Quel Consiglio indigesto
che fa litigare tutti

Vespaio sulla Ceccotti. Nell'Udc Garbuglia striglia Doria. "No al cavalcavia" se la prende con Borroni. Clp critica i grillini che attaccano la maggioranza
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Pierpaolo Borroni

Pierpaolo Borroni, presidente del Consiglio comunale di Civitanova

di Laura Boccanera

Raffica di commenti e contestazioni dopo l’adozione della variante al progetto della Ceccotti (leggi l’articolo), tanto che il sindaco (guarda il video) ha convocato per lunedì una conferenza stampa per illustrare ai media nel dettaglio le specifiche del progetto che alcuni consiglieri (guarda il video) hanno riferito di aver visto per la prima volta solo ieri sera durante la proiezione delle slides da parte del dirigente Scarpecci.
Ad attirare le critiche non è solo il progetto in sé, ma anche le modalità con le quali si è svolto il consiglio comunale. E in particolare sul piede di guerra c’è l’associazione No al cavalcavia, presente ieri sera in aula, insieme ad altri comitati. Come abbiamo riferito dal pubblico spesso si sono alzati applausi per l’opposizione, un gradimento poco gradito al presidente del consiglio Borroni che invitava a fare silenzio. “Vorremmo sottolineare il comportamento intimidatorio e l’uso personalistico della presidenza del consiglio comunale da parte di Borroni che, in un’aula gremita da cittadini delle più svariate categorie, richiamava all’ordine proprio noi dell’associazione ‘No al cavalcavia’, quasi fossimo gli unici tra i presenti a dissentire sull’operato di chi ci amministra” – scrivono in una nota i portavoce del movimento – “Nei vari consigli comunali che hanno visto la presenza dei cittadini i moniti del Presidente sono sempre stati sopra le righe, poco rispettosi nei confronti di tutti coloro che non sono in linea con chi governa, fino ad arrivare, ieri sera, ad un disprezzo assolutamente intollerabile.
Vorremmo dire all’amministrazione comunale e al suo Presidente del consiglio che il ‘Comune’ è la casa di tutti, ma proprio ‘tutti’ i cittadini e che loro sono soltanto i ‘custodi delle chiavi, non i padroni’: lo tengano presente”.

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Le proteste

Il Movimento 5 Stelle sostiene che con l’adozione della variante Ceccotti ” non si celebra la soluzione di un problema, ma la sconfitta di un’intera città. L’area Ceccotti non rappresenta solo l’ultimo spazio non cementificato rimasto al centro città, ma l’ultima grande occasione di sviluppo di Civitanova. Decine le ragioni per non approvarla, tutte ben esposte perfino dall’opposizione! E’ incredibile come la presentazione del progetto sia stata tutta incentrata sul confronto col precedente dove svettava un grattacielo e come l’attuale progetto fosse qualitativamente molto al disotto. Non bastasse, sono stati evidenziati alcuni problemi tecnici : la mancanza di uno studio del traffico, la mancanza dello studio del dissesto idrogeologico (legge P.O.R.U.) e l’edificabilità prevista su un’area a “terra bianca”  che sono stati tutti emendati all’ultimo secondo con una ulteriore votazione. Non c’è stato alcun componente della maggioranza che abbia chiesto spiegazioni o posto domande, che si sia posto il dubbio cosa mi chiedono di votare, visto che anche la commissione edilizia di lunedì era andata deserta”.

Critico anche il movimento Cultura, Legalità e Progresso  che però si pone in contrapposizione rispetto alla soluzione proposta dai grillini finendo per parlare a giochi ormai fatti: “Noi intendiamo perseguire i nostri obiettivi con razionalità, rispetto dei diritti e della logica del bene comune, con coerenza – scrive Tiziana Streppa – Non condividiamo la posizione del Movimento 5 Stelle quando propone, per la questione “Ceccotti”,di scambiare eventuali profitti derivanti dalla edificazione dell’area con quelli derivanti dallo sfruttamento delle aree leader. E la città? ne ha bisogno? serve seguire ancora la logica del business per pochi a danno dei molti? Dove vanno a finire l’ambiente e l’economia verde tanto decantata da Beppe Grillo? Perchè nella zona Ceccotti no e nel resto della città si? Non condividiamo nemmeno il voto favorevole Udc per senso di responsabilità verso il partito. Ma la responsabilità verso la città dove sta? La nostra è una posizione chiara che va anche verso un nuovo modello urbanistico alternativo che preveda il reperimento di risorse altrove e non negli accordi con i privati per lo sfruttamento del suolo, noi siamo ai primi posti nelle Marche per il consumo di suolo, quando sarà finito cosa mangeremo? Dove prenderanno le risorse se lo sviluppo è condizionato dalla cementificazione?”.

ceccotti-11-300x225Soddisfazione per la votazione del punto viene espressa invece dal consigliere Simone Garbuglia, assente ieri fra i banchi della maggioranza che esprime anche “grande rammarico per l’ assenza motivata da condizioni di salute non ancora risolte, ma comunicate formalmente a tutti i soggetti interessati”. Garbuglia sottolinea che il suo voto sarebbe però stato a favore dell’adozione della variante, passando poi a biasimare il comportamento del compagno di partito Doria: “l’unica nota stonata della serata il voto di astensione del consigliere Doria: che sia chiaro il partito aveva anche lasciato libertà di voto ai consiglieri ma in questo caso aveva fortemente raccomandato di motivare il voto di astensione o contrario per non lasciare spazio ad interpretazioni in vista delle prossime alleanze. Il suo comportamento alquanto strano, con assoluto silenzio in aula e conseguente sparizione appena finito il punto senza votare gli altri, lascia un po’ di amaro in bocca e perplessità sulla correttezza del suo comportamento in questi ultimi 10 giorni nei confronti di un partito che l’ha accolto benevolmente nella sua “fuga” dalla PDL. L’UDC di Civitanova  è costituito da un gruppo di persone unite che è consapevole della difficoltà politica del momento legata alle future scelte delle alleanze e le fughe in avanti di Doria non semplificano certo la certo la situazione. Ricordo al collega Doria che nello svolgimento del suo mandato riveste un ruolo etico perché il comportamento degli amministratori nell’esercizio delle proprie funzioni deve essere improntato all’imparzialità ed al principio di buona amministrazione, quindi legare il voto a probabili alleanze future o dettato da personalismi, significa ledere inevitabilmente tali principi. Insomma dal presidente della commissione urbanistica, che amministra questa città da oltre 10 anni con il centro destra, mi sarei aspettato maggiore coerenza ma soprattutto maggior coraggio”.



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