di Lucia Paciaroni
La Nuova Simonelli festeggia 75 anni di attività ed è l’azienda stessa a fare un regalo al territorio marchigiano, raccontando la sua cultura, la sua tradizione e i suoi valori nel volume “Nuova Simonelli e le sue radici. Gusta un espresso e scoprirai le Marche”. Un libro che non vuol essere solo celebrativo, ma ha lo scopo di diffondere due storie che si intrecciano tra loro, quella dell’azienda leader nel settore delle macchine per caffè espresso e quella della terra a cui questa è rimasta sempre fedele.
Questa terra, le Marche, con tutti i suoi caratteri, con i suoi pregi e i suoi difetti, ha impresso un marchio indelebile nella produzione della Nuova Simonelli, azienda fondata da Orlando Simonelli nel 1936 e da sempre all’avanguardia nella produzione di macchine per caffè espresso, merito della costante innovazione di prodotto, di processo e della continua ricerca in campo tecnologico.
Questa mattina il volume è stato presentato alla Camera di Commercio di Macerata alla presenza del presidente Nuova Simonelli Spa Nando Ottavi, del vice presidente Sandro Feliziani e di Fabio Renzi, segretario generale di Symbola, fondazione per le qualità italiane. Doveva essere presente anche il suo presidente, l’onorevole Ermete Realacci, trattenuto a Roma per impegni politici. Alla presentazione c’erano anche coloro che hanno dato vita al libro con le loro parole e ricerche, come Ugo Bellesi, Giuseppe Camilletti e Alessandro Feliziani. Al volume hanno lavorato anche Franco Capponi, Massimo De Nardo e Renato Mattioni.
“Ci sentiamo ambasciatori dell’imprenditoria italiana – ha detto Ottavi nel suo intervento – Abbiamo sempre investito sul
territorio, dove riusciamo a creare i nostri prodotti con grande creatività e professionalità. Dal centro delle Marche e dell’Italia la Nuova Simonelli sa far gustare in oltre cento paesi del mondo il miglior espresso secondo la tradizione italiana”.
L’azienda marchigiana, che ha sede a Belforte del Chienti,detiene attualmente la quota del 10 per cento del mercato mondiale (il 24 per cento nei soli Stati Uniti), esportando i proprio prodotti in 113 paesi. L’82 per cento dell’intera produzione aziendale varca la frontiera italiana per giungere alle filiali in America, agli uffici commerciali in Canada, Cina, Francia e Spagna, agli oltre 800 distributori, importatori e dealer dislocati in ogni parte del mondo. Circa il 15 per cento del valore del fatturato viene destinato all’investimento: tecnologia, design e servizi al cliente sono le tre fondamentali direzioni.
“Con questo libro abbiamo voluto raccontare la storia della Nuova Simonelli attraverso le nostre origini, il nostro ambiente e la nostra cultura – ha continuato Ottavi – Volevamo un libro che parlasse del suo fondatore e degli aspetti culturali e socio-economici delle Marche”. “Le Marche possono essere assaporate anche attraverso un buon espresso” ha concluso il presidente della Nuova Simonelli.
Giuliano Bianchi, presidente della Camera di Commercio, ha sottolineato che “ci troviamo di fronte ad un’azienda che non delocalizza le fasi della propria produzione, ma che ha cervello e braccia sul territorio e ha perseguito molto bene l’obiettivo della internazionalizzazione”. E’ stato poi il giornalista Giuseppe Camilletti a parlare del lavoro che c’è stato dietro al volume di quasi trecento pagine: “Faccio prima di tutto un rimprovero perchè è stato difficile scriverlo a causa della inesistenza della cultura dell’archivio di impresa. Non abbiamo voluto fare un libro celebrativo, ma un libro che parlasse delle radici dell’azienda, ma anche dell’attaccamento al territorio, dell’uomo e del paesaggio, della creatività di squadra. Un valore aggiunto a questo volume è stato poi dato dalle splendide foto di Renato Gatta”.
Renzi, di Symbola, ha definito la Nuova Simonelli “la nuova figura del capitalismo italiano anche se ha un cuore antico” e “la dimostrazione che la qualità non è una cosa impossibile, non è una materia prima da acquistare altrove”, mentre l’onorevole Realacci ha mandato comunque un saluto elogiando un’azienda “simbolo del made in Italy” e un libro “emozionante e convincente nelle foto e nei testi, che coincide con la mia e nostra idea di Italia”, scusandosi per l’assenza dovuta alle “confuse vicende parlamentari che mi costringono a restare a Roma”.
Numerose le autorità in sala e tra i tanti presenti, è intervenuta Sara Giannini, assessore regionale all’industria. “Gran parte della produzione va nel mondo e anche chi non si può permettere una macchina da caffè, può pagare un espresso e prende così un pezzetto di Italia”. Alla fine della presentazione, è stata consegnata una targa al sindaco di Cessapalombo, Giammario Ottavi, come ringraziamento per la donazione di una macchina per caffè del 1936.
Il libro, vista la ormai prevalente clientela internazionale, è stato stampato anche in lingua inglese. E per chiudere l’anno del 75°, a dicembre, sarà inaugurato il rinnovato showroom nella sede di Belforte del Chienti, mentre a fine ottobre l’azienda lancerà sul mercato la rinnovata “ammiraglia” della propria produzione, la “Aurelia II” in occasione di Host, il salone internazionale dell’ospitalità professionale alla fiera di Milano.
(foto di Guido Picchio)
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Mentre faccio i complimenti a Nando Ottavi per questa iniziativa culturale, segnalo una nota molto simpatica nella comunicazione “L’evoluzione sociale persistenze e mutamenti” di Renato Mattioni, storico nonché opinionista del Corriere della Sera: «Se non fosse per la “vergara” staremo a pettinare le bambole».
E sempre alla fine de “Il futuro del modello marchigiano” … la crisi di fatto internazionale ha minato quest’angolo produttivo (le scarpe) nel quale il distretto viveva di grandi firme e modesti replicatori. E nella nota 21: «In una forma di cinesizzazione per cui il dipendente che si fa imprenditore copia le scarpe Tod’s o gli imbottiti di Poltrona Frau, con pochi brevetti e poca innovazione interna».
75 e piu’ di questi giorni. Complimenti a Ottavi, uomo di innata eleganza, classe e disponibilita’, che ha saputo guidare l’azienda in questi anni. In tempi in cui, gli imprenditori comprano pagine di giornale dopo anni di silenzi, lui e la sua azienda ci sono d’esempio e a noi Marchigiani ci rendono grandi nel mondo, un sincero GRAZIE!
Stefano Ciabattoni