000 abitanti, pari al doppio degli abitanti di ognuna delle due province che resterebbero nel nord della regione. Dal lato della riduzione dei costi, invece, vale la pena ricordare che gia il DL 201/2011 ha trasformato gli organi elettivi della provincia in organi di secondo livello – formati da sindaci ed altri amministratori, senza perciò la previsione di indennità aggiuntive – mentre nulla si è fatto per la riduzione dei costi delle amministrazioni centrali, come la riduzione del numero dei parlamentari, la razionalizzazione dei ministeri etc..

L’auspicio che la Direzione provinciale della CNA formula è che, nell’esaminare la proposta di riordino, il Consiglio regionale provi a correggere questi possibili e paradossali effetti, tenendo conto di tutte le realtà territoriali e della necessaria razionalità che deve basare scelte che poi avranno effetti profondi e duraturi nel futuro».



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