Chiusa l’operazione “Balcone Bianco”
Scacco alla rete della droga

Undici uomini arrestati e moltissime denunce per un traffico di sostanze stupefacenti tra Cingoli, Apiro, Jesi, Macerata e la costa
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carabinieri_palumbo_baglioni_tavanti-3-300x199di Alessandra Pierini

Cingoli è il balcone delle Marche per la sua posizione privilegiata dalla quale si può godere di un panorama strepitoso su tutta la Regione ma proprio la sua morfologia ne caratterizza la vita sociale  e connota l’area interna di Cingoli e Apiro come luogo ideale per commettere reati destinati a restare impuniti, almeno nell’immaginario di malviventi, spacciatori e loro utenti i quali, però, negli ultimi giorni hanno dovuto ricredersi. Proprio ieri, infatti, si è conclusa l’operazione dal nome evocativo “Balcone bianco” che, durata un anno e  condotta dalle stazioni dei Carabinieri di Cingoli e Apiro con il coordinamento e la collaborazione  del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Macerata, ha portato a interrompere i canali fondamentali per il narcotraffico che, nella zona attira un sodalizio criminale di rilevanza. L’indagine ha portato all’arresto di 11 persone, al sequestro di 2 etti di hashish, un etto di cocaina e un chilo di marjiuana.

carabinieri_palumbo_baglioni_tavanti-5-300x199«L’idea  – ha spiegato il Capitano Tullio Palumbo – di iniziare l’attività investigativa e antidroga a Cingoli e Apiro è nata nell’estate del 2010 per l’insorgere inquietante di un giro di stupefacenti e per le segnalazioni di mamme che avevano notato nei loro figli dei comportamenti insoliti. L’aumento di incidenti stradali  e di piccoli reati ci hanno fatto pensare al consumo di sostanze allucinogene. Abbiamo quindi iniziato l’attività informativa per stabilire collegamenti tra soggetti e gruppi e il quadro che si è delineato è apparso subito desolante. L’area si presta ad attività criminale perchè la vastità del territorio dà la falsa consapevolezza di non essere controllati, inoltre i cingolani tendono a frequentare la Vallesina, zona in continuo fermento delinquenziale».
L’attività investigativa ha portato nell’agosto del 2010  all’arresto di G.Q di Apiro e R.P. di Cingoli (vengono rese note solo le iniziali) ai quali sono stati sequestrati 50 grammi di cocaina, bilancini di precisione e materiale per il confezionamento della droga. In questa fase si è delineata la pratica della cessione di stupefacenti a credito che portavano poi a successive richieste di denaro e in alcuni casi a minacce di morte verso soggetti connessi tra di loro da un consolidato sistema di circolazione di stupefacenti.

carabinieri_palumbo_baglioni_tavanti-2-300x204Proprio per estorsione, nei confronti di G.Q. che a sua volta ha tentato l’estorsione ai danni di R.P., è stato arrestato un uomo albanese residente a Ancona (P.U. le sue iniziali), colto in flagranza di reato, mentre è stato denunciato D.P.A.M. di origine senegalese, residente a Castelbellino, vicino Jesi. In questo modo è stato bloccato il canale di rifornimento dell’anconetano ma a questo punto i  consumatori di Apiro e Cingoli hanno fatto riferimento al canale della costa maceratese. In questa fase le minacce di morte nei confronti degli spacciatori della zona si sono intensificati e grazie alle segnalazioni e all’attività di controllo, i Carabinieri hanno arrestato lo scorso aprile il napoletano M. F., residente a Porto Recanati, F. M. di origine albanese e residente a Porto San Giorgio e L.N. , di orgine albanese e residente a Porto San Giorgio. Gli uomini dell’arma hanno sequestrato in quella occasione anche 1000 euro in contanti frutto di precedenti vendite di cocaina.

carabinieri_palumbo_baglioni_tavanti-4-300x199Penetrato il sistema e trovato il punto debole della rete degli stupefacenti , i Carabinieri  hanno arrestato tra agosto e settembre L.R. , 31enne di Cingoli al quale è stato sequestrato anche un grammo e mezzo di cocaina, M.C., 34 anni, anche lui di Cingoli, che deteneva anche 37 grammi di marjiuana e bilancini di precisione, D.F., maceratese di 42 anni al quel sono stati sequestrati 200 grammi di hascish che si teneva addosso e un chilo di marjiuana che nascondeva in casa (e che era destinata a Cingoli e Apiro) con bilancini di precisione e materiale per il confezionamento e M.C. 41enne di Civitanova.
Sono stati denunciati anche gli acquirenti E.G. di origine albanese ma residente da anni a Cingoli, L.D. di Apiro, P.M. di Treia ed E.C. di Corridonia. Nella stessa fase 15 soggetti sono stati deferiti in stato di libertà. Si tratta di E.M., A.P., D.M., M.C. (nato a Macerata) e M.C., J.R., M.T. ed  E.C., tutti residenti ad Apiro, K.A. nato a Durazzo e residente ad Igea Marina, E.G. nato in Albania e residente a Cingoli, D.C., pugliese, D.B. nato a Cingoli e residente a Macerata, L.D. nato a Jesi e residente ad Apiro, D.T. nato a Matelica e residente a Poggio San Vicino i quali sono stati ritenuti responsabili di attività di spaccio commesse tra Cingoli, Apiro, Macerata, Civitanova e Porto Recanati tra luglio 2010 e agosto 2011. Molti dei denunciati sono insospettabili e hanno età compresa tra i 25 e i 30 anni.

carabinieri_palumbo_baglioni_tavanti-1-300x199Ieri mattina intorno alle 6, nei confronti di questi stessi soggetti, sono scattate le perquisizioni, atte a chiudere il cerchio e denunciare i soggetti “satellite” che hanno visto impegnati, coordinati dal Nucleo radiomobile di Macerata, 45 uomini dell’arma e le unità cinofile. L’operazione ha portato all’arresto di M.T. di Cingoli, classe 1976
. Sono stati invece deferiti come assuntori di sostanze stupefacenti L. D. di Apiro trovato in possesso di 4 grammi di hashish, J.R di Grottaccia di Cingoli, trovato con 3 grammi di hashish e D.T. di Apiro che aveva con sè dei semi di marjiuana. «E’ stata – ha sottolineato il capitano Palumbo – un’attività svolta principalmente dalle stazioni e questo testimonia la nostra forte presenza sul territorio».

(Foto di Guido Picchio)

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