Dalla piaga della droga alla “cupola”,
gli allarmi a “Civitanova senza veli”
CONVEGNO - Sul palco si sono alternati l’avvocato Giuseppe Bommarito, Andrea Foglia, responsabile del tavolo per il benessere dei giovani, e Mario De Rosa, direttore del Dipartimento sulle dipendenze patologiche. Negli ultimi vent'anni consumo cresciuto del 35-40%. Bommarito ha parlato di fiumi di droga e dell'urbanistica. Il colonnello Raffaele Ruocco ha assicurato che lo Stato c'è

Un momento dell’incontro
Dalla droga il discorso si è spostato anche ai nodi dell’Urbanistica, Civitanova ai raggi x, su una delle piaghe: la diffusione delle sostanze stupefacenti da cui poi si generano a catena un’altra serie di reati. Se n’è parlato ieri al teatro Cecchetti di Civitanova, all’incontro “Civitanova senza veli”, a cui hanno partecipato oltre duecento persone (tanti altri, un centinaio, sono rimasti fuori perché non c’era più posto). Sul palco l’avvocato Giuseppe Bommarito, presidente dell’Associazione con Nicola oltre il deserto di indifferenza, e collaboratore di Cronache Maceratesi, Andrea Foglia, responsabile del tavolo tecnico comunale per il benessere dei giovani, e Mario De Rosa, direttore del Dipartimento sulle dipendenze patologiche di Civitanova.

Fabiola Polverini, Pierpaolo Turchi, Giorgio Pollastrelli, e il colonnello Raffaele Ruocco
Presenti anche diversi rappresentanti delle forze dell’ordine, c’era il comandante provinciale dei carabinieri Raffaele Ruocco, il comandante della Compagnia dei carabinieri di Civitanova, Angelo Chiantese, il dirigente del commissariato di Civitanova, Riccardo Zenobi.
Si è parlato di Civitanova e del suo stato partendo dai dati del centro patologie delle dipendenze di De Rosa che opera in città dal 2003 e che ha visto aumentare in 20 anni del 35/40 percento l’uso di sostanze in città passando prevalentemente dall’eroina alla cocaina. Si è analizzato il perché e attraverso un’analisi della società che cambia si è ipotizzato che la visione vuota porta a un comportamento di ricerca di affermazione personale di se stessi oltre ogni misura.

Andrea Foglia nel corso del suo intervento ha richiamato alla responsabilità degli adulti verso i giovani e verso le generazioni che verranno investendo chi governa la società a scelte coraggiose per rendere la città un ambiente adatto ai giovani, come si può pretendere dai ragazzi determinati comportamenti se poi sono proprio gli adulti ad insegnare che si può fare tutto a tutte le ore?

L’avvocato Bommarito da anni impegnato in una battaglia contro lo spaccio di droga e la malavita organizzata, svolta sovente con denunce lanciate con articoli su Cronache Maceratesi, con un applauso durato alcuni minuti, ha raccontato dei suoi studi e approfondimenti sul mondo dello spaccio lungo la costa maceratese. E Civitanova è uno dei centri più attivi di spaccio di stupefacenti: un vero fiume di cocaina si riversa in questa città ha sottolineato Bommarito. Molte le attività di contorno allo spaccio di droga che permettono l’uso sfrenato della sostanza e la sua circolazione che arricchisce clan malavitosi che poi rimangono in città comprando attività commerciali e investendo nell’edilizia. Bommarito in riferimento ai piani casa di Civitanova, nel corso del convegno ha parlato di una cupola chiamando in causa (senza fare nomi) elementi dell’Ufficio tecnico, amministratori locali e clan pericolosi che trasformerebbero proventi della droga in appartamenti di lusso per riciclare i soldi.

