La Maceratese si traveste da Babbo Natale in anticipo

SOMMA ALGEBRICA - Il vice presidente Sirolesi è chiaro: "Noi stiamo facendo risorgere tutti: Fermana, Tolentino ed ora anche questa squadra pesarese, che avrebbe invece meritato una lezione"
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SCATTOLINI-2-300x225di Enrico Maria Scattolini

FESTE CONFUSE (-)  Borbotta, sconsolato, Mirko Sirolesi, nell’incandescente dopo partita di Urbania-Maceratese: “Noi stiamo facendo risorgere tutti: Fermana, Tolentino ed oggi anche questa squadra pesarese, che avrebbe invece meritato una lezione”. Quella del vice-presidente biancorosso è la perfetta sintesi del periodo che stanno attraversando i ragazzi di Di Fabio. I quali, nel clima di preparazione alle prossime festività, hanno evidentemente scambiato il Natale con la Pasqua di…resurrezione. Dei diretti avversari!

URBANIA/1 (Incoscienza) Metà ripresa. Tassi, roccioso centravanti dei padroni di casa, si avventura in un’acrobazia nell’area biancorossa: tanto goffa ed improvvida (nessuna chance di buon esito perché senza spazi per una corretta esecuzione), quanto pericolosa (perché, appunto, l’area maceratese era superaffollata di giocatori delle due squadre e quindi inevitabile il contatto). Ed infatti affibbia (-) un violento calcione che devasta il viso di Arcolai, il quale stramazza al suolo con quattro fratture facciali (successiva ecografia dell’ospedale di Urbino). Lui, Tassi, si tiene alla larga dal gruppetto di giocatori che circonda, turbato, il collega ferito. Non lo preoccupa il sangue dell’emorragia di Arcolai, ma probabilmente il rimorso di aver tentato un inutile gesto atletico nell’assoluta consapevolezza di far male. E parecchio, perché lo stopper biancorosso dovrà restar fermo almeno tre mesi.

URBANIA/2 (Disorganizzazione) Costernazione dei biancorossi, che avvertono subito la gravità dell’infortunio di Arcolai. E preoccupazione dello staff tecnico e del massaggiatore, che si rendono improvvisamente conto: a) dell’assenza del medico sulla panchina dell’Urbania (obbligatorio); b) della mancanza dell’ambulanza (-). Che arriverà dopo un quarto d’ora. Cerca di provvedere, con la sua esperienza di… farmacista, la dottoressa Tardella: si precipita in campo, collabora ai primi soccorsi e poi accompagna il difensore all’ospedale di Urbino. La Maceratese ha richiesto la registrazione televisiva dell’accaduto, e quindi probabilmente inoltrerà ricorso agli organi competenti. Il risultato sarà una multa. Presumibilmente anche modesta, perché non va dimenticato che Urbania è il paese di residenza (anche di nascità?: semplice curiosità storica) di Cellini, potente ed immarcescibile capo del Comitato regionale della FIGC…

Arcolai

Luca Arcolai, vittima di un grave infortunio ad Urbania

URBANIA/3 (Cinismo) E’ Baldarelli (-), l’allenatore locale, il più interessato dell’Urbania all’incidente di Arcolai. Ma solo per sollecitare ripetutamente l’arbitro a far riprendere subito il gioco e/o a concedere un recupero adeguato (-), essendo  la sua squadra, in  quel momento, ancora in svantaggio. Salvo pentirsene, un solo attimo dopo, però sufficiente a Pagliardini per rovesciare clamorosamente il risultato. Il direttore di gara accontenterà ugualmente il mister dell’Urbania anche a situazione mutata, decretando un over time di soli quattro minuti. Nonostante i cinque persi per i soccorsi (si fa per dire!) ad Arcolai e le altrettante sostituzioni del secondo tempo (30”ognuna). Poi, negli spogliatoi, Baldarelli si affida al solito rituale delle scuse. Ma Cicchi non le apprezza e lo manda a quel paese a chiare lettere. A rimetterci, alla fine, siamo noi, inutilmente in attesa dell’intervista al DS biancorosso, nel freddo gelido e nell’oscurità dello stadio di Urbania.

GIU’ LE MANI DA TARTABINI (+)  Tre volte Pagliardini gli è sfuggito. Salvo la prima – rasoterra a fil di montante – le altre due circostanze sono state letali. Il giovanissimo terzino biancorosso ha indubbiamente responsabilità, tradito dalle sue splendide sovrapposizioni all’irresistibile Piergallini, sull’out di destra, e quindi inevitabilmente in affanno/ritardo nella fase di recupero. Però la sua posizione in campo avrebbe meritato miglior lettura dalla panchina biancorossa, soprattutto quando il più pericoloso attaccante dell’Urbania (Pagliardini, per l’appunto) è stato dirottato da Baldarelli sulla fascia mancina, con l’evidente obiettivo d’incrociare il più inesperto dei difensori avversari (16 anni). Dopo il gol di Cacciatore, forse sarebbe stato anche il caso di sostituirlo con Massetti. Ma non c’era un ’94 a disposizione, salvo il terzo portiere Ortenzi. Si sarebbe dovuto quindi ricorrere ad un doppio cambio (Ortenzi/Martinelli, Massetti/Tartabini). Scelta difficile, che però non si sarebbe neanche proposta se, negli ultimi tempi, non si fossero perse le tracce di Donzelli (ma è ancora infortunato?) e di Traini, un altro diciassettenne tuttavia non privo di esperienza per i suoi recenti trascorsi nella Sangiustese.

PARTENZE (-) Romanski andrà in prestito al Tolentino. Era stato richiesto anche dalla Civitanovese ma ha scelto la società cremisi per motivi di studio (frequenta un istituto scolastico locale). Sembra che sia stato lo stesso giocatore a richiedere il trasferimento, ritenendosi chiuso dagli ultimi arrivi alla Maceratese e comunque relegato ad un ruolo marginale. Un po’ di pazienza in Romanski non avrebbe guastato. Però attenzione a non dimettere il vivaio biancorosso. Ancora si ricordano i tempi della gestione Malavolta, brillantissima per altri versi.

LA SINGOLARITA’ DI TROLI  In lista di svincolo, insieme a De Marco (già ufficializzato alla  Truentina), in conseguenza dell’ingaggio di Orta, ieri ad Urbania è stato utilizzato in extremis per la contrattura subita da Benfatto nel riscaldamento pre- partita.
Una discreta prestazione (+), che già di per sé avrebbe meritato qualche riflessione sul suo futuro che ora torna a tingersi decisamente di biancorosso, in seguito al grave infortunio di Arcolai. Non tutte le disgrazie vengono per nuocere. Almeno per lui.



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