Il WWF torna sull’elisoccorso:
“Non è certo che faccia la rotta più breve”

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eliambulanzaIl Wwf Marche torna a parlare dell’elisoccorso dopo aver chiesto nei giorni scorsi (leggi l’articolo) di cambiare rotta e non volare più a bassa quota nella Gola di Frasassi se non in casi di circostanziate e documentate emergenze, per non mettere a rischio la riproduzione delle aquile reali:

“Il WWF Marche – si legge nella nota stampa – rimane sconcertato dalle affermazioni fatte dal  Sindaco di Fabriano Roberto Sorci, dal sig.  Claudio Biondi dell’opposizione comunale e anche da altri fonti del web e della stampa sulla presunta mancanza di priorità, da parte della associazione  WWF, della vita umana sulla tutela dell’aquila reale, chiarendo che, anche nel precedente comunicato stampa, in casi di circostanziata e documentata emergenza, l’elicottero del 118 è logico che debba poter volare dovunque e anche nella Gola di Frasassi.
Innanzitutto evidenziamo che non c’è certezza  che la rotta più breve da Ancona a Fabriano passi per la Gola di Frasassi, e che non si capisce perché si continui a sorvolare a bassa quota sia nella Gola di Frasassi, che nelle zone limitrofe a Vallemontagnana di Fabriano, come avvenuto negli ultimi mesi. I continui voli a bassa quota e fuori rotta non sono sicuramente dettati dalle emergenze. Si ricorda che l’area della Gola di Frasassi è all’interno di una dei più importanti Parchi Regionali, quello della Gola della Rossa e di Frasassi , della nostra Regione e L’Unione Europea considera l’area prioritaria di tutela all’interno di Rete Natura 2000, in base alla direttiva Habitat (94/43/CEE) e alla Direttiva “Uccelli” (ex79/409/CEE), come S.I.C. e Z.P.S., (Zona di Protezione Speciale per la conservazione di uccelli rapaci rari e in via di estinzione) come l’Aquila reale, il Lanario e il Nibbio reale, anche attraverso dei progetti Life Natura , come “Save the Flyers”, che ,proteggendo chirotteri e rapaci in via di estinzione, deve tutelare la biodiversità europea, promovendo uno sviluppo economico ecosostenibile. La legge n.394/91, proprio per  tutelare specie rare e minacciate come l’Aquila reale, vieta il sorvolo di velivoli a bassa quota all’interno delle aree protette, se non per documentate esigenze di emergenza. Anche la Regione Marche con l’apposito DGR e il regolamento del Parco vietano tale sorvolo  a bassa quota nell’area protetta.
Proprio il Comune di Fabriano, che ha una parte del suo territorio nel Parco Regionale Gola della Rossa e di Frasassi, invece di ostacolare l’area protetta, dovrebbe utilizzarla per provare a convertire il suo deficitario sviluppo economico, oramai in profonda crisi da anni nel monosettore industriale, verso il terziario e il turismo naturalistico abbinato al patrimonio storico artistico  di Abbazie medievali benedettine, all’interno del Parco, come quella di S. Salvatore di Valdicastro e di San Vittore delle Chiuse e quella  di Santo Ansovino di Avacelli (Arcevia) , di origine templare e la limitrofa Abbazia di S.Elena di Serra San Quirico , e verso un agricoltura di qualità, che punti sul biologico e la salvaguardia delle razze domestiche locali come l’ovina fabrianese e la bovina marchigiana, collaborando anche  con il Comune di Genga  nella promozione delle  Grotte di Frasassi, che ogni anno portano nel territorio marchigiano oltre 200.000 turisti.
Anche lo stato attuale della Pinacoteca comunale di Fabriano, che conserva tra le più importanti opere d’arte medievale delle Marche, senza l’utilizzo dell’aria condizionata che non le faccia rovinare, come scritto nei giorni passati sulla stampa locale,  dimostra la visione miope e senza futuro della politica locale.
Inoltre si ricorda al sig. Biondi le battaglie che il WWF fa sull’inquinamento delle città in tutta Italia proprio per la salute pubblica e evidenzia che a Fabriano l’inquinamento esiste da decenni e ha riguardato tutta la classe politica, che ha governato negli ultimi 50 anni la città, fatto  su cui bisogna riflettere. Senza una visione complessiva dei fenomeni socio economici e naturali non si può dare un futuro alla zona montana. Questo è quello che ci chiede l’Unione Europea come stato membro e invece il nostro “Bel Paese” è in testa nelle infrazioni comunitarie in materia ambientale, che costano alla nostra collettività ogni anno milioni di euro”.



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