Piano scolastico provinciale:
“Voto gravemente insufficiente per la Giunta Pettinari”

Per Capponi e Agostini "dopo un anno di commissariamento, sarebbe servito al sistema scolastico maceratese, un vero piano di sviluppo"

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Da Franco Capponi (capogruppo Ppe in provincia) e Nazareno Agostini (capogruppo Pdl in provincia) riceviamo:

Quello che la maggioranza di sinistra al Consiglio Provinciale di Macerata ha imposto a colpi di maggioranza e senza ascoltare le proposte dei moderati, ne’ dei Sindaci di tutti gli schieramenti, è un piano scolastico largamente incompleto, lacunoso e visto che parliamo di scuola, con voto gravemente insufficiente. Con un blitz finale, il PD, con l’avallo dell’UDC, ha corretto con la penna rossa la delibera di Giunta, sconfessando l’assessore Lippi che aveva acquisito anche il parere della Conferenza delle autonomie, introducendo in modo estemporaneo cinque nuovi corsi di studio (Ottica a Matelica, Scienze applicate a San Ginesio, Produzione a Corridonia, Macerata e Civitanova) e se qualcosa puo’ anche essere condivisibile questo  ignora e mortifica completamente le proposte delle altre scuole che evidentemente non hanno avuto pari dignità ai loro occhi.

Dopo un anno di commissariamento, sarebbe servito al sistema scolastico maceratese, un vero piano di sviluppo ma, malgrado le continue sollecitazioni del PDL, iniziate fin dal mese di luglio scorso,la Giunta Pettinarisi è mostrata sorda, cocciuta e insensibile ad ogni ragionevole richiamo, negando l’accoglimento di proposte di estremo valore per le famiglie e le imprese. Il risultato finale è un piano scolastico estremamente carente, che non tiene conto delle vocazioni territoriali e giustifica sovrapposizione di indirizzi di studio. Un piano che non considera l’istruzione superiore come un anello della filiera formativa che si sviluppa con gli ITS, le Università, la formazione professionale, l’apprendistato ed il lavoro. Un piano che non si coordina con il piano provinciale dei trasporti pubblici, non valuta la saturazione dell’utilizzo degli edifici scolastici, la rispondenza alle norme e l’agibilità delle aule, non sostiene l’offerta formativa nelle pluriclassi di montagna, non valuta la tendenza dei flussi della popolazione scolastica negli ambiti territoriali e nelle zone limitrofe ad altre province, non evidenzia le carenze degli spazi per la pratica sportiva. Ancor più grave è che non sono stati tenuti in considerazione gli studi e le necessità mostrate dalle associazioni di categoria e dalla Camere di Commercio riguardo alle professioni emergenti e introvabili, ne le indicazioni sul mercato del lavoro, provenienti dai tre centri Provinciali per l’impiego. Come se non bastasse, il piano non integra l’offerta delle scuole statali con quelle paritarie, mette in atto una penalizzazione, attraverso la riduzione delle autonomie scolastiche, ove sarebbe stato possibile intervenire diversamente come a Macerata e a San Severino, nega l’opportunità di aprire una sede del Liceo delle scienze motorie e blocca definitivamente ogni speranza di apertura del Liceo musicale di Recanati, dopo anni di dure battaglie. Le non scelte mettono a rischio di doppia futura razionalizzazione di alcune scuole lasciate con numeri sottosoglia come Appignano (460 studenti, quando il limite minimo stabilito dalla legge 111/2011 è di 1000). Viene ignorato il ruolo del Convitto Nazionale, con le centinaia di ragazzi che in esso studiano, trascurando un servizio sempre più utile a molte famigle. Come pure non vengono valorizzati i servizi offerti dai convitti dell’Agraria di Macerata e dell’Alberghiero di Cingoli; vengono valutate con superficialità e bocciate le richieste di sviluppo avanzate da diverse scuole, come ad esempio l’ITI di San Severino e il Professionale di Corridonia. Non viene sostenuto adeguatamente l’alberghiero di Cingoli con l’assoluta contrarietà a qualsiasi nuova apertura nelle Provincie limitrofe, ne rinnovata la richiesta di istituzione del Centro Provinciale per l’istruzione degli adulti. Tutta l’area montana e pedemontana viene lasciata nel limbo, non avendo il coraggio di sostenere quello che è ragionevole e possibile mantenere. Vengono pertanto fatte permanere in situazioni di criticità e senza risposte il Tecnico di Camerino, il Professionale di Sarnano, il Professionale di Matelica, l’IIS di San Ginesio, il Liceo artistico di Macerata, il Liceo classico di Macerata.

Insomma, un piano che non ha precise linee guida, ne obiettivi prefissati, un piano burocratico, ma che ha tutte le potenzialità per produrre i suoi danni futuri. Per questi motivi il PDL ha fortemente criticatola Giunta Pettinari, anche per la sua incapacità di mettersi in gioco nel voler sostenere la scuola maceratese nella costruzione di un vero piano dell’offerta formativa di livello provinciale, investendo risorse proprie a sostegno dell’autonomia scolastica. Tutte bocciate le proposte costruttive presentate del Pdl, tendenti a migliorare l’atto presentato: costituire una commissione di studio e approfondimento, aprire una sede del Liceo musicale, aprire una sede del Liceo delle scienze motorie, scongiurare la chiusura del Convitto Nazionale di Macerata, tutelare le scuole dall’apertura di indirizzi di studi nelle province limitrofe, chiedere alla Regione l’apertura dell’Istituto Tecnico Superiore per il Turismo.

Il voto finale contrario del PDL è stato conseguente a quanto sopra esposto, ma la battaglia proseguirà ora in Consiglio Regionale. 



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