Le mareggiate continuano
a portare via la spiaggia

PORTO RECANATI
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I bagnini Mauro Antognini ed Enzo Pandolfi

di Stefano Palanca

Mareggiata lungo la costa maceratese e molti bagnini di Porto Recanati sono in ginocchio. Ora dovranno passare altri due giorni di tempo instabile, poi la stagione turistica riprenderà, con qualche problema e soprattutto tanta fatica sulle braccia, per i bagnini. Entro domani, oltre alla conta degli eventuali danni, gli operatori del settore turistico dovranno rimboccarsi le maniche e ripristinare la spiaggia per tornare a offrire ai turisti quanto loro richiesto. Devastate una parte di riviera di Scossicci, la costa di Santa Maria in Potenza a sud della città e una zona del centro, sul lungomare Lepanto.

A Scossicci, a nord dell’Acropoli di Mauro Monina, il mare è stato clemente ma a sud della struttura, al confine con lo chalet Bebo’s di Antonio Artibani nessuna pietà: sembra una mareggiata invernale. Via tutti gli ombrelloni per salvare il salvabile mentre la furia del mare rosicchia oltre dieci metri di spiaggia creando uno gradone di un metro. A sud di Bebo’s poi, il mare è arrivato alle passerelle e, mentre le onde attraversano i pali degli ombrelloni, i lettini sono accatastati in sicurezza. Chiaro Mauro Monina dell’Acropoli: “Per ripararci servono scogliere, i tecnici e i politici devono capire che il mare così ci sta distruggendo. Dopo l’estate dovremo trovare una soluzione seria o finiremo male. Dobbiamo muoverci noi per primi”.

 

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Circolo della vela

Forcing anche dalla parte opposta, all’estremo sud, oltre la pineta Volpini. Alle 3 del mattino, infatti, il mare stava mettendo a dura prova i sacchi a protezione dei ristoranti e delle altre edificazioni e già alle 4 mezza spiaggia era stata sgomberata dalle attrezzature coi bagnini a fare gli straordinari. Stamattina, infatti, di lettini e ombrelloni non ce n’erano né allo chalet Mauro della famiglia Antognini, né alla Rotonda della famiglia Pandolfi e neppure al Masaya. “Non possiamo andare avanti così, è dura combattere contro il mare” dice Enzo Pandolfi mentre Mauro Antognini aggiunge: “Ogni volta è sempre la stessa storia, tra danni e superlavoro”. Le ruspe, intanto, cominceranno a risistemare la spiaggia appena il mare si sarà calmato un po’, probabilmente domani mattina.

In centro i lavori di spostamento della sabbia per permettere ai bagnini in difficoltà di fare una stagione dignitosa e terminati due settimane fa non sono serviti. Al balneare Panetti la spiaggia è completamente sparita e le onde continuano a portar via sabbia. “Dove metteremo gli ombrelloni? Speravo in una mareggiata di fine agosto” dice Marco Pagliericcio che insieme ai fratelli Andrea e Luca gestiscono bar e spiaggia “ma adesso siamo in difficoltà a stagione piena. Come accontenteremo i clienti?”. Tra domenica pomeriggio e domenica notte, infatti, i tre fratelli hanno tolto 70 ombrelloni e oltre 140 lettini prima che il mare se li portasse via, svegliandosi alle 3 del mattino. Questa mattina, intanto, c’era un gradino di oltre un metro e mezzo. Un po’ meglio è andata al

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Chalet Panetti

Circolo della vela di Eugenio Mirate che, sveglio tutta la notte, ha tolto solo una decina di ombrelloni prevedendo il peggio. Poco più a sud i titolari dello chalet Oasi hanno invece eliminato due file di ombrelloni accatastandoli sulla terza per evitare che succedesse quel che è accaduto a Pasquale Curione dello Balneare Gioia di Puglia: il mare ne ha inghiottiti una decina, facendoli sparire. Senza contare che in queste spiagge i marosi hanno già creato uno scalino di almeno mezzo metro. Sparita, rapite dal mare, anche alcune pedane dello chalet Acapulco di Mimmo Frisario, ma a rimetterci saranno anche i clienti che difficilmente avranno il loro ombrellone perché la spiaggia è diminuita vistosamente.

Diplomatico Marco Dovesi, presidente dei bagnini :<Le scogliere del centro, anche le più piccole, hanno salvato degli chalet. Forse è il caso di pensarci”. Chiaro anche il sindaco di Porto Recanati Rosalba Ubaldi: “Domani faremo un sopralluogo per renderci conto della situazione. Noi, attraverso la protezione civile, avevamo avvertito le strutture ricettive e di accoglienza, del maltempo in arrivo”.

 

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