Il presidente della Provincia di Macerata, Antonio Pettinari, ha inviato al Consorzio di Bonifica del Musone, Potenza, Chienti, Asola e Alto Nera, una formale richiesta di sospensione dei “ruoli di contribuzione” per la manutenzione e sistemazione dei fossi (il cosiddetto reticolo idraulico minore) emessi dallo stesso Consorzio a carico di circa 40mila utenti, la cui prima rata è in scadenza il prossimo 31 ottobre.
La lettera, che era stata preannunciata nel corso di una conferenza stampa svoltasi nei giorni scorsi in Provincia (leggi l’articolo), è stata spedita per conoscenza anche al presidente della Regione Marche, Spacca e all’assessore regionale all’agricoltura, Petrini. Il presidente Pettinari ricorda che le procedure amministrative dirette a valutare il Piano di riparto per l’anno 2010 predisposto il 20 giugno scorso dal Commissario straordinario del Consorzio, Claudio Netti, sono state appena avviate e che solo all’eventuale approvazione del Piano stesso da parte dell’Amministrazione provinciale si configurerebbe l’esatto ammontare dei contributo dovuto da ciascun utente in base all’effettivo beneficio ricavato dall’attività consortile.
Il Consorzio di Bonifica, invece, avvalendosi di una norma contenuta nella L.R..13/1985, ha ritenuto di poter emettere i ruoli di “contribuenza” nei confronti dei potenziali utenti, “rinviando ad un successivo conguaglio la compensazione dei costi imputati, in base al necessario calcolo degli indici di beneficio a vantaggio di ciascuno dei fondi rurali considerati”.
Nella sua lettera il presidente della Provincia ricorda che “da svariati anni, le disposizioni regionali, hanno, di fatto, bloccato l’emissione indistinta dei ruoli” e quindi – sostiene Pettinari – “ragioni di opportunità avrebbero dovuto consigliare una maggiore cautela posto che, in tale fase, non si è ovviamente in grado di apprezzare la consistenza effettiva dei singoli benefici, con il rischio, quindi, di tramutare i costi delle attività (del Consorzio ndr) in una generalizzata tassazione a carico dei proprietari consorziati”.
Il presidente della Provincia sottolinea che attraverso un preventivo confronto con l’Amministrazione provinciale sarebbe stato possibile individuare e circoscrivere territorialmente gli interventi necessari, potendosi attivare peraltro anche diverse risorse economiche, come ad esempio quelle derivanti dal Programma di Sviluppo Rurale. Una simile procedura, secondo Pettinari, avrebbe garantito una più rapida attivazione delle misure di intervento, con conseguente individuazione dei benefici ed avrebbe evitato situazioni di allarme sociale, legate al timore di una indifferenziata imposizione. Non ultimo, avrebbe permesso di raccordare le attività del Consorzio a quelle di competenza dei privati e a quelle di competenza degli enti territoriali “riguardanti la prevenzione e la risoluzione delle problematiche riguardanti la salvaguardia del territorio dai fenomeni di dissesto idrogeologico ed idraulico”
La nota del presidente si conclude con la richiesta di sospensione dei “ruoli esattoriali”, sia per le osservazioni fatte dalla Provincia, “sia in attesa di un dovuto approfondimento delle suddette questioni in sede regionale”.
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Visto che l’acqua fa lama’ li fossi, perché non tassare anche i saltafossi?
sarà anche il caso di scrivere ad Equitalia che ha emesso le cartelle con addebito automatico sui propri conti correnti….! Non penso che lo possa fare ogni contribuente! I poveri pensionati, soprattutto quelli dell’entroterra maceratese, che non leggono (perchè non possono) i quotidiani che, preoccupati da Equitalia, si sono precipitati agli Uffici postali ed hanno quindi pagato, chi li rimborserà? Troppo semplice agire dopo….forse non era meglio prima…!?!?!
la tassa sui fossi… stiamo leggendo ignazio silone?
Ciao, ma alla fine che bisogna fare ? Bisogna pagare o no? Anche perchè scade a fine mese. Ciao
Pettinari ritiri o congeli la delibera “E’ illegittima la tassa sui fossi” emessa dal Consorzio di Bonifica ma la Provincia ha dato il via libera e approvato il piano di Classifica.
Il Consorzio di Bonifica del Bacino del Musone, Chienti, Potenza, Asola e Nera non ha alcun diritto di imporre tasse di bonifica ai circa 40.000 Agricoltori e proprietari di fondi a vario titolo che hanno aziende o immobili nella Provincia di Macerata e parte in quella di Ancona. Questo sostengono Franco Capponi e Francesco Massi. Dalla loro, la giurisprudenza di cassazione, che si e’ espressa gia’ in tal senso, secondo la quale tasse del genere possono essere richieste solo in presenza di effettive migliorie e solo a coloro che di tali migliorie hanno usufruito. Due concetti per capire: la tassa è il tributo versato da un privato a un ente pubblico per un servizio erogato dietro una precisa domanda (ad esempio la tassa per la raccolta dei rifiuti, quella per l’occupazione del suolo pubblico). Si distingue dall’imposta per il fatto che quest’ultima è obbligatoria e non ha alcuna relazione con l’espletamento di un’attività o un servizio da parte dell’ente pubblico.
