Maceratese, beata gioventù

SOMMA ALGEBRICA - Eclizietta, Romanski e Donzelli rischiano la febbre per le interviste post gara di Montecchio
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di Enrico Maria Scattolini

ATTACCO A RAFFICA (+) Un set a zero domenica l’altra, all’Helvia Recina, con la Fortitudo Fabriano; un poker secco ieri a domicilio del Montecchio, contro il Real.
Realizzano anche i difensori (Donzelli). Va a finire che, prima o poi, ci riuscirà pure Carfagna che, in carriera, è andato tre volte a segno nella porta avversaria.

MONTECCHIO Vs.. MACERATESE è iniziata con oltre venti minuti di ritardo (-) per permettere ad un giocatore locale (Bertinelli) di recuperare il suo documento di identità, lasciato a casa. Lo smemorato abita a Gubbio e questo ha costretto il padre, avvertito nelle primissime ore del pomeriggio, ad un precipitoso viaggio dall’Umbria alle Marche. Immagino il problema di coscienza dell’arbitro, che ,utilizzando la sua facoltà di poter protrarre l’avvio del match sino ad un massimo di 45 minuti (ma avrebbe potuto anche non farlo), ha consentito il prezioso…soccorso paterno sicuramente per non infierire su un Montecchio già privo di diversi titolari, quattro dei quali squalificati.

I NIPOTINI (+) Sala stampa rimediata ai bordi del campo dello “Spadoni” di Montecchio. Freddo gelido e gran fretta di andarsene, soprattutto da parte mia e del fido cameraman Franco Monachesi. Mi affido alla cortesia di Labombarda, efficientissimo addetto stampa della Maceratese, per accelerare i tempi delle interviste del dopo partita, non prima però di aver sollecitato la presenza dei tre under maceratesi, due dei quali (Donzelli e Romanski) autori della  metà del bottino biancorosso. Monachesi non fa in tempo ad  attivarsi che i due  ragazzi ed Eclizietta sono davanti alla telecamera, ancora fradici di sudore per avere rimandato la doccia, e stanchi di fatica. Cicchi mi guarda brutto perché c’è il rischio incombente del raffreddore; io prudentemente evito di incrociarlo, anche per     nascondere il mio turbamento di anziano davanti alla dolcezza di questi…..nipotini che hanno compreso come sia meglio che il loro nonno (putativo) se ne torni a casa il più presto possibile.

Nikola Olivieri

NIKOLA OLIVIERI (n.g.) Come si chiamano gli abitanti di Martinsicuro? Martinsicuresi? Confesso la mia ignoranza, alla quale però prometto di porre subito rimedio perché la colonia abruzzese sta crescendo a vista d’occhio. Ultimo…adepto Nikola Olivieri, montenegrino di nascita ma martinsicurese (?) d’adozione. Va ad aggiungersi a Di Fabio, Carfagna, Carboni e Massetti. Che non sono pochi; ma tutti bravi! Altrettanto si spera dell’ultimo arrivato. Anni fa addirittura capitano della nazionale italiana di serie C. (Qualche malalingua, che non manca mai anche quando si è in cima alla classifica, sostiene che l’amicizia del gruppo sia cementata anche dalla comune appartenenza ad una locale squadra di “calcetto” che ha naturalmente in Di Fabio il leader).

CAVALIERE BIANCO O ….”CANARINO”?  Sembra che un imprenditore pesarese sia disposto a dare una mano alla Fermana (+), l’unica squadra che, allo stato, sta tenendo botta alla Maceratese. Avrebbe infatti l’intenzione di rilevare gli impegni economico-finanziari dell’attuale proprietà toscana, dal momento che pare accantonato, almeno per ora, l’arrivo alla società “canarina” del presidente del San Marco/Servigliano. Il passaggio delle consegne si verificherebbe entro fine anno. Meglio! Così almeno la Maceratese avrà un avversario tosto.

BASTA CHIEDERE (-) Ultimissime battute di Maceratese–Fossombrone, partita di Coppa Italia di mercoledì scorso all’Helvia Recina. I biancorossi conducono per 3-1 e quindi con una differenza reti non esaltante ma tale di tenere viva la speranza di accesso alla finale regionale, comunque condizionata dal match di questa settimana fra i pesaresi e la Biagio Nazzaro. Cross in area locale a conclusione di un attacco degli ospiti. Traini – come poi chiaramente confermato dalla ripresa televisiva – ribatte di testa; i giocatori pesaresi urlano invece al rigore ed alzano le braccia al cielo (illuminato dalla luce artificiale) a supporto delle loro proteste per un presunto fallo di mano del giovane difensore maceratese. L’arbitro li osserva prima sorpreso, ma poi, confortato anche dall’assenso del suo primo assistente, interessato all’azione (il guardalinee Camela, fermano, ma guarda un pò?) concede il penalty. La conversione di Cinotti, dagli undici metri, seppellisce le speranze di qualificazione dei biancorossi ed alimenta, al contrario, quelle dei pesaresi.
I quali hanno saputo chiedere, anche senza bon ton…



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