Maceratese, una stagione da urlo
Carboni è il faro, Carfagna la saracinesca

LE PAGELLE DI FINE STAGIONE - I voti ai biancorossi che hanno conquistato sul campo la serie D. Con un occhio anche allo staff tecnico e societario
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Carfagna

Pierfilippo Carfagna

 

di Filippo Ciccarelli

(foto di Guido Picchio, Lucrezia Benfatto e Matteo Cicarilli)

Con la fine della stagione 2011/12 del campionato di Eccellenza, si rinnova l’appuntamento con le pagelle ai giocatori ed allo staff della Maceratese. Una cascata di voti positivi, e non poteva essere altrimenti, visto il cammino che ha avuto come premio sul campo la serie D, categoria che mancava da tre anni alla città.

Portieri:

Carfagna Pierfilippo, 8
Protagonista assoluto della stagione vittoriosa. Ha un reparto ben collaudato che lo protegge sempre al meglio, ma quando c’è da salire in cattedra Carfagna fa capire perché sia il baluardo dell’area di rigore. Sempre attento anche nelle partite in cui rimane per lo più poco impegnato, bravissimo nel piazzamento sui calci piazzati: quest’anno ha parato una quantità industriale di calci di punizione altrimenti destinati in fondo al sacco, mostrando una reattività superiore alla media. Ed è stato fondamentale anche nel neutralizzare i tiri dal dischetto a Fossombrone e Montegranaro: le sue prestazioni hanno permesso alla Maceratese di incamerare punti preziosi, decisivi per il trionfo finale.

 

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Roberto Martinelli in azione contro il Real Montecchio

Martinelli Roberto, ng
Non è stato impiegato molto in stagione, ma quando è sceso in campo ha dato la sensazione di essere sicuro e preparato. E certamente – non dimentichiamoci che è pur sempre un under –  avrà imparato molto da un collega esperto come Carfagna.

Difensori:

Arcolai Luca, 8
Girone di ritorno strepitoso per il perno della difesa. E’ l’allenatore in campo, parla molto con tutti i suoi compagni e sa farsi rispettare, anche dagli avversari. L’infortunio di Urbania  avrebbe potuto metterlo ko, e invece gli ha dato la spinta decisiva per una stagione da ricordare. Marca stretto, gioca d’anticipo, un vero e proprio incubo per gli attaccanti avversari.

Benfatto Mattia, 7.5
Ha giocato un campionato di alto livello, con poche sbavature. La sua dote migliore è stata la continuità nello svolgere il difficile mestiere di difensore centrale: da anni nella Maceratese, è la bandiera della squadra e uno dei migliori spot del suo vivaio, nel quale è cresciuto. Sette anni dopo il trionfo in Eccellenza, può festeggiare da protagonista la vittoria di quest’anno rispetto a quella ottenuta quando aveva davanti due “mostri” come Pesic e Santori.

 

Francesco-Donzelli

Francesco Donzelli

Cucco Roberto, 7.5
Da dov’è che veniva? Dalla Serie D. E si vede. La bravura degli esterni bassi ha permesso a Cucco di mostrare quanto sia importante come difensore centrale. E’ anche quello che si prende la responsabilità, nelle retrovie, di impostare l’azione, fungendo da regista arretrato. Una garanzia per la squadra.

Donzelli Francesco, 8
La carta d’identità dice che è un giocatore nato nel 1994. Sarà vero? Perché Donzelli per capacità, personalità e abilità sembra molto più adulto. Si prende spesso e volentieri la fascia destra, dove svaria insieme a Piergallini o Rosi, a seconda delle circostanze. Non ha (quasi) mai sbagliato, anche se il retropassaggio sbagliato per Arcolai nel match contro l’Urbania da cui è nato il momentaneo pareggio di Pagliardini ha fatto gelare il sangue a molti spettatori. Prestazione maiuscola per uno dei migliori under del torneo.

 

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Francesco Russo

Russo Francesco, 8
Terzino con spiccate doti offensive, molto portato per l’affondo sulla fascia. Le sue sovrapposizioni, gli scambi, gli assist dal fondo hanno permesso a Rosi, Cacciatore, Orta e compagnia bella di tartassare il portiere avversario. La sua presenza ha garantito equilibrio alla retroguardia, permettendo ai biancorossi di disputare una stagione memorabile.

