Una folla e tante rose bianche
per l’ultimo saluto a Silvia

"San Severino è stanca di consegnare giovani alla strada" . Queste le parole di don Aldo Romagnoli che durante l'omelia ha lanciato il suo appello

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di Alessandra Pierini

Il cielo di San Severino si è tinto dell’azzurro limpido degli occhi di Silvia per darle l’ultimo saluto. Il buio che l’ha avvolta lunedì sera, quando ha perso la vita in un tragico scontro,  sembra essere un lontano ricordo mentre il dolore e la tragedia che ha investito tutta la comunità settempedana non si placa. Nell’atmosfera irreale del borgo, solitamente vivace, nelle vie immediatamente adiacenti alla chiesa di Sant’Agostino, una folla composta ha atteso l’arrivo  e l’uscita del feretro, dopo la commovente cerimonia. Solo il volo di uccelli, il garrire delle rondini nel sole, ricomparso oggi dopo giornate inquiete, e la voce di qualche bambino hanno interrotto il silenzio carico di pianto. Tantissimi giovani si sono stretti intorno ai familiari e centinaia di persone hanno portato il loro saluto  e i loro gesti d’affetto. In segno di lutto anche le attività del centro hanno abbassato le serrande .
Un applauso ha accolto la bara bianca  ricoperta di bellissime rose candide.
«Silvia oggi è bella come una sposa – ha esordito don Aldo Romagnoli, per poi continuare – non funerale_Silvia_moretti-3-300x225posso caricare questo giorno di dolore di chiacchiere. Il corpo martoriato di Silvia è ormai altro e vede il volto di Dio.
Come Gesù Silvia ha detto “questo è il mio corpo”, così anche i suoi genitori che ancora non sanno dove stesse andando lunedì sera e vorremmo saperlo tutti, non per curiosità, ma per consolazione, “questo è il mio corpo” deve ripetere Luca il suo fidanzato che con lei ha condiviso 12 anni e i più intimi segreti,”questo è il mio corpo” ripeteranno i colleghi di lavoro, “questo è il mio corpo” devono dire tutti gli abitanti di San Severino stanchi di consegnare tanti giovani alla strada. Non

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Una bella foto di Silvia Moretti

esiste nel vocabolario italiano una parola per definire un genitore che perde un figlio forse perchè è innaturale. Silvia era una ragazza sempre disponibile e curava gli altri con attenzione, ora dovete essere tutti voi a far rivivere la sua stessa carica e a prendere come insegnamento il suo modo di essere». Un secondo applauso ha abbracciato mamma Sara che ha dimostrato tutta  la forza che una madre può avere, è salita sull’altare e  con dolcezza ha ringraziato tutti: «Vi ringrazio a nome di Silvia» ha detto, facendo così rivivere sua figlia nelle sue parole. Lo ha ripetuto a tutti, anche seguendo il feretro ancora una volta salutata da un profondo applauso.
Moltissimi i fiori bianchi, portati da amici e parenti, che hanno accompagnato in corteo, il cammino di  Silvia fino al cimitero cittadino.
La morte di Silvia Moretti, ventottenne,  fisioterapista alle Terme di Santa Lucia a Tolentino, è solo l’ultima di una lunga serie in un’estate di sangue per le strade maceratesi.  L’auto della giovane si è scontrata frontalmente lunedì sera lungo la strada provinciale settempedana con la Fiat Bravo condotta da Andrea Travaglini, matelicese di 35 anni, ricoverato all’Ospedale di Macerata  in prognosi riservata (leggi l’articolo).

(foto di Guido Picchio)

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