Rapinati e sequestrati in casa
Il dramma nelle parole della vittima

PAURA A MONTELUPONE - Annunziata Baldoncini, 85 anni, è stata chiusa in bagno insieme al figlio da tre malviventi che li hanno minacciati con un coltello. Il sindaco: "Stiamo per partire con la videosorveglianza". Indagano i carabinieri
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Annunziata Baldoncini, vittima del furto

di Filippo Ciccarelli

(fotoservizio di Guido Picchio e Lucrezia Benfatto)

Il campanello è suonato quando Annunziata Baldoncini e suo figlio Marcello Magnaterra erano ancora a cena nella loro casa di contrada Sant’Agostino, alle porte di Montelupone. I due non sapevano di aprire la porta ai tre malviventi che di lì a poco li avrebbero ripuliti, dopo averli rinchiusi nel bagno di casa sotto la minaccia di un grosso coltello a serramanico.
Alla casa si arriva dopo una breve salita di breccia e terra: niente telecamere o sistemi d’allarme, nessun cancello, solo alcuni piccoli cagnolini che fanno le feste a tutti quelli che si presentano sul piazzale ghiaioso antistante l’edificio, che sovrasta la strada provinciale.
La signora Annunziata, 85 anni, alza le spalle quando racconta la vicenda. Siede vicino al camino ed ancora non riesce a spiegarsi bene quel che è accaduto intorno alle ore 20 di mercoledì 4 gennaio: “Sembravano brave persone, si erano fermate a chiacchierare sulla soglia della porta con mio figlio, che era andato ad aprire. Io ero seduta in cucina, mi è sembrato strano che qualcuno suonasse a quell’ora, pensavo fosse mio nipote che abita ad un paio di chilometri da qui. Invece erano tre ragazzi, dall’accento straniero ma dalla pelle chiara, tutti più o meno della stessa altezza”.

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Il coltello con cui i ladri hanno minacciato la signora e suo figlio

Con che scusa sono entrati?
“Parlavano con mio figlio chiedendogli consigli e informazioni lavorative. Mio figlio ora è in pensione, ma per 40 anni si è occupato della realizzazione di coperture per i capannoni, e pensava che queste persone fossero agli inizi e volessero sapere da lui qualche dettaglio”.
E poi cos’è successo?
“Uno ha chiesto dove fosse il bagno, poi ci hanno chiamato lì e ci hanno chiuso dentro. Ci hanno minacciati dopo aver preso il coltello per il pane che era in cucina: hanno derubato mio figlio di circa 2000 euro che teneva nel portafoglio e poi sono scappati. Io penso che sia gente della zona, che ci conosce”.
Perché?
“Perché dopo averci chiuso in bagno non hanno rovistato in giro per casa. Mi sarei aspettata di sentirli salire sopra, dove c’è l’appartamento di mio figlio, invece sono andati via dopo aver preso i soldi. E poi sapevano che lavoro ha fatto Marcello, che teneva i soldi con sé. La sera prima i vicini avevano ricevuto la visita di alcune persone che chiedevano informazioni per caricare del ferrovecchio, forse erano le stesse persone”.
Avete riconosciuto l’auto con cui sono arrivati?
“Mi pare che fosse un’Alfa Romeo 155 di colore scuro”

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La casa di contrada Sant'Agostino a Montelupone

Come avete fatto a liberarvi?
“Mio figlio è passato dalla finestra del bagno ed ha chiamato mio nipote col cellulare, che per fortuna aveva con sé. Lui mentre veniva qui ha avvisato i carabinieri. Io ho paura che possa ricapitare. Qui intorno non c’è niente, non ci sono allarmi né recinzioni. Penso che se tanto ti deve capitare qualcosa, capita”.

Abbiamo raccolto anche l’opinione di Giuseppe Ripani, sindaco di Montelupone, circa l’accaduto e l’emergenza sicurezza. Per Ripani “la situazione non è certamente buona, visti i recenti fatti di cronaca, ma non bisogna nemmeno creare allarmismi. Montelupone” prosegue il primo cittadino “è ben al di sotto della media nazionale e della zona intorno per questo tipo di reati, ma avevamo comunque deciso di istituire un sistema di videosorveglianza per incrementare la sicurezza dei cittadini, ai quali rivolgo l’invito di prestare attenzione e segnalare sempre alle forze dell’ordine eventuali situazioni sospette.  Ci sarà poi una fase due, con cui incrementeremo il controllo delle telecamere. Mi permetto poi di dire che c’è un problema anche a livello della legislazione nazionale: bisognerebbe controllare come si guadagnano da vivere molti stranieri residenti nel nostro territorio, fermo restando che i reati vengono commessi anche da italiani. Però se si permette a tanti stranieri di soggiornare in Italia senza vedere come vivono e che cosa fanno, c’è obiettivamente un rischio maggiore, acuito anche dalla situazione di crisi economica che stiamo vivendo”.

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