L’apertura dei lavori ha visto salire sul palco insieme agli organizzatori di Lega più Civici (il consigliere provinciale Giorgio Pollastrelli, i consiglieri comunali Pierpaolo Turchi e Fabiola Polverini), il colonnello dei carabinieri Raffaele Ruocco che è stato applaudito da tutta la platea in ringraziamento dell’operazione svolta giovedì che ha portato a nove arresti per spaccio di droga. Il colonnello Raffaele Ruocco ha ribadito che lo Stato c’è, anche a Civitanova. Spesso si lavora in apnea per mesi o anni su alcune indagini e i cittadini credono che taluni siano esclusi dal controllo dello Stato, ma poi si arriva prontamente al giorno in cui si emerge in superficie e si mettono in atto tutte quelle misure che la legge prevede in questi casi restituendo ai cittadini sicurezza e certezza della presenza delle forze di polizia. Tra gli amministratori locali presente solo l’assessore Roberto Pantella. Tra il pubblico, in prima fila, l’imprenditore Germano Ercoli.
— Sarebbe proprio interessante sapere i nomi degli amministratori locali, dell’ Uff. tecnico comunale, collusi con i clan pericolosi che investono nell’ edilizia, colate di cemento, consumo di territorio.!!!!
Grande Giuseppe Bommarito. Piccoli gli Amministratori clamorosi di Civitanova Marche. Piccolissimi anche noi cittadini che lasciamo vincere ignavia e paura, ci lasciamo saccheggiare e non diciamo basta per davvero.
Civitanova oggi appare come un mercato libero della droga, una piazza dove lo spaccio è sotto gli occhi di tutti, normalizzato, tollerato nei fatti. E davanti a questa deriva, il silenzio della giunta comunale – a partire dal sindaco e dall’assessore alla sicurezza – è assordante.
La sicurezza non si amministra con le dichiarazioni di facciata o con le foto di rito: si governa assumendosi responsabilità, anche quando fa male.
Ma la droga non è un fenomeno isolato. È il motore economico che alimenta altro: un mercato edilizio fuori controllo, concessioni che piovono, cemento che cresce, investimenti che trovano terreno fertile. Davvero si vuole far credere che tutto questo sia scollegato?
Quando il denaro sporco trova canali così agevoli, la politica ha il dovere di porsi delle domande. Se non lo fa, il sospetto non è solo legittimo: è inevitabile.
Ancora più grave è l’assenza.
A un incontro pubblico che parlava del futuro e delle ferite della città, quasi tutta la giunta ha scelto di restare a casa. Niente confronto, niente ascolto, niente spiegazioni.
Solo l’assessore Roberto Pantella ha avuto il coraggio di metterci la faccia. Gli altri? Spariti.
E quando chi governa evita il confronto, non sta proteggendo la città: sta proteggendo sé stesso.
Per questo il ringraziamento va a chi, al contrario, non si nasconde:
all’avvocato Giuseppe Bommarito, ad Andrea Foglia e a Mario De Rosa, che senza incarichi di potere, senza scorte e senza tornaconti personali, si espongono in prima persona per denunciare, analizzare, proporre.
È paradossale – e amarissimo – che oggi il senso civico più forte venga dai cittadini, non da chi amministra.
Civitanova merita una politica che governi, non che osservi;
che affronti i problemi, non che li minimizzi;
che risponda, non che scappi.
Il tempo delle scuse è finito.
Ora servono responsabilità. Vere.
Ah, “opperbaccooo”elementi dell’ufficio tecnico, amministratori locali, e clan pericolosi, tutti insieme, in un turbinio di sostanze, e “grana”, sanno già tutto, ma tutto gira tranquillo, o quasi. Lo stato c’è, dicono, vedremo, basta che non ce lo fanno vedere, come si dice a “babbo morto”, cioè tra 50 anni !! Son passati in 5-10 anni, dagli zingari, rom, e vu cumprà del lungomare, alla prostituzione, ndrangheta, mafia, e malavita organizzata, proprio un bel salto di qualità, e ancora, di “grana”, sempre e solo quella.
La cosa più incredibile è che, per lo meno a Macerata, i tossici delle “crack house” spacciano e fumano coca cucinata negli appartamenti e nei garage facendo oltretutto una puzza schifosa, senza la minima preoccupazione o timore che qualcuno li possa beccare, tutti i giorni a tutte le ore con un riguardo ma non troppo a quelle serali e notturne…Come può essere secondo voi cittadini silenziosi…??