Capponi: “Opere pubbliche, Pettinari non sta affrontando il problema”

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Franco Capponi dai banchi dell'opposizione

 

Franco Capponi, ex presidente della Provincia e attualmente capogruppo in Consiglio provinciale del Ppe, interviene in merito all’allarme lanciato dalla Provincia “Opere pubbliche bloccate dal Patto di stabilità” (leggi l’articolo):

“E’ poco rispondente alla realtà dire che i lavori (trentadue appalti secondo Pettinari) sono bloccati per colpa del Patto di Stabilità interno della Provincia.

Questo e’ vero solo in parte, esiste per tutti la difficoltà di rispettare il Patto  ma non puo’ essere affrontato il problema con rassegnazione, come cerca di fare Pettinari, continuando a piangersi addosso per tutta la legislatura. Occorre sperimentare e percorrere le soluzioni possibili.

Le sue affermazioni inoltre dimostrano poca conoscenza della materia e per questo provero’, anche senza avere a disposizione dati recentissimi ( a due mesi non ci sono ne’ deleghe, ne’ commissioni, ne’ possibilità di conoscere l’attività di programmazione della sua Giunta) a far capire come sarebbe possibile muoversi.

La prima valutazione, quella delle colpe, e’ assolutamente diversa da quella di dare tutta la responsabilità al governo. Il blocco colpisce piu’ la Provincia di Macerata  perche’ e ‘ mancata una seria programmazione (com’era prevedibile) nel periodo di commissariamento. Molti lavori previsti, progettati e finanziati durante l’unico anno che ho avuto l’onore di presiedere l’Ente sono stati ritardati e trasferiti dal 2010 al 2011; essendo il patto di stabilità annuale e se l’entità della spesa quindi ora non puo’ superare quella riferita agli ani precedenti, il problema non e’ attribuibile al Governo.

Se una colpa esiste in questa Provincia, oltre gli effetti del Patto di stabilità, e’ quella di chi ha voluto il commissariamento (errori giudiziari e politici contro la Giunta democraticamente eletta) e di chi ha generato  danni inestimabili al territorio. Pettinari  in questa campagna elettorale non ha minimamente condannato i responsabili…. nzi ha difeso i giudici ed  e’ andato a braccetto con  Gentilucci al ballottaggio.

Le affermazioni di Pettinari mettono in risalto pero’ altri aspetti che cercano di creare disinformazione e venialità verso l’opinione pubblica e provo ad indicarli:

1) E’ sbagliato dire che si stanno perdendo finanziamenti comunitari ad esempio, in quanto le recenti modifiche apportate al Patto dal Decreto Sviluppo ed oggi rafforzato dalla manovra di stabilità escludono da esso la gran parte dei progetti finanziati o cofinanziati dalla UE;

2) Il ponte sul fiume Fiastra danneggiato dall’alluvione, di cui Pettinari parla,  non e’ un progetto esecutivo che ha avuto la prevista approvazione, non essendo a quanto ci risulta essere stato modificato il Piano delle Opere Pubbliche di competenza delle Commissioni e del Consiglio Provinciale.

Tale progetto, sul quale chiederemo il massimo dell’attenzione per definire se e’ congruo sistemare la sola pila danneggiata o magari pensare alla ricostruzione totale del Ponte , (potrebbe avere le stesse problematiche in futuro sulle altre pile realizzate con la stessa tecnica), non ha problemi di realizzazione essendo un’opera che va’ fuori dal patto di stabilità in quanto la calamità ha avuto l’emissione dell’Ordinanza di riconoscimento ed inoltre ci sono somme a disposizione nell’avanzo di amministrazione 2010 ma che per essere utilizzate hanno bisogno dell’approvazione in Consiglio provinciale della loro destinazione;

3) Pettinari ha fatto una campagna elettorale al motto “Regione e Provincia insieme”. Noi non ci abbiamo creduto anche per un motivo semplicissimo e attinente proprio al Patto di stabilità.

Se la Regione ci fosse stata vicina ( senza parlare di sanità, infrastrutture, servizi e molto altro ancora)  ad esempio avrebbe potuto stabilire, come hanno fatto tantissime altre Regioni ( Piemonte, Liguria, Lazio, Emilia Romagna, ecc.), la regionalizzazione del Patto di stabilità.

Questo avrebbe messo in risalto la veridicità delle continue esternazioni della nostra Regione di una presunta virtuosità su tutte le altre Regioni date le risorse da condividere che avremmo avuto a disposizione.

Il Patto regionalizzato consente infatti di sostenere le problematiche dell’economia territoriale attraverso l’ampliamento dei plafond di pagamenti che altrimenti non potrebbero essere effettuati, visti gli stringenti vincoli della normativa nazionale.

Una novita’ assoluta in campo nazionale che segna una svolta storica nella politica di responsabilita’ verso i territori e una loro effettiva collaborazione. Tale provvedimento, se fosse stato adottato gia’ nel 2010  avrebbe messo in condizione i Comuni e in particolare l’Ente Provincia di avere una maggiore capacita’ di spesa per diversi milioni di Euro.

Con questo modello di responsabiiltà ad esempio  si sono liberate risorse verso gli Enti di 300 milioni di euro sia nella Regione Lazio che in Emilia Romagna.

Certamente e’ un momento difficile per le contingenze della crisi e la conseguente necessità di  responsabilizzare e  di ridurre la spesa pubblica ma e’ anche il momento di collaborare e lavorare, nel rispetto dei ruoli di maggioranza ed opposizione, con sobrietà  e praticità e non con la politica di dare colpe sempre a qualcun altro e mettersi a imprecare con la testa sotto la sabbia o piangendosi addosso ma restando immobili senza tentare le soluzioni possibili!”



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