Tartabini Matteo, 6
Il più giovane degli under aggregati alla prima squadra (classe 1995), è un terzino destro che non ha bisogno di particolari inviti per buttarsi a capofitto sulla fascia e per spingere l’azione offensiva. Ha modo e tempo per migliorare la fase difensiva, in cui appare più deficitario, anche se la fiducia avuta dallo staff tecnico ed i minuti giocati in campionato sono la spia che la Maceratese crede – con ottima motivazione, a nostro papere – nelle potenzialità di questo ragazzo.

 

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Roberto Cucco e Alessandro Troli festeggiano la promozione sul campo della Cagliese

Traini Federico, n.g.
Un peccato non averlo visto mai all’opera in mezzo alla difesa. Nel corso della stagione, amichevoli incluse, è stato schierato per pochissimi minuti e come terzino: poche le partite anche nella formazione Juniores, a causa di fastidi fisici che l’hanno tormentato durante questo campionato.

Centrocampisti:

Biancucci Davide, 7
Scuola Samb, lo scorso anno all’Elpidiense Cascinare, Biancucci è arrivato insieme ad Olivieri per rinforzare il centrocampo della maceratese: lui è rimasto, il giocatore montenegrino no. E già questo è un bel segnale: i tifosi lo ricorderanno soprattutto per la rete nel derby col Tolentino disputato all’Helvia Recina, ma evidentemente Biancucci è l’uomo che risolve i momenti difficili. Al di là del punto esclamativo nel match contro i cremisi, il centrocampista classe ’91 aveva risolto la partita contro la Cagliese con una doppietta siglata all’esordio. I tifosi ricorderanno  che la vittoria contro la formazione del pesarese arrivò dopo il periodo più nero della stagione biancorossa (con un solo punto conquistato in quattro partite: Tolentino, Atletico Truentina, Monturanese ed Urbania). Di Fabio lo getta spesso nella mischia a partita iniziata, e lui ha il merito di farsi trovare pronto. Bravo!

Bucci Marco, 8

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Marco Bucci

“Settepolmoni” Bucci si conferma il solito panzer a centrocampo. E’ il giocatore biancorosso che in assoluto ha il maggior numero di presenze in stagione, ed è stato fermato più dal giudice sportivo che dagli acciacchi dell’età (in teoria ha 38 anni, ma per fortuna sua e dei compagni non se lo ricorda mai). Di lui è stato detto e scritto tutto. Leader, simbolo, ultimo ad arrendersi. Quest’anno si è tolto la soddisfazione di mettere a referto il pesantissimo 2-1 nella sfida casalinga, penultima di campionato, contro l’Urbania, ed ha indossato con merito la fascia di capitano.

Cacopardo Nicola, 6
Molte aspettative circondano questo ragazzo del ’94, più volte elogiato dallo staff tecnico per quanto fatto vedere in allenamento. Ci fidiamo, ma viste le poche presenze non possiamo esprimerci troppo sul suo campionato. Potrebbe avere più spazio nel prossimo campionato di serie D, quando serviranno 4 fuoriquota in campo.

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Valerio Carboni

Carboni Valerio, 9
Il top player della Maceratese. In mezzo al campo non c’è nessuna squadra che, in Eccellenza, possa vantare un giocatore come lui. Aggressivo e determinato, è migliorato anche in… condotta, vista la drastica riduzione di cartellini gialli a suo carico. E’ dotato di un bel piede che ha messo a punto nel girone di ritorno, quando è andato a segno su diversi calci di punizione, alcuni dei quali decisivi (vedere ad esempio la partita di Castel di Lama, che ha permesso alla Maceratese di riacciuffare il pari e mantenere un punto di vantaggio sul Tolentino). In totale ha messo a referto 8 reti, le stesse siglate da Mario Orta. Riuscire a confermarlo per la prossima stagione in serie D – visto che avrà attirato l’attenzione di molte squadre – significherebbe molto per la Maceratese.

Eclizietta Francesco, 7
Della sua bravura se n’è accorto anche il c.t. Magrini, che guida la Nazionale  Under 18 dei Dilettanti. Peccato che una serie di infortuni abbia azzerato il suo impiego nel momento clou del campionato. Nel girone di andata aveva fatto vedere ottime cose, mettendo a segno anche tre reti. In quello di ritorno non si è potuto esprimere sui suoi standard.

