Rifondazione Comunista su Smea-Cosmari: “Persone più preparate per seguire la trattativa”

I componenti del partito accusano la politica di incapacità e chiedono le dimissioni del cda del consorzio
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smea_lavoratori1-300x224Sono ormai scaduti i venti giorni che l’amministrazione  comunale e il Cosmari si erano riservati per verificare la fattibilità economica di una serie di interventi che avrebbe reso possibile la chiusura della trattativa per l’acquisto della Smea da parte del Cosmari (leggi l’articolo). Al momento da nessuno dei due soggetti coinvolti arrivano notizie ufficiali sull’esito delle verifiche effettuate in questi giorni. Intanto  interviene sul tema Rifondazione Comunista:

«Abbiamo mantenuto il più stretto silenzio – scrivono in una nota –  per questo lunghissimo periodo della estenuante trattativa che doveva concludersi con l’acquisizione della Smea da parte del Cosmari. Parliamo all’imperfetto sì, perchè oramai, a quanto trapela, l’ultima puntata che ci sarà lunedì prossimo con l’Assemblea del Cosmari non sarà piacevole per il futuro dei cittadini della nostra provincia. Verrà ratificato infatti, con tutta probabilità, il fallimento di questa trattativa con la conseguente seria possibilità che il ciclo integrato dei rifiuti ( raccolta + smaltimento ) non resti più in mano pubblica. Quest’ultimo era l’obiettivo che tutti i partiti maggiori che tengono in mano le redini del Cosmari si erano dati sbandierandolo sui giornali come slogan, salvo poi non far seguire con delle azioni concrete quanto detto, nel pieno stile della vecchia politica.
smeaI Sindaci, dal canto loro, già in Aprile si erano espressi chiaramente dando mandato al CDA del Cosmari di chiudere la trattativa sulla base della stima e del valore che già allora erano noti. Linea di indirizzo confermata poi nei mesi successivi sempre tramite votazione in assemblea. Durante tutti questi mesi però, c’è stato sempre qualche ostacolo, qualche nuovo elemento di valutazione ( nuovo solo in apparenza però, in quanto era già tutto noto contrariamente a quel che si dice ) in modo da prolungare la trattativa e presumibilmente farla fallire proprio come sta avvenendo.
Personaggi politici che con questa vicenda non c’entravano nulla ( Franco Capponi ), hanno provato ad influenzare gli orientamenti ed a mettere il cappello politico alla questione con il risultato di porre al Comune di Macerata delle condizioni impossibili da accettare in modo da scaricare pubblicamente su Macerata il peso del fallimento. Ha ragione l’ex sindaco Giorgio Meschini quando su queste colonne ha affermato due settimane fa che è ora di finirsela col prendere in giro i cittadini ed ha inoltre posto delle precise riflessioni di merito sul perchè questa trattativa doveva chiudersi positivamente e subito. Non ci si può nascondere dietro una maggiore spesa di euro 220.000 sostenuta per gli stipendi delle figure apicali Smea, quando si spendono oltre 1.700.000 per portare i rifiuti fuori provincia proprio per una mancanza di decisioni della politica . E’ la mancanza di coraggio nelle scelte che fa lievitare i costi che poi ricadono puntualmente sui cittadini!
Pensiamo che gli attori principali di questa trattativa debbano fare un passo indietro, responsabilità e serietà politica vorrebbe che il CDA del Cosmari si dimetta in toto in quanto ha disatteso gli indirizzi che l’Assemblea gli aveva dato. Bisogna rasserenare gli animi e dare mandato a nuove persone, più serie e preparate, di riprendere la trattativa. Non c’è più un minuto da perdere. Altrimenti se la Smea finisse in mani private, i suoi dipendenti avrebbero probabilmente salvaguardato il proprio posto di lavoro, ma nessuno pensa che poi, con la probabile fine dell’esperienza del consorzio pubblico dei rifiuti in provincia di Macerata, esempio unico e vantato in tutta Italia, che fine farebbero tutti i dipendenti Cosmari? Ecco allora che tutti i proclami fatti dalle forze politiche sulla preoccupazione di salvare il futuro degli operai e delle loro famiglie suonano oggi più che mai come scatole vuote. Purtroppo in questa vicenda rischiamo una volta in più di certificare l’assoluta incapacità di una certa politica, e di certi politicanti, ad avere una visione di lungo periodo e di prendere decisioni per il bene dei cittadini».



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