Maxi operazione antidroga
Controlli anche a Camerino

In manette venti persone fra Toscana, Lazio, Abruzzo e Marche, regione più coinvolta soprattutto nel Fermano. Il traffico di stupefacenti assicurava alla banda introiti per circa 4 milioni di euro al mese
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guardia-di-finanzaLa Guardia di finanza di Ascoli Piceno ha sgominato un’organizzazione criminale italo-albanese dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti. Venti gli arresti eseguiti, fra Toscana, Lazio, Abruzzo e Marche dove, oltre a diverse località del Fermano, è stata interessata anche la città di Camerino.

Il blitz è scattato all’alba in diverse località, in particolare del Fermano: oltre che ad Ascoli e Fermo, Pedaso, Porto San Giorgio, Porto Sant’Elpidio, Monte Urano (queste ultime tutte in provincia di Fermo), Mentana (Roma), Sulmona (L’Aquila), Castiglione Messer Raimondo, Giulianova e Roseto degli Abruzzi in provincia di Teramo, Castelfiorentino (Firenze) e Camerino.

Le indagini, coordinate dal procuratore di Fermo Andrea Vardaro e dal sostituto Daniela Iolanda Chimenti, erano partite all’inizio del 2010 concentrandosi su un italiano che, per conto di albanesi residenti lungo il litorale fermano, si recava spesso nel nord Italia per rifornirsi di ingenti quantitativi di cocaina (diversi chilogrammi) destinati ai mercati locali di Ascoli e Fermo. 

Da qui è iniziata un’intensa attività investigativa – supportata anche da indagini tecniche, audiovisive e informatiche – che, dopo l’identificazione di 500 consumatori abituali, ha permesso di ricostruire la struttura e i ruoli del sodalizio criminale, composto da albanesi e italiani, tra cui anche tre donne, che movimentava settimanalmente 25 kg di eroina e 5 kg di cocaina, provenienti, rispettivamente, dall’Albania e dall’Olanda.

La droga veniva quindi affidata a una fitta rete di spacciatori, che assicurava alla banda introiti per circa 4 milioni di euro al mese. L’operazione, ribattezzata Shqiptar, ha avuto un primo risultato nel novembre scorso, con l’arresto, in un’area di servizio dell’A14, nel tratto autostradale elpidiense, di due trentacinquenni di Porto Sant’Elpidio – l’italiano D.R.S. e l’albanese G.D. – trovati in possesso di oltre 3 kg di eroina, nascosta in un’intercapedine ricavata sotto il sedile posteriore di un’utilitaria.

La droga, una volta tagliata, avrebbe consentito il confezionamento di circa 40.000 dosi. Successivamente, le fiamme gialle avevano sequestrato circa 520 grammi della stessa sostanza stupefacente, nascosti da G.D., prima dell’arresto, in un altro luogo ritenuto sicuro. Venti le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Fermo Sebastiano Lelio Amato e 25 le perquisizioni eseguite nel contesto del blitz, coordinato dalla Direzione centrale per i Servizi antidroga del ministero dell’Interno.



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