 

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Luigi Giandomenico

Giandomenico Luigi, n.g.
Impossibile valutare le perfomance di chi, fermato da un perdurante infortunio, non ha (quasi) più calcato il terreno di gioco. Al pubblico, che aveva salutato il suo ingaggio con entusiasmo ed era impaziente di vederlo all’opera, rimarrà sempre il rimpianto di non aver visto in campo il vero Giandomenico. Quando ha giocato non è riuscito a guidare i suoi compagni, e a causa della discontinuità della sua presenza in campo, non è mai entrato veramente in condizione. Possiamo però presumere che il ruolo di Giandomenico vada oltre la dimensione del terreno di gioco – visto il suo carisma e l’importanza che questo può avere in uno spogliatoio – anche dal momento che la società ha deciso di tenerlo e di non riservargli il trattamento ricevuto da due suoi colleghi di reparto (Tomislav Grcic e Nikola Olivieri, tagliati nel corso del campionato).

Massetti Alberto, 6
Tanta corse e buona volontà per un esterno che può ricoprire il ruolo di ala e di terzino. Una buona riserva, che ha saputo dare una

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Matteo Piergallini

mano alla squadra nel momento di maggiore appannamento. Avrebbe meritato la gioia di andare a segno, almeno una volta, in questo campionato.

Piergallini Matteo, 8
Stagione da incorniciare per l’esterno biancorosso, che riesce a confermare quanto di buono fatto vedere nel girone di andata. Gran dribbling, grande corsa, ottima visione di gioco. L’unica qualità che gli manca è la freddezza sotto porta, ma ciò non gli impedisce di mettere a segno 5 gol, tra i quali quello del derby decisivo contro il Tolentino all’Helvia Recina. E gli assist che ha messo sui piedi dei compagni sono decisamente di più; se dovessimo descrivere il suo rendimento con un aggettivo ,questo sarebbe sicuramente “stratosferico”.

Rosi Bruno Antonio, 8.5
Tredici gol all’attivo, è il cannoniere di questa Maceratese anche se non ha giocato

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Bruno Antonio Rosi

quasi mai da seconda punta. E’ partito spesso e volentieri da esterno di sinistra, in misura minore anche da trequartista centrale, ma il risultato è sempre stato uno: ha fatto tanto male alle difese avversarie. Dribbla come ogni sudamericano che si rispetti, ha un grande bagaglio tecnico e soprattutto è micidiale nell’uno contro uno. Dopo una fase calante nel periodo di dicembre-gennaio, è tornato a giocare sui livelli che gli competono, ed ha dispensato reti ed assist.

Troli Alessandro, 7.5
Non c’è stata nessuna dimenticanza nella sezione dedicata ai difensori. Più semplicemente Troli è partito spacciandosi per centrale difensivo, salvo poi assurgere al ruolo di mediano. E lo sa interpretare con tutti i crismi: concreto, bravo nei recuperi, pronto ad arrivare su ogni pallone e a raddoppiare quando c’è bisogno. A volte si è lanciato pure in qualche dribbling, a conferma della scoperta di doti finora abbastanza celate. Per uno che doveva essere svincolato a dicembre una bella soddisfazione: è riuscito a far cambiare idea a tutti. E si merita tanti applausi.

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Cristian Cacciatore

Attaccanti:

Cacciatore Cristian, 7.5
Non ha segnato molto nel girone di ritorno –  4 gol, che fanno salire il risultato complessivo in stagione a 11 marcature – ma ha svolto un lavoro molto importante in avanti. Innanzi tutto, con l’arrivo di Orta, è passato in una posizione più arretrata, trequartista dietro la punta proveniente dal San Nicolò. E’ un attaccante di movimento e non la punta opportunista che aspetta il pallone fermo in area di rigore, e non si può valutare la sua stagione senza considerare questo aspetto. Con un pizzico di fortuna e di cinismo in più sarebbe stato certamente più avanti nella classifica dei marcatori, ma il sigillo sulla vittoria del campionato impresso a Cagli rimarrà negli annali.

Orta Mario, 7.5

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Mario Orta

Si è inserito subito bene nel gruppo biancorosso, ha contribuito con 8 reti allo splendido cammino della Maceratese. Una curiosità: quando segna un gol, è probabile che ne arrivi almeno un altro nel corso della gara. Sono ben 3 le doppiette messe a segno dalla punta arrivata a dicembre: contro la Belvederese, contro la Cingolana e contro il Real Montecchio. Importanti le reti contro la Forsempronese (ha sbloccato il risultato nel match vinto poi per 1-2, siglando quella che dovrebbe essere il gol più veloce nella storia biancorossa) ed Urbania. Tra le sue qualità di gioco c’è anche la generosità: in più di un’occasione, pur potendo cercare la conclusione in porta, ha scelto di far segnare il compagno meglio piazzato. Una dote da non sottovalutare.

