Da Marco Ferracuti, segretario provinciale della Cisl e Laura Raccosta della Cisl Fp Marche riceviamo un intervento sulla vicenda degli ispettori del lavoro minacciati di morte da un imprenditore calzaturiero (leggi l’articolo).
«Tutta la Cisl di Macerata e, soprattutto, il comparto della Funzione Pubblica, esprimono la propria solidarietà agli Ispettori della Direzione Provinciale del Lavoro di Macerata, vittime di un’aggressione che li ha visti oggetto di minacce di morte.
Dei tre operai sorpresi dagli ispettori solo uno era dipendente dell’azienda calzaturiera, sebbene temporaneamente dirottato al cantiere. Gli altri due erano a tutti gli effetti lavoratori in nero. Un episodio grave che dimostra ancora una volta come una delle più pericolose conseguenze della crisi sia il ricorso crescente al lavoro nero, che tanti rischi comporta per la salute e la sicurezza dei lavoratori. La Dpl di Macerata si è fin qui distinta per la quantità e la qualità del lavoro svolto, per l’eccellente competenza dei lavoratori e per la collaborazione con le parti sociali, che ha portato a protocolli ed intese delle quali beneficiano imprese e lavoratori. Invitiamo la Dpl a perseverare nel suo impegno, non lasciandosi intimidire ed anzi intensificando i controlli per evitare che “prendano piede” pratiche pericolose. Le evidenti ed innegabili difficoltà delle nostre imprese e il rischio concreto di licenziamenti non possono in alcun modo rappresentare una giustificazione per scorciatoie illegali e pericolose, a rischio di vedere moltiplicarsi episodi tragici come quello che in mattinata ha coinvolto un operaio della Quadrilatero.
Questo episodio risulta tanto più vile ed odioso in questo momento in cui la politica è lontana dai lavoratori pubblici, umiliati e classificati come fannulloni. La recente manovra finanziaria apre le porte ad un possibile depotenziamento di un ente pubblico, la Dpl, che funziona e che offre un ottimo servizio ai cittadini.Rispetto alla precedente normativa che prevedeva l’ingresso delle Dpl nella Casa del Welfare (cosiddetto SuperInps), insieme ad Inpdap, Inps, Inail, ora, l’Amministrazione, a livello centrale, potrebbe optare per “l’accorpamento” degli uffici con la Prefettura. E’ un rischio che non possiamo correre. Per l’attività delle DPL, l’unica scelta logica ed efficace è “aderire” alla Casa del Welfare, dove il cittadino, che ha necessità di servizi in materia di lavoro, previdenza e assistenza, troverebbe, in un’unica sede, tutti gli uffici competenti.Siamo convinti, su questo tema, di esprimere e rappresentare l’interesse dei cittadini e dei lavoratori».
Interviene sulla questione anche Matteo Pintucci, segretario provinciale Cgil Fp
«Oltre alla violenta aggressione verbale subita dagli Ispettori del Lavoro, l’esito degli interventi degli stessi ha evidenziato la presenza di due lavoratori in nero su un totale di tre. Il tutto a conferma di un reale pericolo di non rispetto delle regole nel contesto attuale del lavoro. E’ da evidenziare anche l’importanza del personale ispettivo deputato alla verifica ed al rispetto delle leggi in materia di controllo sulla salute e sulla sicurezza degli ambienti di lavoro. Al personale che ha subito questa inqualificabile aggressione, va tutta la nostra sincera stima e solidarietà».
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ecco … dove sono ora … tutti quelli che ieri, su queste stesse pagine inneggiavano al povero ed eroico imprenditore e accusavano i tremendi ispettori di rovinare l’Italia ?
Dove sono ????? …
purtroppo di tipi come questo “imprenditore” ce ne sono tantissimi,per fortuna altrettanti sono quelli seri che rispettano e proteggono il proprio dipendente….Ci vorrebbero pene esemplari,cosi imparerebbero ad avere più rispetto di chi lavora per loro,assicurandoli..in tutti i sensi,sia per l’incolumità fisica che per i contributi per una “futura” (sudatissima!!) pensione!!
… non solo.. io mi sono stancato dell’assioma PRIVATO FANTASTICO e PUBBLICO CARROZZONE RUBASOLDI.. gli imprenditori piangono miseria in questi tempi di crisi.. io in giro vedo macchine di 50/60/70 mila euro che un dipendente pubblico potrebbe comprarsi con i risparmi di 20 anni di lavoro.. è ora di smetterla con questi concetti stereotipati.. non fregherà a nessuno, ma io sono un dipendente pubblico figlio di un fornaio che aveva un panificio che mandava avanti con due operai, e capisco benissimo che rispetto a mio padre sono un privilegiato (ricordo ancora le sveglie alle due di notte quando lui andava a lavorare e io dovevo cercare di riprendere sonno perchè l’indomani mattina avevo la scuola). Anche per questo (e grazie ai suoi insegnamenti e al suo esempio), cerco di fare il mio lavoro al meglio, con onestà, lealtà, serietà e competenza (gli ultimi miei giorni di malattia datano dicembre 2001 – avete letto bene, dicembre 2001), e vado in giro con una macchina targata BZ (gennaio 2002).. volete capire che non si può fare di tutta l’erba un fascio? volete capire che giustificare un imprenditore che non rispetta le regole del mercato del lavoro, faticosamente conquistate in anni di lotta dai nostri genitori, significa tornare indietro di 50 anni? o volete fare come in Cina che 50 operai lavorano in 30 mq di spazio, dormono nelle fabbriche ecc. ecc.?
Scusate lo sfogo, so benissimo che anche gli imprenditori non sono tutti uguali, ma credetemi, leggere sempre che il male dell’Italia sono i dipendenti pubblici mi fa star male.. (eufemismo..)
non ho gli elementi per giudicare poichè fino ad ora sono comparse solo le dichiarazioni di una parte vorrei sentire anche l’altra! premesso ciò propongo una riflessione in merito ad i lavoratori in nero. Tutti noi sentiamo parlare che nei comuni dove viviamo circolano voci su: professori che fanno le ripetizioni in nero, tecnici comunali o provinciali che collaborano con studi tecnici in nero, artigiani che hanno chiuso l’attività per lavorare in nero, gente che lavora nelle parrocchie in nero, gente che lavora nelle campagne in nero, ecc.ecc. Come mai queste categorie sfuggono ad ogni tipo di controllo???? PROPOSTA!!!! denunciamo gli “ACARI” che vivono intorno a noi!!!!!!!! questa gente occupa due posti di lavoro!!!!!!! è ora di farla finita!!!!!!!!!
un suggerimento per l’ottima rivista on-line “cronache maceratesi. evitate di pubblicare commenti di gente che non ha la faccia di comparire con il proprio nome e cognome!!!!!! cosa devono nascondere?????
io ci metto anche la faccia …
Spero che continuino così, ci sono aziende artigiane, tipo pelletterie, che tengono le proprie operaie a casa in cassa integrazione o in sospensione a giro, poi fanno lavorare a nero i cinesi per due soldi, intanto chi ha famiglia da mantenere, non arriva a fine mese !!!!!!!!
E sono sicura che ci sia anche un bel giro di mazzette sotto, questo sistema corrotto deve finire una volta per tutte. Se io sono obbligata a pagare le tasse, come è giusto che sia, anche chi sta ai piani alti non deve cedere alle lusinghe!