Il ministro Roberto Maroni, atteso questo pomeriggio all’Abbazia di Fiastra, per il convegno Anfaci, è stato trattenuto a Roma in una giornata cruciale per il governo Berlusconi. Oggi infatti è stata votata alla Camera la fiducia al Primo Ministro e Maroni ha poi partecipato ad un Consiglio dei Ministri. Al suo posto sono arrivati i sottosegretari Michelino Davico e Sonia Viali.
Il convegno nazionale “Il rapporto tra il centro, la periferia e il territorio. Tensioni e visioni” che ha riunito nella nostra provincia prefetti, dirigenti e amministratori da tutta Italia, ha aperto i battenti questo pomeriggio alla presenza di tutte le autorità locali con l’obiettivo di offrire un momento di riflessione sulla sentita questione del rapporto tra centro e periferia.
Ha fatto gli onori di casa il prefetto di Macerata Vittorio Piscitelli: «Sono onorato – ha detto di ospitare i prefetti italiani 18 anni dopo l’ultimo incontro. Qui troverete un’alta qualità della vita e mi auguro che scoprirete la cordialità con cui sono stata accolta io. E’ importante – ha poi precisato, ribadendo l’obiettivo dell’iniziativa – trovare una risposta adeguata alle realtà territoriali mantenendo l’unità giuridica».
Hanno portato i loro saluti anche i sindaci di Tolentino Luciano Ruffini e di Urbisaglia Roberto Broccolo che hanno parlato di cooperazione sociale, giocando anche ironicamente sul fatto che l’Abbazia di Fiastra, luogo di pregio, si trova in un luogo in cui i due comuni si sovrappongono e del sindaco di Macerata Romano Carancini che ha sottolineato l’importanza e la disponibilità della Prefettura maceratese. Dagli amministratori locali si è levato un unico coro di protesta verso il patto di stabilità, inteso come forte limitatore dell’azione politica locale, come ha sottolineato anche il presidente della Provincia Antonio Pettinari: «Gli enti locali sempre rigorosi nel rispetto degli equilibri, si trovano in difficoltà con il Patto di Stabilità ma bisogna considerare che la crescita del territorio viene dallo sviluppo delle realtà locali». Anche il governatore delle Marche Gian Mario Spacca ha portato il suo saluto ai presenti: « Il naufragar vi sia dolce in questo mare – ha esordito citando l’Infinito, ormai votato ad essere segno distintivo della nostra Regione – in questa terra noi abbiamo fatto la scelta della sussidiarietà che credo sia fondamentale come sarebbe importante stabilire le competenze di Stato e Regioni. Non è possibile che tutto sia demandato alla Corte Costituzionale, occorrono istituzioni più vicine e immediate».
L’intervento tecnico è toccato a Gian Candido De Martin, professore ordinario dell’Università Luiss “Guido Carli, il quale ha affrontato il tema della convivenza nel reciproco rispetto di unità e autonomie territoriali, focalizzandosi anche sul ruolo delle Province: «L’ente provincia è stato messo in discussione come qualcosa di superfluo. Siamo in una situazione in cui ci si allontana dal quadro costituzionale senza tentare il completamento di quello che è il disegno avviato. Se l’esigenza è quella di risparmiare, evitiamo nuove province e riordiniamo le competenze evitando sovrapposizioni. L’importante in ogni caso è investire sulla formazione».
Ha concluso i lavori pomeridiani il sottosegretario Davico che ha sottolineato come la soluzione ideale sia il federalismo: «E’ un momento particolarmente complicato e in un Paese complicato come il nostro c’è bisogno di soluzioni diversificate adatte ai territori. La risposta del Governo è il federalismo e quello fiscale è la sua attuazione che porta a una chiarezza di competenze e risorse. in questa fase di passaggio, i Prefetti devono rendere il rapporto con la periferia».
(Foto di Guido Picchio)
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“….Il ministro Roberto Maroni, atteso questo pomeriggio all’Abbazia di Fiastra, per il convegno Anfaci, è stato trattenuto a Roma in una giornata cruciale per il governo Berlusconi….”
Mamma mia, per un momento scorrendo il titolo dell’articolo mi ero impaurito…..
…….E’ stato solo trattenuto in Parlamento; per un secondo ho avuto paura che fosse stato erroneamente trattenuto a Regina Coeli…
meglio Maroni deve rimanere con gli Unni