Sciopero generale nel pubblico impiego
Le rivendicazioni della Uil

Venerdì la manifestazione a Roma. Situazione particolarmente allarmante nella scuola: 3mila e 500 posti scomparsi nelle Marche, a Macerata ci sono classi con 40 bambini e le strutture sono vecchie

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Antonella Marino, Paolo Stronati, Roberto Broglia

di Lucia Paciaroni

Rilancio della contrattazione integrativa, soluzione al problema del precariato, riduzione dei costi della politica e burocrazia e razionalizzazione e qualificazione della spesa pubblica. Sono questi alcuni degli obiettivi che spingono la Uil ad indire uno sciopero, venerdì 28 ottobre, alle 9,30 in piazza dei Santi Apostoli a Roma.

Si vuole difendere il pubblico impiego e i toni sono esasperati ed arrabbiati, tutti nella stessa direzione, quella di dire “facciamola finita”. Questo pomeriggio si è tenuta una conferenza stampa con i rappresentanti Uil Scuola, UILPA e Uil Fpl per sottolineare la situazione.

“E’ uno sciopero simbolico e propositivo per mettere l’accento sul valore del lavoro marino_stronati pubblico” ha detto Antonella Marino, della segreteria Uil Fpl, che ha elencato le dieci proposte per una amministrazione pubblica forte e garante dei diritti di cittadinanza. Tra le richieste avanzate, anche quella di meno tasse per il lavoro pubblico, la riorganizzazione degli ambiti territoriali delle amministrazioni locali e della sanità, l’attivazione di un tavolo di confronto sulle relazioni sindacali con il Governo e le associazioni degli enti locali, un’alleanza con gli amministratori locali, lavoratori e cittadini e il reale avvio della previdenza complementare. E ancora, “non possiamo accettare le sperequazioni in materia previdenziale, quindi venerdì riaffermiamo le nostre vertenze su tfr, tfs e lavori usuranti”. broglia

“Le riforme ci vogliono, ma a pagare non devono essere sempre gli stessi – ha sottolineato Roberto Broglia, segretario provinciale della Uil – Il ministro Brunetta deve mirare meglio l’obiettivo, non sui poveri impiegati da mille e duecento euro al mese. Sui costi della politica, da destra a sinistra, nessuno ha fatto niente”.

Paolo Stronati, Uil Scuola, ha evidenziato “la situazione allo stremo”. “Negli ultimi tre anni – ha affermato – sono scomparsi 132 mila posti di lavoro e nelle Marche 3 mila e 500. Vuol dire che in questo Paese la scuola non è centrale e si va a colpire la cultura. A Macerata ci sono classi con quaranta bambini, così non si fa attività didattica. Inoltre molte strutture sono vecchie e fatiscenti”. Ed ha aggiunto: “Brunetta si dovrebbe preoccupare di altre cose, le visite fiscali sono costate 70 milioni di euro, soldi che in questo momento potevano essere spesi diversamente”. I problemi nella scuola sono tantissimi, come “la questione della sicurezza”, “i contratti per i supplenti che non hanno la certezza della retribuzione immediata” e situazioni di scuole “dove i genitori fanno la paolostronati   colletta per comprare la carta igienica”. “Ma dove siamo arrivati?” ha detto Stronati, spiegando anche che “se un dirigente dell’ufficio scolastico rimane entro certi budget previsti dal Governo, ha diritto ad un premio da 25 mila euro in sù”.

“Sciopera una categoria specifica, il cui contratto è bloccato fino al 2014, ma dall’ultima riunione dell’esecutivo sappiamo che tentano di portarlo al 2017 – ha sottolineato Paolo Paoletti, della UILPA – Non siamo noi i colpevoli di tutta la crisi, dire che siamo i responsabili di tutti i disastri è veramente eccessivo”. Tra le categorie che comprende la Uil, anche la polizia penitenziaria e su questo Paoletti ha detto: “C’è un grandissimo disagio e faremo qualcosa per la situazione a Camerino”.

“Sono importanti le iniziative del sindacato e sarebbe un bene ritrovare ragioni unitarie per scioperare tutti insieme” ha concluso Stronati.

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Paolo Paoletti

 



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