Il Consorzio di Bonifica ha inviato invece a 40.000 ditte catastali un tributo (senza alcun preavviso o comunicazione, nessuna consultazione e supponendo che la somma richiesta corrisponda a un servizio). Il tributo viene richiesto ai proprietari degli immobili di qualsiasi natura (terreno o fabbricato) che ricadano nel comprensorio di bonifica, ipotizzando che l’attività di bonifica svolte dal consorzio produca un beneficio alle aziende agricole. Il sottoscritto – afferma Capponi – in qualità di Presidente della Provincia di Macerata aveva gia’ bocciato questa pretesa con la D.G.P. n. 237/2010 approvando la spesa consortile del Consorzio di Bonifica limitatamente alla parte afferente la gestione delle opere di natura irrigua (terreni irrigui serviti dal Lago di Castreccioni realizzato dal Consorzio) con esclusione della sezione relativa al “Monitoraggio e la manutenzione dei fossi di IV categoria e di quelli non classificati” (pag. 37 e ss. Piano di Classifica). L’art. 18 della Legge Regionale 16/2010 inopinatamente introdotto dal centrosinistra non supera la valutazione che precedentemente le Provincie avevano espresso e cioe’ che gli interventi di monitoraggio e di manutenzione dei fossi di IV categoria e di quelli non classificati, costituiscano opere di natura idraulica e non siano riconducibili alle opere di bonifica di natura né idraulica né irrigua. In merito a tale aspetto, dall’analisi dei contenuti del Piano si evince che le opere afferiscono principalmente alla manutenzione degli alvei dei corsi d’acqua per cui sembra potersi propendere per la natura idraulica pubblica delle stesse.
Fatte queste premesse, la riflessione è d’obbligo. Trattandosi di un concessionario pubblico delle funzioni di difesa del suolo, le attività del consorzio vanno a vantaggio non solo dei proprietari di immobili, ma della generalità dei cittadini: di conseguenza, la tassa dovrebbe gravare su comuni e provincia, tanto più che fino ad oggi non è stato procurato alcun beneficio specifico nei confronti dei singoli immobili. Altra ragione di illegittimità riguarda la misura del tributo, che prende in considerazione la rendita catastale dei fabbricati e non gli eventuali benefici diretti di una determinata area e sarebbe auspicabile un ritiro di tutte le cartelle senza gravare le aziende di ulteriori oneri per ricorsi alla Commissione Tributaria.
Largo ai ricorsi allora a cui si stanno apprestando tutti gli agricoltori?? Speriamo di no dice Capponi: Pettinari potrebbe congelare in autotutela la delibera approvata dal Commissario Prefettizio che ha retto la Provincia per un anno e che ha dato avvio alla richiesta del tributo originariamente bloccata dalla Giunta da me guidata (con Pettinari assessore) con la D.G.P. 237/2010 e dare anche seguito alle sue affermazioni che il “Consorzio di Bonifica e’ un’ Ente inutile” affermazione palesemente in contrasto con quello che in Regione – rincara Massi – (dove l’UDC e’ al Governo) con il codicillo dell’articolo 18 della Legge 16 del 2010 (norma introdotta impropriamente dentro una legge di Bilancio Regionale) ha inteso ridare vigore ad un Ente commissariato da 6/7 anni e reintrodotto la ipotetica possibilità di emettere ruoli esattoriali agli inermi agricoltori per servizi non svolti dai Consorzi di Bonifica oramai abolite con diverse sentenze da piu’ di dieci anni. Molti agricoltori inoltre aggiungono invettive ricordando al Consorzio di non essersi mai visto in occasione delle recenti calamità e che la responsabilità per i fossi non classificati (capezzagne e fossi di scolo di confine e di natura agricola) sono gia’ loro in quanto e’ oggi obbligatoria la manutenzione con le norme introdotte sulla condizionalità e gia’ a carico degli agricoltori per avere garantito il contributo PAC (Politica Agricola Comunitaria)
Proprio oggi i capigruppo Capponi e Agostini hanno presentato un ODG. per il prossimo consiglio provinciale e chiedono il ritiro della Delibera n. 89/2011 della Provincia e l’eliminazione dell’art. 18 della legge 16 della regione marche che ha riattivato la potesta’ impositiva dei Consorzi di Bonifica.
egregi presidente se la tassa non avesse toccae le sue tasche se ne sarebbe occupato lo stesso?