 

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Guido Di Fabio

Allenatore:

Di Fabio Guido, 9
Si è immerso in un contesto per lui ignoto quale quello dell’Eccellenza marchigiana. Nel giro dei due mesi estivi è riuscito a dare forma ed anima ad un gruppo totalmente nuovo. Ha vinto la sfida a distanza con allenatori del calibro di Lorenzo Scarafoni, mister della Fermana, e Roberto Mobili, che da anni siede sulla panchina del Tolentino ed è un fine conoscitore della categoria.
Ha dato fiducia a molti ragazzi, come Donzelli ,Russo, Tartabini, Eclizietta, Romanski (poi passato in prestito al Tolentino), ed altri ancora, che sono cresciuti sotto la sua guida. Ha lavorato sodo su Carboni, facendogli “recuperare il passo da centrocampista” come ha ammesso lui stesso, vero trascinatore della Maceratese. Ha scelto di schierare Rosi come esterno di centrocampo e non come seconda punta, ed ha reinventato Troli davanti alla difesa. Non ha mai mollato e non ha mai perso il controllo, né della situazione né dello spogliatoio, anche quando in emergenza di uomini e risultati ha visto la sua Maceratese perdere il primato in classifica. E in più di un’occasione i giocatori che ha inserito a partita iniziata si sono rivelati decisivi per decidere questa o quella partita; Guido Di Fabio da Martinsicuro è uno che il manico ce l’ha, e si vede.

Società:

 

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Claudio Cicchi

Cicchi Claudio, direttore sportivo, 8.5
Lui dice che il suo unico merito è quello di aver creduto in Di Fabio ed averlo scelto per la panchina. Falso: di meriti ne ha tanti altri, e lo ha dimostrato azzeccando l’ingaggio di Donzelli e Russo, due fuoriquota talmente bravi da decidere una fetta importante del campionato per la Maceratese. Ha costruito un muro intorno a Carfagna, e se Benfatto se l’è trovato in casa, Cucco ed Arcolai li ha presi da una realtà come la serie D (il primo proveniente dalla Civitanovese, il secondo l’aveva guadagnata l’anno prima militando nell’Ancona). Ha attrezzato la Maceratese a puntino, permettendole di confrontarsi (e vincere) in un campionato dove hanno giocato pure la Fermana, che lo scorso anno si è fermata ad un passo dal primo posto, ed il Tolentino di Federico Melchiorri, sogno proibito del tifo biancorosso. Tra così tante luci anche qualche ombra, che non pregiudica un’annata straordinaria: la situazione di Giandomenico, oggetto misterioso della squadra, il paradossale ingaggio (e taglio) di Olivieri, il prestito di Romanski ad una diretta concorrente per la vittoria finale come il Tolentino. Ma, almeno in quest’ultimo caso, la sua scommessa Cicchi l’ha vinta comunque.

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Mirko Sirolesi e Maria Francesca Tardella

Sirolesi Mirko, vicepresidente, 8.5
Sempre vicino alla squadra e allo staff tecnico, elogiato dal mister che ha svelato come nei giorni dell’emergenza neve il vicepresidente vestisse i panni dell’autista per permettere alla squadra di allenarsi con continuità – affare non da poco, visto che la sosta per la coltre bianca è stata di un mese tondo tondo – Sirolesi non ama essere sotto i riflettori. Ma  dedica alla Maceratese tantissimo cuore, impegno e passione.

Tardella Maria Francesca, 10
Esaminiamo i fatti: ha preso una società in crisi dal punto di vista dei risultati, ed ha fatto piazza pulita di tutto, o quasi, quel che ne era rimasto. Si è presa la responsabilità di ricostruire ogni aspetto del sodalizio biancorosso, dallo staff tecnico ai giocatori, ed ha messo al microscopio anche la situazione del settore giovanile. Sono passati meno di 12 mesi da quando è diventata presidente della Maceratese, e nell’arco di questo tempo ecco i risultati maturati:
– La prima squadra ha vinto il campionato, passando dai playout di Calcinelli della stagione 2010/11 alla promozione ottenuta a Cagli
– La Juniores ha vinto il campionato Regionale, anche la stessa Tardella ha annunciato ulteriori novità per il settore giovanile

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Maria Francesca Tardella e Guido Di Fabio a Cagli

– Il sintetico di Collevario è diventato realtà
– Il feeling tra la Maceratese ed una tifoseria in depressione cronica, sfociata nella frustrazione di anni fallimentari, culminati con l’incertezza del fallimento e l’anonimato dell’Eccellenza, è stato ristabilito a pieno. Nel tempo libero bisognerà chiederle di occuparsi della situazione dello Sferisterio e  delle mitologiche piscine: hai visto mai…

 

 

 

 

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